Aldo Palazzeschi: vita, poesie e opere

Aldo Palazzeschi: vita, poesie e opere A cura di Antonello Ruberto.

Vita, opere e poesie di Aldo Palazzeschi, tra i protagonisti delle avanguardie italiane del Novecento e poeta futurista

1La vita di Aldo Palazzeschi

Arnoldo Mondadori, Aldo Palazzeschi e Giorgio Bassani. Venezia, 1968
Arnoldo Mondadori, Aldo Palazzeschi e Giorgio Bassani. Venezia, 1968 — Fonte: getty-images

Aldo Pietro Vincenzo Giurlani nasce a Firenze nel 1885; all'età di diciassette anni si iscrive ad una scuola di recitazione teatrale e per non indispettire il padre, contrario alla carriera teatrale, decide di adottare il cognome della nonna, Palazzeschi, come nome d'arte che lo accompagnerà per il resto della vita.

Alla passione per il teatro si sostituisce rapidamente quella per la poesia, e così nel 1905 dà alle stampe I cavalli bianchi, una raccolta di liriche in stile crepuscolare, che gli fa ricevere i complimenti di Sergio Corazzini.

Seguono anni di sperimentazione che si concretizzano nella pubblicazione di diverse raccolte liriche e del suo primo romanzo dal titolo “:riflessi”; la composizione poetica è imperniata sull'uso del metro ternario (tre sillabe metriche) e che, fatti salvi alcuni debiti nei confronti di Pascoli, D'Annunzio e Govoni, presenta diversi e forti elementi di originalità, caratteristiche che emergono nella più riuscita delle raccolte di questo periodo: Poemi (1909).

Una svolta importante si ha con l'avvicinamento al movimento futurista, l'avanguardia letteraria che più di tutte ha segnato in modo profondo il primo Novecento. Marinetti, autore del Manifesto del Futurismo, colpito dalle liriche contenute in Poemi, elogia Palazzeschi e gli propone di collaborare alla sua rivista.

Inizia il periodo più significativo della produzione del fiorentino: nel 1910 pubblica Incendiario, una raccolta poetica futurista, mentre l'anno successivo dà alle stampe Il codice di Perelà, romanzo considerato la migliore opera in prosa del futurismo italiano.

Ma la rottura insanabile con quest'ambiente avviene quando Palazzeschi si dichiara contrario all'entrata dell'Italia nel conflitto della Prima Guerra Mondiale, cosa che lo pone in forte contrasto con il resto del gruppo, decisamente interventista. Nel 1920, scrive Due imperi...mancati, sorta di diario cui affida amare riflessioni sul disastroso conflitto che si era appena concluso e sui danni del militarismo, che viene condannato fermamente; ritornerà sull’argomento con Tre imperi…mancati (1945) in cui approfondisce le sue riflessioni alla luce della disastrosa guerra appena conclusa.

Durante il Ventennio si tiene lontano dalla cultura del regime ma continua la sua attività letteraria e collabora con il Corriere della Sera.

Arnoldo Mondadori e Aldo Palazzeschi. Roma, 1957
Arnoldo Mondadori e Aldo Palazzeschi. Roma, 1957 — Fonte: getty-images

Nel 1934 pubblica Le sorelle Materassi, una particolare storia famigliare incentrata sulla solitudine delle quattro protagoniste che viene accolta con particolare favore dalla critica. Questo romanzo segna l'abbandono dello sperimentalismo e l’adesione ad uno stile narrativo più tradizionale, improntato sull’ironica descrizione dei costumi e dei modi della piccola borghesia. 

Sul finire degli anni '60 le neoavanguardie letterarie riscoprono l'opera del primo Palazzeschi, e lo stesso autore, seppure con distacco, si lascia coinvolgere da queste nuove correnti e scrive tre nuovi romanzi - Il Doge (1967), Stefanino (1969) e Storia di un'amicizia (1971) – e due raccolte poetiche – Cuor mio (1968) e Via delle cento stelle (1972) segnando il suo ritorno allo sperimentalismo letterario. 

Si era trasferito a Roma nel 1940, dove si spegne nel 1974

2Il periodo sperimentale: la poetica

Poemi, pubblicato a Firenze nel 1909 è il prodotto più complesso della poetica del primo periodo di Palazzeschi; il decadentismo che aveva caratterizzato il primo periodo della sua scrittura lirica appare decisamente attenuato, e lascia spazio a costruzioni metriche e riflessioni più originali.

A livello generale, la struttura di Poemi appare piuttosto matura, organizzata in sezioni e sottosezioni che ne segnalano, oltre ad organizzarli, la diversità dei temi affrontati, mentre rimane la predilezione per il verso libero e trisillabo che costituisce una vera e propria cifra stilistica degli esordi poetici del fiorentino.

