L'amore nella letteratura italiana: autori a confronto

Di Redazione Studenti.

Amore e sentimenti attraverso la lettura e l'analisi di alcune poesie. Dai componimenti dei trovatori provenzali alle poesie di Gunizzelli, Cavalcanti e Dante Alighieri. L'amore nella letteratura italiana.

Amore e sentimenti in letteratura

L'amore in letteratura: autori a confronto
L'amore in letteratura: autori a confronto — Fonte: getty-images

Analizzando diverse letture sul tema dell’amore e dei sentimenti, sono state notate tra queste sia analogie che delle differenze.
I primi componimenti considerati sono stati quelli di due trovatori provenzali, Raimbaut d’Aurenga e la Contessa di Dia. Uno degli elementi che caratterizzano tutte e due queste poesie è la forte presenza della fisicità nell’amore, espressa con un linguaggio esplicito o attraverso metafore di tipo sessuale.
In questi componimenti è presente la consapevolezza che l’amore prescinde dal vincolo sociale, il matrimonio, considerato come un elemento che ostacola la realizzazione dell’amore. Da questa visione del matrimonio come ostacolo deriva la concezione dell’adulterio come unico modo per superarlo e, quindi, l’esaltazione dell’adulterio stesso.

La concezione della donna

Per quanto riguarda la donna, ne viene evidenziata la bellezza e la superiorità rispetto all’uomo. Questa visione - superiore rispetto all’uomo - la vediamo nel modo in cui viene raccontato il rapporto tra amante e amata, ovvero come rapporto tra vassallo e signore, perché l’uomo ha il dovere di servire colei che gli ha donato il proprio amore. Un altro fattore che racconta la visione dell’amore nei trovatori provenzali è la componente nobilitante, dovuta al fatto che l’uomo si debba adoperare per dimostrare di essere degno del suo amore.

La poesia di Giacomo da Lentini e della scuola siciliana

Dopo l’analisi delle opere di Raimbaut d’Aurenga e della Contessa di Dia è stata esaminata una poesia della scuola siciliana, cioè quella di Giacomo da Lentini. In questo componimento si afferma che l’amore deriva dalla visione della donna perché quello che porta ad amare la donna è legato all’aspetto di questa ed è quindi inevitabile che ne venga esaltata la bellezza, come avviene nei trovatori provenzali.

Dalla poesia emerge inoltre la convinzione che l’amore non porti alla felicità.

L'amore nelle poesie di Dante, Guinizzelli e Cavalcanti

La lettura delle poesie sull’amore è continuata con le liriche stilnovistiche di Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri. Qui, a differenza di quanto visto precedentemente, sull’aspetto fisico dell’amore prevale invece l’aspetto spirituale, in modo particolare nei poemi di Guido Guinizzelli e di Dante Alighieri. Queste liriche sono accomunate dalla visione della donna come essere che innalza l’uomo verso qualcosa di superiore, sia che questo sia Dio, come nel caso di Guido Guinizzelli e di Dante Alighieri, sia che si tratti di una conoscenza alta, come nel caso di Guido Cavalcanti.

L'importanza della gentilezza d'animo

Per quanto riguarda le analogie tra la lirica di Guinizzelli e quella di Cavalcanti, in entrambe è chiara l’importanza che ha la gentilezza d’animo dell’uomo affinchè in esso si possa manifestare l’Amore. Nella visione di Amore dei poeti stilnovisti la manifestazione negli uomini di questo sentimento appare una conseguenza inevitabile della gentilezza d’animo di questi. La questione della nobiltà e della gentilezza d’animo, viene a lungo trattata nella poesia di Guido Guinizzelli, il quale afferma che essa non coincide con la nobiltà per nascita ma nasce dalla virtù personale. Sia nella lirica di Guido Cavalcanti che in quella di Dante Alighieri possiamo riscontrare un elemento presente anche nella poesia di Giacomo da Lentini, ossia la visione della donna come causa della nascita di Amore. In entrambe le poesie la donna viene descritta nel suo incedere. La lettura delle poesie sull’amore è continuata con le liriche stilnovistiche di Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri.

La donna che innalza l'uomo

Qui, a differenza di quanto visto precedentemente, sull’aspetto fisico dell’amore prevale invece l’aspetto spirituale, in modo particolare nei poemi di Guido Guinizzelli e di Dante Alighieri.

Queste liriche sono accomunate dalla visione della donna come essere che innalza l’uomo verso qualcosa di superiore, sia che questo sia Dio, come nel caso di Guido Guinizzelli e di Dante Alighieri, sia che si tratti di una conoscenza alta, come nel caso di Guido Cavalcanti. , una visione che risulta insostenibile per gli uomini, tanto la bellezza fisica e spirituale della donna è elevata. Nel canto V dell’Inferno della “Commedia” di Dante Alighieri si è potuto constatare il cambiamento avvenuto nel suo modo di concepire Amore rispetto a quanto avviene nella “Vita nuova”. In questo canto egli presenta la storia di Paolo e Francesca, attraverso il racconto che questa ne fa su richiesta di Dante pellegrino che si trova nel girone dei lussuriosi.

Dopo il discorso di Francesca sull’immaginario dell’amore cortese, è presente il suo racconto di come questo è irrotto nella realtà provocando una conseguenza tanto grave che Dante la giudica tale da portare ad una condanna all’Inferno. Lo svenimento di Dante pellegrino, che segue il racconto di Francesca, mette in evidenza il travaglio del suo animo dovuto ad un forte coinvolgimento personale. La decisione del Poeta di porre Paolo e Francesca all’Inferno elimina tuttavia ogni dubbio riguardo al giudizio di Dante sull’amore, che egli reputa dover essere guidato dalla ragione.

L'Amore nel Decameron

Infine sono stati analizzati alcuni testi del “Decameron”, ovvero “Tancredi e Ghismunda” e “La novella delle papere”. In entrambi i testi è evidente la presenza di un immaginario di Amore come una forza talmente potente da imporsi sull’educazione ricevuta. In “Tancredi e Ghismonda” Boccaccio esprime la sua visione di Amore attribuendo al padre di Ghismonda, attraverso le parole di questa, l’errore di non aver considerato la natura umana nonché quello di aver sottovalutato la forza di Amore.

Da questo testo si percepisce che l’autore sta vivendo un momento di infelicità in amore, dovuta al troncamento improvviso di un rapporto felice o all’opposizione di qualcuno ad esso, è in grado di spezzare delle vite.

In conclusione, nei diversi testi letti, a partire dalle poesie dei trovatori provenzali fino ad arrivare al “Decameron”, ci sono alcuni elementi di continuità, comuni a tutti questi.

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