L'amor cortese e la cortesia cavalleresca: riassunto

Di Redazione Studenti.

L'amor cortese e la cortesia cavalleresca nel De amore: di cosa parla il testo di Andrea Cappellano scritto alla corte di Maria de Champagne

AMOR CORTESE E CORTESIA CAVALLERESCA

Cosa dice Andrea Cappellano nel suo De amore a proposito di amor cortese?
Cosa dice Andrea Cappellano nel suo De amore a proposito di amor cortese? — Fonte: getty-images

La Cortesia è intesa come l'insieme dei comportamenti e virtù che il cavaliere deve avere. Nasce nelle corti del Basso Medioevo proprio come la poesia trobadorica.

La cortesia cavalleresca viene ripresa anche nell’ambito amoroso come un codice di buone maniere nel rapporto con la donna amata (presente anche nella poesia trobadorica). L’amore cortese è infatti un amore extra-coniugale, poiché nel matrimonio, quasi sempre combinato, era impossibile che ci fosse amore.

L'amore cortese coinvolgeva solo i cuori nobili.

Andrea Cappellano, teorizzatore dell’amore cortese e scrittore del “de Amore” (trattato sull’amore), dice che un amante cortese deve avere un cuore nobile e gentile, a prescindere dalla nobiltà di nascita: si tratta di una concezione in base alla quale l’amore può essere appreso solo dai cuori nobili.

Nei confronti della figura femminile, troviamo un tipico atteggiamento di sottomissione da parte dell’amante, come se la donna fosse anche lei oggetto di culto. L’amore cortese, comunque, molto spesso è inteso come amore passionale, riferendosi sia ad un concetto d’amore classico, sia ad un concetto cristiano. Si dice, infatti, che l’amore cortese fosse un rapporto di dialogo fra Eros (amore classico, passionale) e Àgape (amore cristiano, sentimentale).

ARS AMATORIA, OVIDIO

Il De amore, composto in latino alla fine del XII secolo nella corte di Maria di Champagne, prende come riferimento l’Ars Amatoria di Ovidio, poeta dell’età augustea, che proprio per questo scritto fu esiliato nell’8 d. C. da Augusto stesso.

La prima ragione dell'esilio sta nel fatto che l'opera sia in effetti ritenuta come inopportuna, ma l'altra è nella divulgazione, da parte dello scrittore, dell’adulterio di Giulia, nipote dell’imperatore.

L’Ars amatoria è un trattato d’amore diviso in tre libri:

  • I libro → come conquistare una donna, indicazioni pratiche;
  • II libro → come mantenere una conquista, indicazioni pratiche;
  • III libro → rivolto direttamente alle donne, con il quale le indirizza su come farsi amare e conquistare, indicazioni pratiche.
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Questo trattato proponeva una visione dell’amore sotto una luce essenzialmente materialistica, che non veniva apprezzata da Augusto, che, invece, riproponeva il mos maiorum. Quest’opera, quindi, diventa quasi un modello per Cappellano, che vede l’amore materialistico, come un amore non vincolato dalla moralità.

ANDREA CAPPELLANO, DE AMORE

Il De amore è anch’esso diviso in tre libri, riproponendo la stessa organizzazione dell’Ars amatoria:

  • I libro → nuclei teorici su cos’è l’amore per lo scrittore (non solo indicazioni pratiche, come Ovidio, ma anche informazioni generiche) e vari consigli pratici sull’arte della conquista;
  • II libro → parla di come evitare che l’amore finisca;
  • III libro → novità → rifiuto di tutto ciò che viene dichiarato nei due libri precedenti, pentimento, autocensura, in modo tale che il suo trattato non venga proibito dalla Chiesa.

Si ribadiscono in questo trattato i principi della poesia trobadorica:

  • L’amore può esistere solo al di fuori del matrimonio
  • L’amore è solo in chi è nobile nel cuore e nei costumi
  • L’amore ha bisogno di gentilezza, escludendo le persone corrotte
  • L’amore è minacciato dai pettegolezzi e dalle malelingue

Il De amore influenzerà molto la letteratura amorosa successiva, pur venendo pesantemente osteggiato dalla Chiesa.

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