I nostri speciali

Promessi sposi

Analisi del capitolo 3 de I promessi sposi di Alessandro Manzoni

Di Marta Ferrucci.

Analisi del capitolo 3 de I promessi sposi di Alessandro Manzoni in cui si racconta dell'incontro tra Renzo e l'Azzeccagarbugli. Descrizione dello spazio, dei personaggi, del tempo, delle figure retoriche, esposizione dei temi e commento finale.

Analisi del capitolo terzo de I promessi sposi

Dopo essersi congedata dalle amiche, Lucia scende al piano terra dove trova sua madre e Renzo a cui svela che qualche giorno prima, tornando dalla filanda, aveva incontrato Don Rodrigo in compagnia di un altro signore. L’uomo aveva cercato di trattenere la ragazza ma lei era riuscita a sfuggirgli.

Quando la stessa cosa accadde il giorno dopo si convinse che don Rodrigo aveva messo gli occhi su di lei. Lucia decide di confidarsi con Padre Cristoforo che le consiglia di affrettare la celebrazione delle nozze per spegnere sul nascere l’attenzione di Don Rodrigo. Sapute queste cose Renzo viene preso da una furia nei confronti di Don Rodrigo ma Agnese riesce a calmarlo e a convincerlo che è utile consultare il Dottor Azzeccagarbugli, per avere da lui un consiglio e risolvere la vicenda. Agnese consegna a Renzo quattro capponi come compenso per il consulto dell’avvocato.

Analisi dello spazio

La vicenda di questo capitolo si svolge principalmente nella casa di Lucia e nello studio dell’ Azzeccagarbugli. Entrambi sono descritti nel minimo dettaglio e rappresentano rispettivamente il luogo della protezione da Don Rodrigo e il luogo delle trame e delle insidie.  
La casa di Lucia si trova al piano terra (“terrena” vr. 1) e poco fuori dal paese come sappiamo già dal capitolo precedente.

Lo studio del dottore viene descritto come “uno stanzone, su tre pareti del quale erano distribuiti i dodici Cesari, la quarta coperta da un gran scaffale di libri vecchi e polverosi… una tavola gremita da acclamazioni…tre o quattro seggiole… un seggiolone a braccioli, con una spalliera alta e quadrata, terminata agli angoli con due ornamenti di legno… borchie…” vr. 114 a 121.

Questa descrizione così critica che Manzoni fa del luogo vuole trasmettere la poca serietà del dottore e il poco rispetto che questo ha per il proprio ruolo, il proprio mestiere.

Analisi del tempo

Il tempo del racconto e quello della storia coincidono; sono presenti solo alcune piccole differenze nelle digressioni come nella sequenza del miracolo delle noci o la condizione de’ cappuccini.

Il tempo storico, è invece, sempre il giorno dell’ipotetico matrimonio tra Renzo e Lucia, perché non abbiamo informazioni che ci informano sul passaggio ad un nuovo giorno.

Personaggi

  • Personaggio principale: Renzo è il protagonista maschile e viene introdotto dal narratore.
  • Comprimario: l’Azzeccagarbugli viene introdotto da Agnese (“ cercate il dottor Azzeccagarbugli” vr. 73 e 74)e successivamente presentato dal narratore.
  • Secondari: Agnese, Lucia e Fra Galdino,Fra Cristoforo, tutti introdotti dal narratore.

