André Breton e il surrealismo: biografia e libri

André Breton e il surrealismo: biografia e libri A cura di Laurène Suau.

Vita e libri di André Breton, poeta e saggista francese, esponente del surrealismo, movimento d'avanguardia le cui tecniche sono applicate ad ogni forma di arte

1Introduzione al surrealismo

André Breton
André Breton — Fonte: getty-images

Il surrealismo ha avuto più influenza a livello internazionale di ogni altro movimento di avanguardia perché le sue tecniche sono applicate ad ogni forma di arte: letteratura, pittura, fotografia, cinema…“Littérature” (Letteratura, nome della rivista creata da Breton) o “Lis-tes-ratures”(leggi le tue cancellature) è un gioco di parole per dire che secondo le teorie freudiane care a Breton e a tutti i membri del gruppo surrealista, le cancellature di un testo sono l’atto vero della scrittura, ma vengono spesso censurate dal buon uso grammaticale e della sintassi o dalla morale. 

Una volontà di sovversione generale ci possedeva” (Entretiens, 1951). Questa frase di André Breton dimostra i legami che uniscono i due principali movimenti di avanguardia che si sono sviluppati in Francia, Dada e il surrealismo. Il dadaismo fa tabula rasa del passato, è una rivolta assoluta alle convenzioni, mentre il surrealismo, di cui Breton è il fondatore, vuole creare una cultura alternativa a quella esistente. 

2André Breton: biografia (1896-1966)

2.1Infanzia e studi

André Breton come "sandwich man" al festival del Dada. Parigi, 27 marzo 1920
André Breton come "sandwich man" al festival del Dada. Parigi, 27 marzo 1920 — Fonte: getty-images

Nato in Normandia nel 1896, la famiglia di André Breton si stanzia a Pantin nel 1909 quando il padre viene a lavorare come commercialista e in seguito diventa vice-direttore di una cristalleria. André Breton è stato educato secondo i principi della piccola borghesia cattolica dalla madre molto autoritaria. 

Lo voleva ingegnere o ufficiale di marina e il giovane André fu mandato al collège Chaptal di Parigi ottenendo ottimi risultati. Sviluppa la sua passione per la poesia, due poemi vengono pubblicati nella rivista Verso l’ideale della scuola. Studente in medicina dal 1913, Breton pubblica alcuni poemi nella rivista La Phalange. Conosce e adora Paul Valéry.

Durante la Grande Guerra si ritrova medico interno in medicina a Nantes. Scrive le sue prime lettere a Guillaume Apollinaire. A partire dal 1916 è mandato, dopo la sua richiesta, nei centri neuro-psichiatrici dove entra in contatto con le teorie di Freud, che lo appassionano, e pratica con i suoi pazienti il metodo dell’associazione libera. Cerca di convincere senza successo Valéry e Apollinaire sull’utilità della psicoanalisi nella ricerca poetica.  

2.2Prime pubblicazione e rivoluzioni di Breton

Frequenta Tzara e il dadaismo e nel 1919 crea una rivista di nome Letteratura. Il suo obiettivo è di rompere con la tradizione dell’Ottocento, in particolare con i simbolisti che hanno affascinato la sua adolescenza. Accanto a lui, giovani poeti costituiscono il nucleo di un gruppo che cambierà con il tempo secondo le volontà del maestro.

Breton scrive il primo Manifesto del surrealismo e dirige due riviste La Rivoluzione surrealista dal 1924 al 1929, poi Il Surrealismo al servizio della rivoluzione dal 1930 al 1933. Iniziano a sorgere problemi all’interno del gruppo, soprattutto a causa dell’impegno politico. Breton, il “Papa” come lo chiamano, detta la legge, accetta ed esclude i membri del clan. Nel 1930 pubblica il Secondo Manifesto del surrealismo, che si rivela molto autoritario. Dopo questa pubblicazione, seguono numerose rotture all’interno del gruppo (si separa dagli scrittori Desnos e Soupeault).    

2.3André Breton: impegno politico, esilio e cambiamenti

I poeti Paul Eluard (a sinistra) e André Breton in una mostra internazionale del Surrealismo
I poeti Paul Eluard (a sinistra) e André Breton in una mostra internazionale del Surrealismo — Fonte: getty-images

Una moltitudine di poemi, saggi politici e riflessioni sull’arte sono pubblicate nel 1930. Breton lascia il Partito comunista e si avvicina a Trockij. Va negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra mondiale. Quando torna a Parigi nel 1946, una nuova corrente di idee, l’esistenzialismo elimina ormai quello che è stato il grande modello d’avanguardia

Breton non rinuncia però ad un’attività frenetica: scrive Arcano 17, un racconto in cui l’evoluzione del surrealismo verso il culto d’Oriente, e persino l’occultismo, appare con evidenza. Denuncia i crimini di Stalin in URSS e prende posizione contro la guerra d’Algeria

Personalità magnetica, ha tuttavia perso la brillante influenza che esercitava un tempo sui poeti e viene piuttosto circondato dai pittori. Marcel Duchamp pronuncerà così il suo elogio funebre: “Breton amava allo stesso modo di un cuore che batte. Era l’amante dell’amore in un mondo che crede nella prostituzione. Questo è il suo segno”.  

