Anastrofe: definizione ed esempi della figura retorica

Di Elisa Chiarlitti.

Cos’è l’anastrofe e a cosa serve? Cosa sono le anastrofe in poesia? Etimologia, definizione ed esempi di questa figura retorica

ANASTROFE: DEFINIZIONE

Anastrofe: definizione ed esempi
Anastrofe: definizione ed esempi — Fonte: istock

L’anastrofe è una figura retorica di parola che consiste nell’invertire due parti del discorso rispetto all’ordine abituale di una frase. La parola anastrofe, di derivazione greca anastrophé, si pronuncia anàstrôfe e vuol dire “inversione”.

L’anastrofe, chiamata anche anteposizione, è una eredità della lingua greca antica e del latino dove le parole venivano posizionate differentemente nel componimento in modo da ottenere la metrica corretta.

Per esempio già Quintiliano nella sua Institutio oratoria precisava che se la reversio, il cambiamento di posizione, riguardava solo due parole nel periodo si doveva parlare di anastrofe. Infatti, l’anastrofe è simile all’iperbato ma con la differenza che esso comporta l’inserimento di un inciso tra i termini.

ANASTROFE: ESEMPI DELLA FIGURA RETORICA

In poesia questa figura retorica è usata dal poeta per dare un particolare risalto ad una frase e per ottenere effetti fonici e ritmici. L’anastrofe è stata utilizzata da grandi poeti, come ad esempio Giacomo Leopardi nella sua famosa poesia A Silvia:  

  • …Allor che all’opre femminili intenta sedevi, assai contenta …”.

E ancora nell’Infinito:

  • “…Sempre caro mi fu quest'ermo colle…”.

E altri esempi di anastrofe si trovano nei famosi passi di Pascoli:

  • Mi scosse, e mi corse le vene il ribrezzo. Passata m’è forse rasente, col rezzo dell’ombra sua nera, la morte…” (Il brivido, vv. 1-6).
  • gemmèa l’aria”, “l’dorino amaro senti” (Novembre, v.1 e v.3).

Quasimodo:

  • "Cercavano il miglio gli uccelli ed erano subito di neve;…". (Antico inverno, vv. 5-6)

Montale:

  • "Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza" (Spesso il male di vivere ho incontrato, vv. 5-6).
  • desolata t’attende dalla sera” (La casa dei doganieri, v.3).

Ungaretti:

  • E il cuore quando d'un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d'ombra per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano” (Sentimento del tempo, La madre, 1-4).

L’USO DELL’ANASTROFE NELLA PUBBLICITA’ E NELLE CANZONI

L’anastrofe non appartiene solo al passato o alla poesia ma tutt’oggi è utilizzata per scrivere slogan pubblicitari, esempi emblematici sono:

  • La Coop sei tu
  • che più bianco non si può

o nell’uso quotidiano, in espressioni come:

  • eccezion fatta
  • cammin facendo”.

Anche nel linguaggio musicale si trovano molti esempi di anastrofe. La nota canzone di Fabrizio de AndrèLa guerra di Piero” contiene un’anastrofe nell’espressione: “dei morti in battaglia ti porti la voce” (v. 15).

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