Caratterizzazione

  • RENZO
    Viene mostrato come un ragazzo impulsivo e vendicativo (“questa è l’ultima che fa quell’assassino” vr. 56) come era già stato anticipato da Don Abbondio nel primo capitolo che lo definisce “ragazzaccio” ( vr. 385)che si innamora, vuole sposarsi e non pensa ad altro (vr.386) e come già visto nel secondo capitolo, quando minaccia Don Abbondio.
  • LUCIA
    Lucia si conferma una ragazza fedele e seria che non cede alle lusinghe di un uomo più ricco e potente, è calma come la madre e altruista (“Lucia aveva avuto due buone ragioni…” vr. 33) ha fede e crede nella provvidenza (“Il signore c’è anche per i poveri” vr. 58).
  • AGNESE
    - Descrizione fisica: non viene descritta fisicamente ma è ovviamente più grande di Renzo e Lucia essendo la madre di lei (“io sono venuta al mondo prima di voi…” vr69);
    - Descrizione sociale: madre di Lucia (“ in confessione, mamma” vr. 25), povera come Lucia (“ a noi poverelli” vr. 71),
    - Psicologica:Agnese viene descritta buona d’animo, calma, tenta di dare consigli saggi alla figlia e al futuro genero anche se non sempre ci riesce. (“volentieri questi pareri…” vr. 88).
  • FRA GALDINO
    E' un frate cappuccino che appartiene allo stesso convento di Fra Cristoforo. Va per le case a fare la questua delle noci. Viene descritto come una persona buona dispiaciuto per le poche noci raccolte (“Poco bene, poco bene” vr. 322).
  • AZZECCAGARBUGLI
    - Fisica: “ il dottore era in veste da camera”(vr121, “alto, asciutto, pelato, col naso rosso e una voglia di lampone sulla guancia” vr. 74).
    - Sociale
    : è un avvocato che affronta cause importanti. (“ per qualche causa importante” vr. 123)
    - Psicologica: vuol mostrare di essere un grande e autorevole avvocato ed effettivamente il suo lavoro lo sa fare, ma è anche meschino perché alla mercé dei potenti anziché aiutare le persone che subiscono i torti da questi. Sono informazioni che desumiamo sia dal suo comportamento nei confronti di Renzo, sia dalla descrizione della sua stanza.
  • FRA CRISTOFORO
    E’ ben descritto da Manzoni che così lo racconta: “nessuno si pensi che quel Cristoforo fosse un frate di dozzina,… era anzi un uomo di molta autorità,…ma tale era la condizione de’ cappuccini, che nulla pareva per loro troppo basso, ne’ troppo elevato. Andando per strada, poteva ugualmente abbattersi in un principe che gli baciasse riverentemente la punta del cordone, o in una brigata di ragazzacci che, fingendo d’essere alle mani tra loro, gl’inzaccherassero la barba di fango”(da vr. 389 a 398).

Temi del capitolo 3

I temi principali del capitolo sono:

  • La corruzione del secolo e, in questo caso, degli avvocati.(“la sconfitta di Renzo”vr. 250).
  • La provvidenza (“Il signore c’è anche per i poveri” vr. 58);
  • Il peso della religione in quel periodo (Il miracolo delle noci).

Registri linguistici

Significativo è il cambio di registro che notiamo nell’ Azzeccagarbugli durante l'incontro con Renzo: fin quando lo pensa un bravo, cioè un delinquente, lo tratta con educazione e rispetto (“ figliuolo, ditemi il vostro caso” vr. 125; “avete fatto bene a venire da me” vr. 141), ma quando si accorge che in realtà è un povero uomo che ha subito un torto da Don Rodrigo, lo caccia via da casa restituiendo i 4 capponi (“ andate vi dico: che volete che io faccia de’ vostri giuramenti?” vr. 278).

Fra Galdino, Lucia e Agnese usano un linguaggio popolare ma educato, riuscendo a far risaltare le loro qualità e le loro idee attraverso parole semplici e chiare, al contrario di Renzo che a volte si mostra un po’ troppo esuberante  e rischia di essere considerato grezzo e rude (ad esempio quando minaccia Don Abbondio nel secondo capitolo).

Figure retoriche

Metafora “ho visto più d’uno che era più impicciato di un pulcin nella stoppa”  (vr. 80/81); Similitudine “riunì le loro otto gambe come se facesse un mazzetto di fiori”  (vr. 89/90); Similitudine “mentre il dottore… che non finisce mai” (da vr. 250 a 253); Similitudine “Noi siamo come il mare, che riceve acqua da tutte le parti e la ridristibuisce su tutti i fiumi”  vr. 362/363.

Commento

Manzoni in questo capitolo riesce bene a darci l’idea della corruzione che esisteva a quei tempi, di come i potenti potessero spadroneggiare e gli umili avessero pochi strumenti a loro disposizione. Si vede soprattutto nella digressione presente nel 1° capitolo e nell’incontro tra Renzo e il Dottor Azzeccagarbugli. La cosa che più colpisce è il cambiamento repentino che il dottore ha nei confronti di Renzo quando si rende conto di chi è veramente.

Oggi, quando ci si accorge di un malinteso e si è dalla parte del torto, si cerca di rimediare ma probabilmente a quel tempo la pressione dei più potenti era talmente forte che – più che ad ottenere giustizia -  si pensava a chiudere la questione il prima possibile.

Ascolta il riassunto del capitolo 3 in podcast

Ascolta su Spreaker.

Guarda il video riassunto del capitolo 3 de I promessi sposi