Alternanza scuola-lavoro: fare giornalismo sociale con Piuculture

Di Veronica Adriani.

Un po' di teoria ma soprattutto tanta pratica: Luca racconta la sua alternanza scuola-lavoro nella redazione di un giornale di intercultura

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: GIORNALISMO SOCIALE

Luca, studente del quinto anno di liceo classico al Montessori di Roma, ha sperimentato il mestiere del giornalista in una vera redazione
Luca, studente del quinto anno di liceo classico al Montessori di Roma, ha sperimentato il mestiere del giornalista in una vera redazione — Fonte: photo-courtesy

“Le esperienze più significative che ho fatto durante l’alternanza scuola-lavoro con Piuculture? Le interviste alla Moschea in un giorno di preghiera e quelle al centro per minori non accompagnati Civico Zero”. Quando descrive Infomigranti, il laboratorio di giornalismo sociale che ha frequentato lo scorso anno nella redazione di Piuculture, Luca non nasconde né la soddisfazione né le difficoltà: “è stato difficile relazionarci con persone che sono distanti da noi perché la società non ci permette di avvicinarci a loro. È stato difficile soprattutto trovare il coraggio iniziale e le parole giuste per farlo”.

Le esperienze a cui Luca fa riferimento sono le uscite sul territorio, attraverso cui si mette in pratica tutto quello che si apprende in classe: centri di accoglienza, scuole di lingua italiana, botteghe gestite da commercianti stranieri, luoghi di culto. Tutto diventa uno spunto per incontrare, intervistare e infine raccontare storie fuori dall’ordinario.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: LICEO CLASSICO

Per chi frequenta il liceo classico, trovare un'esperienza di alternanza scuola-lavoro che sia inerente al piano di studi non è sempre cosa semplice. Luca, all’ultimo anno del Montessori di Roma, di esperienze inerenti, oltre a quella con la redazione di Piuculture, ne ha trovate due: una da guida turistica nella galleria di arte antica di Palazzo Barberini e una di ricerca sul territorio urbano con la scuola e la Sovrintendenza ai Beni Culturali.

“All’inizio non ho potuto scegliere cosa seguire” spiega “sono stato fra i primi che hanno sperimentato l’alternanza e allora le possibilità erano poche. Spesso la scuola ci metteva davanti al fatto compiuto, del tipo ‘voi andate qui’. L’unica esperienza che ho scelto da solo è stata quella con Piuculture, perché la facevo in contemporanea con un’altra”.

Il gruppo degli studenti del liceo Montessori in visita alla Moschea di Roma per una delle uscite sul campo
Il gruppo degli studenti del liceo Montessori in visita alla Moschea di Roma per una delle uscite sul campo — Fonte: photo-courtesy

Quando sceglie di seguire Infomigranti, Luca ha due obiettivi: potenziare le capacità di scrittura e capire se il giornalismo possa essere una scelta percorribile all’Università. Da subito gli viene prospettato un impegno importante: le lezioni si tengono il sabato mattina e una parte del lavoro si svolge a casa, con tutoraggio costante a distanza. Ci sono le uscite, dove si raccoglie materiale e si superano le timidezze, e poi la correzione dei pezzi e la pubblicazione su un blog creato e gestito dagli studenti.

Luca non si mette paura: durante le uscite incontra dei suoi coetanei in un centro per minori non accompagnati, ascolta i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri che chiedono lo Ius Soli in piazza, conosce Alàm, ambulante venuto dal Bangladesh, ascolta le storie dei fedeli musulmani della Grande Moschea. “Quando siamo andati sul campo abbiamo avuto modo di parlare con persone che vivono in realtà diverse dalle nostre. Le abbiamo intervistate, abbiamo scritto articoli e li abbiamo pubblicati sul blog”.

ALTERNANZA E LAVORO DI GRUPPO

In classe si impara come si sceglie cosa può diventare una notizia e cosa no, come si vaglia una fonte, come si costruisce una scaletta per un’intervista, come si raccoglie il materiale e lo si mette in un articolo destinato al web. Si impara cosa significa scrivere contenuti SEO, come si usa WordPress, come si diffondono contenuti usando i social gestendo – ad esempio – una pagina Facebook. Tutto viene fatto in classe, in gruppo, decidendo insieme cosa fare e come.

E così nasce il blog: si sceglie il del nome, si ritoccano le immagini con Photoshop, si sceglie come distribuire i contenuti per renderli appetibili, si decidono colori e presentazione del gruppo di lavoro. Anche se non sempre è semplice, ne vale comunque la pena: “dal punto di vista del mestiere, la parte difficile è sempre stato all'inizio capire come porre le domande, prepararle a seconda della persona che si aveva davanti, dover riassumere tutto il materiale e unirlo per fare un articolo che avesse un senso e che allo stesso tempo potesse interessare il lettore” racconta Luca, e continua: "la cosa carina è stata che siamo stati proprio noi a creare il blog a nostro piacimento con i nostri gusti, e lo stesso vale per la pagina Facebook".

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: PRO E CONTRO

Sull'alternanza Luca ha le idee chiare: "È un'ottima idea e può essere un ottimo punto di partenza per provare a inserire noi giovani nel mondo del lavoro in maniera più consapevole" spiega "però allo stesso tempo dovrebbe secondo me essere realizzata e soprattutto organizzata meglio, dal principio". La sua scuola ora, dopo la fase di rodaggio iniziale ha sviluppato una buona offerta: "vedendo anche le esperienze di quelli un po' più piccoli di me, noto che ora stanno dando più opportunità ai ragazzi. Penso che stia andando in qualche modo nella direzione giusta".

Ma non manca qualche pecca: "Abbiamo partecipato come classe ad una conferenza in cui erano presente la ministra e altri rappresentanti. Devo ammettere che nessuna delle cinque persone presenti aveva le idee chiare, finivano per contraddirsi a vicenda" spiega. "Secondo me ancora non è chiaro a livello istituzionale cosa debba essere l'alternanza scuola-lavoro. Il progetto è ottimo, ma finché non si capisce non si può sviluppare al meglio".

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