Aminta di Tasso: parafrasi, analisi e temi del coro dell'Atto 1

Di Redazione Studenti.

Aminta di Tasso: parafrasi, analisi e temi del coro dei pastori dell’Atto 1 in cui il poeta celebra l’età dell’oro e la nostalgia dell’edonismo

AMINTA DI TASSO

L'Aminta è una favola pastorale di Torquato Tasso, in cinque atti e in versi polimetri (settenari e endecasillabi), condotta con la più rigida unità di tempo e di luogo; fu rappresentata davanti alla corte estense nell'amena isoletta del Belvedere sul Po, nel 1573.

AMINTA DI TASSO: PARAFRASI DEL CORO DEI PASTORI DELL’ATTO 1

Aminta di Tasso: parafrasi, analisi e temi
Aminta di Tasso: parafrasi, analisi e temi — Fonte: ansa

O come è bella l'età dell'oro,
non tanto perché nei corsi dei fiumi scorreva il latte
o dagli alberi trasudasse il miele
e non perché i loro frutti, venivano raccolti,
senza l'uso della agricoltura
e i serpenti strisciavano senza aggressività o privi di veleno
non perché il foschìo delle nuvole coprisse il sole
e la primavera era eterna
mentre ora si alterna fra la calura estiva e il gelo invernale
così il cielo sempre sereno sembrava che ridesse della luce primaverile
né, perché il pellegrino dalle navi portava in lidi lontani guerra o mercanzie
ma solo per quel puro nome convenzionale, divinità
presa come modello d'errore e d'inganno
quello che in seguito dal popolo ignorante
fu chiamato Onore
che l'umanità lo rese tiranno
e non si preoccupava nel suo interesse
delle fusioni amorose di quelle anime abituate,
alla legge aurea e felice che natura impose:
“Se piace è lecito”

Allora tra i fiori e le ninfe
avvenivano le dolci carole dell'amore
e gli Amoretti senza archi o fiaccole
sedevano in mezzo agli uomini e le donne
e essi mischiavano alle parole
versi e sussurri, e dopo le parole venivano i baci
lunghi appassionati e prolungati
le ragazze nude che
scoprivano la loro pelle rosa
che ora tengono coperte dai vestiti
e le forme del seno giovane e immature come le mele
e spesso si vede, a una fonte o a un ruscello
l'amante scherzar con la sua ragazza

tu all'inizio, onore, nascondesti
le bellezze del corpo
negando la soddisfazione al desiderio d'amore
tu ai ai bellissimi occhi insegnasti
a stare prudentemente abbassati
e tenere le loro bellezze nascoste agli altri
tu raccogliesti in acconciature castigate
i capelli sciolti nel vento
rendesti improntati al pudore.
Sottoponesti la conversazione e l'incedere ad un rigido codice
improntato
al ritegno
a all' artificio
è solo opera tua, o Onore,
se quello che furono i doni d' Amore
sono diventati oggetto di desiderio da rubare

E sono tue l'imprese belle
mentre sono nostre le sofferenze e i pianti
ma tu, signore d'Amore e di Natura,
tu che hai soggiogato i re
che fai fra questi boschi
che la tua grandezza non possono capire?
Vattene, e turba i sogni
agli illustri e ai potenti:
noi pastori lontani dal lusso delle corti
chiedendo di poter vivere secondo i loro antichi costumi
amiamo finchè possiamo
che la vita umana si dilegua
amiamo finché possiamo
che la vita umana si dilegua.

Amiamo, che il sole tramonta e poi rinasce:
a noi la sua breve luce si nasconde,
e il sonno eterno come la notte giunge.

AMINTA DI TASSO: ANALISI DEL TESTO E TEMI

La nostalgia dell'edonismo Rinascimentale. Il tema centrale del coro del primo atto dell’Aminta è il rimpianto per la scomparsa dell'età dell'oro. La prima strofa richiama tutti gli elementi che costituiscono l'immagine dell'età dell'oro, quale è stata fissata dai poeti classici come Virgilio e Teocrito. Ma il poeta mette in secondo piano le caratteristiche classiche valorizzando invece l'affermazione dell'istinto erotico, il trionfo del piacere dei sensi, senza divieti o vincoli morali. Infatti l'unica legge che vigeva nell'età dell'oro era: “è lecito, ciò che piace”.

Tasso è consapevole che questa epoca umana di piaceri naturali è finita da molto tempo e che la realtà è regolata da rigide leggi che inibiscono le gioie e generano sofferenze e pene. Questa realtà è infatti immersa nel periodo della Controriforma, in cui la libertà viene soppressa dalla applicazione di leggi moralmente rigide.

Per il poeta è il principio dell'onore che ha indotto gli uomini ha perdere la primitiva innocenza e a vergognarsi del corpo, nascondendo la sua bellezza, impedendo lo spontaneo soddisfacimento del desiderio.

Il mondo pastorale e la corte. Il Tasso, in questo coro, ritiene che l'età dell'oro sia finita a causa dell'Onore, della sua nascita e della sua diffusione agli uomini. L'Onore che il Tasso considera è quello creato nella seconda metà del Cinquecento, dalla civiltà cortigiana, che costringeva la stessa a un sistema rigido e tassativo. Tasso aveva un atteggiamento ambivalente nei confronti della corte: da un lato in essa il poeta proiettava il suo sogno eroico, l'aspirazione a una vita splendida e magnifica; dall'altro provava una sofferenza profonda per le convinzioni artificiose, false, corrotte e soffocanti. Questa sofferenza provocò un impulso di evasione dalla vita cortigiana, e la semplicità della vita naturale dell'età dell'oro fu lo spunto di questa fuga dalla realtà e quindi l'inizio della composizione dell'Aminta.

La letteratura rinascimentale edonistica si basava sui temi della caducità della giovinezza e del carpe diem, il cogliere l'attimo mentre fugge, e su quello della rosa. Il Tasso continua questa tradizione letteraria ma utilizza un tono molto più malinconico che spegne inesorabilmente il breve fiorire di una illusione di vita e di gioia.