Analisi logica: il complemento di termine

Di Redazione Studenti.

Il complemento di termine: a quale domanda risponde e come individuarlo quando si fa l'analisi logica. Esempi e frasi con il complemento di termine

Introduzione

Il complemento di termine nell'analisi logica
Il complemento di termine nell'analisi logica — Fonte: getty-images

L'analisi logica è quel procedimento che permette di identificare le varie funzioni delle parole che compongono la frase. Per mezzo di questa possiamo riconoscere quale sia quell'elemento nella frase che compie l'azione (il soggetto), di quale azione si tratti (predicato verbale), quali caratteristiche abbia il soggetto (predicato nominale) e tutti quegli altri elementi di circostanza che ci aiutano a precisare l'azione (i complementi).

Tra questi ultimi, quello su cui porremo la nostra attenzione sarà il complemento di termine. Nell'analisi logica, il complemento di termine si trova spesso come argomento del predicato: questo è un complemento indiretto (un complemento che aggiunge ulteriori informazioni al significato della proposizione) che indica la persona, l'animale o la cosa su cui ricade l'azione espressa dal verbo.

Individuare il complemento di termine

Per individuare il complemento di termine dobbiamo innanzi tutto leggere molto attentamente la frase da analizzare. Una volta riconosciuto quale sia il soggetto della frase ed il suo verbo (è consigliabile individuare per primi questi due elementi della frase in ogni occasione) possiamo cercare di individuare il complemento di termine.

Questo complemento risponde ad una domanda specifica: A chi? A che cosa?. L'unico elemento della frase che può rispondere a questa domanda è il nostro complemento. Facciamo un esempio pratico:

Luigi ha prestato la penna a Paola. In questa frase il soggetto è "Luigi", il verbo è "ha prestato". Restano da analizzare solo due ultimi elementi: "la penna" e "a Paola". Il primo dei due elementi (la penna) risponde alla domanda "Che cosa?", la domanda che identifica il complemento oggetto. L'ultimo elemento che ci resta (a Paola) dovrà essere sottoposto alla domanda "A chi?". "A Paola" risulta essere una risposta idonea alla nostra domanda e quindi possiamo dire che questo elemento della frase è il nostro complemento di termine.

Introdurre il complemento di termine

Il complemento di termine, come del resto gli altri complementi, può essere più facilmente riconosciuto se teniamo a mente che, solitamente, viene introdotto dalle preposizioni semplici o articolate: a, al, alla, alle, agli. Come esempi possiamo vedere:

  • La mamma ha dato una mela a Chiara.
  • La maestra ha dato molti compiti agli alunni.

Tuttavia vi sono dei casi in cui la preposizione "a" deve essere omessa. È il caso dei pronomi personali atoni: mi, ti, gli, le, ci, vi, loro. Esempi:

  • Dammi (dai a me) la mano.
  • Portagli (porta a lui) una fetta di torta.
  • Giulia e Andrea ci (a noi) hanno inviato una cartolina dalla Spagna.

Anche davanti al pronome relativo cui deve essere omessa la preposizione "a":

  • Il dottore (a) cui ci siamo rivolti è molto bravo.

Determinare il complemento di termine

Il complemento di termine può essere determinato anche da verbi o da aggettivi specifici. In particolare, il complemento di termine può dipendere da un verbo transitivo (l'azione passa direttamente dal soggetto che la compie all'oggetto che la riceve o subisce) o intransitivo (l'azione non passa direttamente dal soggetto all'oggetto, ma si esaurisce nel soggetto che la compie o passa a un altro elemento della frase, costituito da un complemento indiretto).

Ad esempio:

  • Gino ha rotto un dito a Francesco.
  • Il compito di risolvere la questione spetta al giudice

Infine, il complemento di termine può dipendere da aggettivi quali: grato, fedele, caro, pronto, utile, dannoso, contrario, idoneo, uguale, o un nome da essi derivato. Ad esempio:

  • Ti (a te) siamo grati per tutto quello che fai per noi.
  • La fedeltà all'uomo è la migliore caratteristica del cane.

Consigli

Non dimenticare mai:

  • analizzare con calma la struttura della frase.

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