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Analisi logica: come si fa

Di Valeria Roscioni.

Come si fa l'analisi logica: leggi la nostra guida con regole e complementi e scopri come svolgere l'analisi di una frase o di un periodo

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

|Calendario scolastico| Temi di Italiano svolti

ANALISI LOGICA: COME SI FA

Non hai capito bene come si fa l'analisi logica? Non disperare! Studenti.it ha creato questa guida con tutte le indicazioni di cui hai bisogno! Prima di iniziare, però, è bene che tu capisca a cosa serve l'analisi logica. Devi sapere che il suo scopo non è quello di far impazzire poveri alunni indifesi con mille trabocchetti! L'obiettivo dell'analisi logica, infatti, è quello di fare chiarezza sui rapporti che ci sono tra i vari componenti della frase. In poche parole, serve per capire in che modo devono essere formulate le frasi affinché il loro significato sia chiaro a tutti.

ANALISI LOGICA DI UNA FRASE: COME INIZIARE

Analisi Logica
Analisi Logica — Fonte: istock

Proprio per questo le prime cose che devi chiederti quando fai l'analisi logica di una frase sono:

  • Cosa significa quello che sto leggendo?
  • Quale funzione hanno le parole all’interno della frase? Cosa mi fanno capire?
  • Quale rapporto c’è tra queste parole?


Da non perdere: I 18 errori di italiano più diffusi: come evitarli

ANALISI LOGICA: COME INDIVIDUARE SOGGETTO, PREDICATO E COMPLEMENTI

Fatto ciò comincia con l’identificare i seguenti elementi:

  • Soggetto. Per identificarlo devi capire se sei di fronte ad una frase attiva o passiva
    Nella frase attiva il soggetto è colui che compie l’azione
    Es: Marco (soggetto) ha un gatto
    Nella frase passiva, invece, il soggetto è colui che subisce un’azione compiuta da altri
    Es: Marco è stato rimproverato dalla maestra
  • Predicato. Tutti sappiamo che il predicato è un verbo ma bisogna fare attenzione a distinguere tra:
  • Predicato verbale (pv): lo riconosci perché è formato da soli verbi. Il suo scopo è descrivere un’azione (fatta o subita dal soggetto), uno stato, un evento, ecc… sempre in relazione al soggetto.
    Es: Marco (soggetto) ha mangiato (pv)
  • Predicato nominale (pn): è formato dal verbo essere più un aggettivo o un nome. In questo caso si distinguono due particelle: la copula, ossia il verbo essere, e la parte nominale cioè il nome o l’aggettivo che indicano il modo di essere del soggetto. Qui i tranelli da evitare sono due:
  1. Non sempre il verbo essere è copula dato che può anche essere usato come ausiliare
    Es: Marco è bello (predicato nominale)
    Es: Marco è andato via (predicato verbale)
  2. A volte si tende a confondere la parte nominale col complemento oggetto. In questi casi è la presenza del verbo essere a renderti certo di essere di fronte ad un predicato nominale
    Es: Marco è una sagoma
    NON va analizzato così: Marco (sogg) è (pv) una sagoma (complemento oggetto)
    MA così: : Marco (sogg) è (copula) una sagoma (parte nominale)


Focus: Analisi grammaticale: tutte le regole

  • Eventuali attributi e apposizioni. Entrambe queste particelle hanno lo scopo di attribuire una qualità al nome a cui si riferiscono per questo spesso vengono scambiate tra di loro. In realtà per non confonderti di basterà ricordare che:
  • L’attributo è un AGGETTIVO (o un participio passato di un verbo utilizzato come tale)
    Es: Marco (sogg) ha (pv) un bel libro (complemento oggetto con bel= attributo del complemento oggetto)
    Attenzione però a non fare confusione con il predicato nominale! Ricorda infatti che se l’aggettivo è preceduto dal verbo essere sei di fronte ad una copula e ad una parte nominale. Es: Marco è bello)
  • L’apposizione, invece, è un NOME che attribuisce una qualità a un altro nome
    Es: Marco (Sogg), un ragazzo (apposizione) di Roma, ha due cagnolini
  • Complementi. Come dice il nome servono a completare l’informazione contenuta nella frase. Essi rientrano nelle seguenti tre macrocategorie: diretti, indiretti e avverbiali. Scopriteli tutti nella nostra gallery che trovi qui sotto!