Già da quest’opera emerge la tendenza ad un certo tono ironico e scherzoso che segna tutta l’opera di Palazzeschi nella sua completezza, al netto che si tratti di liriche o di prosa, o della produzione sperimentale del primo periodo o di quella più tradizionale che avvia negli anni ’30.

Quest’ironia si riscontra, in Poemi, in poesie come Chi sono? in cui il poeta si autodefinisce in negativo, cioè descrivendosi per tutto quello che non è: non un poeta, né un pittore o un musicista. 

In La fontana malata invece i toni ed i temi crepuscolaristi appaiono esasperati al punto da produrre un effetto giocoso, e perciò volutamente lontano dalla pacatezza e dalla tenuità tipiche della poesia crepuscolare, ed amplificato dall’uso di onomatopee e assonanze che producono un vero e proprio gioco di suoni

2.1Il codice di Perelà

Insieme a Le sorelle materassi è il romanzo più riuscito e famoso di Palazzeschi. Pubblicato per la prima volta nel 1911, racconta la storia di Perelà, un uomo di fumo nato dal camino della casa di tre anziane signore, Pena, Rete e Lama: dalle prime sillabe dei loro nomi si forma quello del protagonista. Liberatosi dal camino, e zavorratosi con degli stivali, Perelà si dirige nella vicina città governata da un re dove subito viene accolto dalla simpatia e dalla curiosità generale: in breve tempo conosce le persone più importanti della città e della corte, lo stesso re lo accoglie con tutti gli onori e, in breve tempo, gli affida la redazione del nuovo codice. Ma un servitore del re, invidioso di Perelà, muore per essersi dato fuoco nel tentativo di diventare anch’egli di fumo: i cittadini accusano il protagonista di essere responsabile della morte dell’uomo e lo insultano e aggrediscono. Processato, viene rinchiuso in una gabbia in cima ad una montagna, ma una donna che si era invaghita di lui chiede che nella gabbia sia messo un camino per riscaldarlo; la richiesta viene accolta e, appena rinchiuso, Perelà si sfila gli stivali, s’infila nel camino e sparisce attraverso la cappa.

A lungo considerato un romanzo minore, la critica lo rivaluta fortemente negli anni ’50, in contemporanea con la riscoperta dello sperimentalismo di Palazzeschi. Anche se definito futurista il Perelà, come tutte le altre, è un’opera difficilmente incasellabile in una precisa corrente ed appare invece contaminata di venature espressioniste.

Evidente è la critica ironica alla società borghese e contemporanea, pronta a venerare uomini fatti di fumo, ad affidargli compiti delicatissimi e ad innalzarli ai massimi livelli, salvo poi farli rovinare senza il minimo rimorso; una società irrazionale, dai sentimenti fuggevoli che adora persone inconsistenti.

Gli stessi temi torneranno nei tre romanzi scritti tra il 1967 e il 1971, che segnano un rinnovato interesse di Palazzeschi per la scrittura d’avanguardia.

3Le sorelle Materassi

Aldo Palazzeschi, il primo a sinistra
Aldo Palazzeschi, il primo a sinistra — Fonte: getty-images

Le sorelle Materassi (1934) è l’altro importante romanzo di Palazzeschi. Teresa, Carolina e Giselda, sono tre sorelle che lavorano in proprio cucendo bellissimi e costosi abiti da sposa per la ricca borghesia fiorentina, e conducono una vita monotona e appartata, che viene però sconvolta dall’arrivo del giovane Remo, figlio di una quarta sorella morta da poco. Bello e pieno di vita, Remo diventa in breve tempo oggetto di attenzione da parte di Teresa e Carolina, che iniziano a nutrire verso il ragazzo una sconveniente attrazione. Remo, accortosi della situazione, decide di approfittare dell’ascendente sulle anziane donne per ottenere i fondi necessari a soddisfare i suoi capricci e desideri. In poco tempo, le due donne benestanti dilapidano il loro patrimonio pur di non dispiacere il nipote, e quando questi le abbandona per sposarsi con una ragazza americana giovane e ricca sono praticamente sul lastrico.

Il romanzo, che come detto segna il lungo distacco di Palazzeschi dallo sperimentalismo, descrive una borghesia vecchia, incapace di rinnovarsi o di comprendere le novità, eppure ancora attaccata al feticcio di una giovinezza che è solo immagine vacua.

4Guarda il video sulla poesia italiana del Novecento

    Domande & Risposte
  • Chi è stato Aldo Palazzeschi?

    Un poeta e scrittore italiano, tra i protagonisti delle avanguardie del novecento.

  • A quale corrente artistica appartiene Aldo Palazzeschi?

    Al futurismo e altre avanguardie.

  • Cos'è E lasciatemi divertire! di Aldo Palazzeschi?

    La poesia, tratta dalla raccolta “L’incendiario”, è una critica, in tono scherzoso e provocatorio, contro la tradizione poetica e il buon gusto del pubblico medio.