Alphonse de Lamartine: biografia, libri e poesie

Alphonse de Lamartine: biografia, libri e poesie A cura di Elisabetta Garieri.

Biografia e opere di Alphonse de Lamartine, poeta, scrittore e politico, considerato il primo rappresentante del romanticismo francese. Significato e analisi delle sue opere più importanti

1Alphonse de Lamartine, il primo poeta romantico francese

Alphonse de Lamartine (1790-1869)
Alphonse de Lamartine (1790-1869) — Fonte: getty-images

Alphonse de Lamartine, gentiluomo di campagna nato a Maçon nel 1790, è conosciuto principalmente per la raccolta Méditations poétiques (Meditazioni poetiche), grazie alla quale viene identificato come il primo poeta romantico francese. «Coloro che non ne sono stati testimoni, non possono immaginare l’impatto vero, legittimo, incancellabile, che le Méditations poétiques hanno avuto sui suoi contemporanei», scrisse Sainte-Beuve a Verlaine in proposito, anni dopo.   

Vita e opere di Lamartine furono segnate dalla relazione con l’Italia, dove la sua formazione culminò con un viaggio nel 1816, e dove tornò grazie alla carriera diplomatica, che lo portò a Napoli e a Firenze. Tra le immagini indimenticabili che l’Italia impresse nella memoria del poeta, c’è quella della corallaia napoletana che provò per lui un amore ardente, tanto da venire idealizzata in diversi scritti (in particolare nel racconto Graziella, del 1849).   

Dal punto di vista dell’ispirazione letteraria, Lamartine si inserisce consapevolmente nel solco di Rousseau, Madame de Staël e Chateaubriand, dei quali segue le orme. La tormentata storia d’amore con Julie Charles, donna sposata che morì dopo un anno di relazione, gli fornì la materia di partenza per ideare le Méditations. Nel 1830 pubblicò le Harmonies poétiques et regligieuses (Armonie poetiche e religiose) e fu accolto all’Academie française. Sposò in seguito Mary-Ann Birch, con la quale ebbe una figlia, Julia, che morì nel corso di un viaggio in Medio Oriente, intrapreso da Lamartine a imitazione del suo idolo Chateaubriand.  

2L’impegno politico e civile di Alphonse de Lamartine

Lamartine rifiuta la bandiera rossa nel 1848
Lamartine rifiuta la bandiera rossa nel 1848 — Fonte: getty-images

Lamartine si contraddistinse per l’impegno politico e civile, non esclusivamente legato alla carriera diplomatica. Dopo i moti del 1830, le sue posizioni liberali si avvicinarono al cattolicesimo sociale. Aderì con entusiasmo alla Rivoluzione del 1848 e, dopo l’abdicazione di Luigi Filippo d’Orléans, fu membro del governo provvisorio della II Repubblica.   

In quel contesto pronunciò un discorso in cui convinse la popolazione parigina ad abbandonare la bandiera rossa in favore di quella tricolore. Le sue posizioni moderate, però, finirono per essere invise sia ai repubblicani radicali che ai monarchici. A testimonianza del suo scarso successo politico, la candidatura a Presidente della Repubblica, che avanzò nel dicembre del 1848, ottenne solo poche manciate di voti. Con il colpo di stato di Napoleone III, la sua carriera politica volse al termine e tornò a dedicarsi interamente alla poesia

Sommerso dai debiti, iniziò a scrivere opere storiografiche e biografiche rivolte al grande pubblico, anche per rispondere alle impellenti necessità economiche, oltre a un Cours familier de littérature (Corso familiare di letteratura). Morì nel 1869, quando la sua fama era ormai un ricordo lontano. Pochi mesi prima di morire, aveva pronunciato queste parole: «Ho scritto troppo, parlato troppo, agito troppo, per riuscire a concentrare in un’unica opera capitale e duratura il poco talento di cui la natura mi aveva dotato». 

3Les Méditations e les Harmonies

Anche se la sensibilità romantica era stata introdotta in Francia da Madame de Staël, la sua data di nascita ufficiale è il 1820, anno di pubblicazione delle Méditations poétiques di Lamartine. L’opera riscosse un enorme successo di pubblico e venne considerata il manifesto del romanticismo francese. Fin dal titolo, la parola “meditazioni” stabilisce infatti un rapporto diretto tra la soggettività del poeta e ciò che egli scrive, costituendo un elemento di grande novità rispetto al passato. 

Le Méditations poétiques sono una raccolta di 24 poesie suddivise in quartine, composte quasi sempre da versi alessandrini, di lunghezza variabile (dai 24 ai 286 versi).

L’io solitario del poeta ne è il nucleo tematico centrale, attorno al quale si articolano gli altri:

 La statua di Alphonse de Lamartine nella piazza Lamartine a Parigi
La statua di Alphonse de Lamartine nella piazza Lamartine a Parigi — Fonte: getty-images

- La natura: gli ambienti naturali sono lo specchio dei sentimenti dell’autore.
- L’amore: le donne amate e perdute, Graziella e poi Julie, vengono trasposte in un personaggio mitico, che nei versi prende il nome di Elvire.
- Il destino umano e la fede: il tempo che fugge, lo smarrimento di fronte a morte ed eternità, la ricerca di un Dio che sembra muto.