3Opere di Breton

3.1Breton teorico

Ritratto di Andre Breton (Tinchebray, 1896 - 1966) realizzato da Maurice Henry
Ritratto di Andre Breton (Tinchebray, 1896 - 1966) realizzato da Maurice Henry — Fonte: ansa

Breton è sempre stato un grande organizzatore ed un pensatore militante a dispetto dell’originalità della sua prosa e dei suoi poemi:
scrive manifesti, volantini, dichiarazioni d’intenti con i suoi compagni e anche da solo;
• prende parte attivamente agli spettacoli, alle esposizioni surrealiste, sempre pronto a indossare elogi o rimproveri;
• manifesta uno spirito critico che si infuoca particolarmente a contatto di autori francesi o stranieri messi in margine e dai quali vede precursori del gruppo di cui è il padre spirituale. Cita questi autori nel primo Manifesto del 1924. 

Una ventina di anni dopo riunisce nell’Antologia dello humour nero gli scrittori che hanno in comune l’umorismo sovversivo. Breton e i surrealisti hanno dominato la poesia, il cinema e la pittura durante la prima metà del Novecento ma il progetto di una rivoluzione radicale che avrebbe trasformato il mondo è svanito. Nel 1947 Jean-Paul Sartre, direttore molto influente dei Tempi Moderni, critica apertamente il gruppo. 

3.2Un romanziere contro il romanzo

Ritratto di Guillaume Apollinaire
Ritratto di Guillaume Apollinaire — Fonte: ansa

Il movimento surrealista, nel suo insieme, ha probabilmente prodotto più poemi di opere in prosa. Breton critica con virulenza lo stile descrittivo e “di informazione” del romanzo realistico. Scrive tuttavia due racconti dal contenuto autobiografico, Nadja e l’Amour fou che contribuiscono al rinnovo del genere. Se Gide et Proust danno al romanzo una nuova struttura, Breton ne fa piuttosto un terreno di sperimentazione, una specie di banco di prova delle teorie del gruppo. 

3.3Nadja di Breton: trama e analisi

Nadja è l’opera (i surrealisti rifiutano questa nozione) più famosa e leggibile di Breton. Stesa nel 1927, pubblicata l’anno successivo è stata rimaneggiata nel 1962. La narrazione è molto sobria e senza capitoli. Nel suo prologo, l’autore la definisce una “relazione giorno per giorno, la più impersonale possibile”, il tono è quello dell’ “osservazione medicale, tra tutte le teorie neuropsichiatriche”. 

Gli scrittori dadaisti: Andre Breton, Rene Hilsum, Louis Aragon e Paul Eluard
Gli scrittori dadaisti: Andre Breton, Rene Hilsum, Louis Aragon e Paul Eluard — Fonte: getty-images

Nadja è una donna realmente esistita e conosciuta da Breton e come nel suo romanzo è finita in una clinica psichiatrica. Il romanzo racconta l’amore platonico tra André Breton e la sua musa.    

Il turbamento poetico che emana da una fragile fanciulla è raccontato in prima persona ed è accompagnato da foto e disegni. Essi servono non soltanto ad illustrare ma fanno anche parte integrante di questo racconto insolito per sottolineare la volontà “anti-letteraria” dei surrealisti, il desiderio di raggiungere un’arte globale, che sia allo stesso tempo parola, segno grafico e immagine. Creatura tra sogno e realtà, Nadja (si è scelto questo nome perché in russo è l’inizio della parola speranza) è diventata l’emblema del surrealismo

4La poesia di Breton, un poeta in piena evoluzione

Una raccolta di versi del 1919 mostra che Breton si ispira al simbolismo, ad Apollinaire e a Jarry. Ma la scrittura automatica e l’attenzione a tutte le manifestazioni dell’inconscio porta un vento nuovo che supera ampiamente la riproduzione dei simboli della modernità come l’aveva praticata Apollinaire. La letteratura surrealista rompe definitivamente con le tecniche ed i temi del passato. E così Clair de terre si apre su cinque trascrizioni di sogni. 

Nei versi della raccolta Le revolver à cheveux blancs lo stile cambia ancora: non domina più la scrittura automatica ed i sogni sono spariti. Le associazioni spontanee e la forza dell’inconscio restano ma si integrano in poemi più lirici, a lungo rifiniti. La tradizione non è più respinta ma recuperata in parte, per lo meno sotto il segno del cambiamento e della novità.  

È d’altronde l’epoca in cui la Rivoluzione surrealista si interroga su un grande tema artistico: l’amore. L’Unione libera (1931) è probabilmente la composizione più famosa di Breton. È una critica dell’istituzione del matrimonio ma è anche una definizione dell’amore vero, quello di due esseri che si sono scelti.