Le Harmonies poétiques et religieuses sono quarantotto poesie divise in quattro libri e pubblicate nel 1830. Anche in questa raccolta le tematiche centrali sono lo slancio religioso, provocato dalla vista dei paesaggi naturali della campagna toscana, e i sentimenti di turbamento provati dal poeta al suo ritorno in Francia, quando lo colse la crisi morale che lo accompagnò verso i quarant’anni. 

4Una poesia simbolo dell’elegia romantica: Le lac

Frontespizio di "Le Lac" di Lamartine. Parigi, Museo del Carnevale
Frontespizio di "Le Lac" di Lamartine. Parigi, Museo del Carnevale — Fonte: getty-images

La poesia è formata da sedici quartine in alessandrini e venne composta da Lamartine dopo essere tornato sulle rive del lago di Bourget a Aix-les-Bains, località termale nella regione della Savoia. In quel luogo era nata la passione con Julie Charles, resa tragica dalla successiva malattia e morte della ragazza. In essa il poeta si rivolge al lago, ricordando una gita in barca fatta con l’amata una sera, e contrappone quel passato momento di gioia alla solitudine del presente, lamentando l’impossibilità di fissare il tempo e pregando la natura circostante di conservare la memoria del loro amore. 

Le lac ebbe un grande successo di pubblico e finì per rappresentare l’esempio tipico dell’elegia romantica. Se un componimento che ruota attorno a un lago costituisce l’elegia romantica per eccellenza, nell’ambito della letteratura francese, non è certo un caso.  

In Inghilterra infatti, il lago di Cumberland era stato il luogo di ritrovo, nonché la fonte di ispirazione primaria, per la poetica degli autori romantici inglesi, tra cui Coleridge e Wordsworth. Nel suo personale commento alla poesia, scrive Lamartine: «Tra le mie poesie, è una di quelle che hanno avuto la massima risonanza nell’animo dei miei lettori, come aveva avuto massima risonanza nel mio». 

5Le opere successive

Ritratto di Lamartine. Dipinto di Achille Coqueret
Ritratto di Lamartine. Dipinto di Achille Coqueret — Fonte: getty-images

Dopo i temi romantici Lamartine cercò di creare una nuova poetica, in cui convogliare l’impegno civile e politico, trasformandosi in cantore della democrazia e della giustizia. Esplicitò questo sforzo nel saggio Les Destinées de la poésie (I Destini della poesia), del 1834: «[la poesia] deve seguire la china delle istituzioni e della stampa; deve farsi popolo e diventare popolare come la religione, la ragione e la filosofia». In questa ottica la poesia deve avere una funzione «civilizzatrice», e il poeta dev’essere un interprete della natura, che assume una funzione sociale. 

6Lingua e stile in Alphonse de Lamartine

Castello di Saint-Point, residenza di Lamartine
Castello di Saint-Point, residenza di Lamartine — Fonte: getty-images

La poetica di Lamartine tende a creare una versione idealizzata della realtà, in cui l’osservazione lascia spazio al sogno e la natura riflette l’interiorità del io lirico. Nella prefazione alle Méditations, scritta nel 1849, diceva di sé di essere «il primo che ha fatto scendere la poesia dal Parnaso, e che ha dato, a quel che si chiamava la Musa, al posto di una lira a sette corde di convenzione, le fibre stesse del cuore dell’uomo, toccate e commosse dai fremiti senza numero e dell’anima e della natura». 

Dal punto di vista tecnico però, la poesia di Lamartine, che si inscrive nella tradizione neoclassica, è tutt’altro che innovativa. Il linguaggio sostenuto, l’uso frequente di perifrasi, la composizione rigorosa e la musicalità piacevole fanno sì che i suoi versi non si distinguano per l’originalità. 

7Lamartine visto con gli occhi di altri poeti

Julie Charles, la donna che ispirò Lamartine per le "Méditations"
Julie Charles, la donna che ispirò Lamartine per le "Méditations" — Fonte: getty-images

Il grande successo di pubblico delle prime opere, a fronte del livello qualitativo spesso deludente delle successive, espose Lamartine a critiche anche molto dure. Stendhal disse di lui che «appena esce dall’espressione dell’amore è puerile, non ha un pensiero filosofico, o di osservazione dell’uomo, che sia alto». 

Flaubert ne irride lo spirito romantico in Madame Bovary, dove la protagonista Emma trae proprio dalle letture romantiche la sua visione del mondo banalmente sentimentale: in un brano del romanzo in cui l’eroina fa una gita in barca con il suo amante, la situazione e il paesaggio descritti riprendono ironicamente quelle presentate da Lamartine ne Le lac.  

Rimbaud invece, per quanto riconoscesse che i componimenti di Lamartine non presentavano alcuna novità formale, vedeva in essi una certa forma di veggenza