Alcide De Gasperi: biografia e pensiero politico

Alcide De Gasperi: biografia e pensiero politico A cura di Francesco Gallo.

Vita e pensiero politico di Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio, Ministro e Deputato della Repubblica Italiana, è considerato uno dei padri fondatori dell'Unione Europea

1La giovinezza, il giornalismo e la politica di De Gasperi

Alcide De Gasperi, deputato e Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana
Alcide De Gasperi, deputato e Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana — Fonte: getty-images

Alcide De Gasperi nasce il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino, in provincia di Trento (quando ancora era una provincia del Tirolo, una regione appartenente all’Impero austro-ungarico).      

Nel 1900 si iscrive alla facoltà di filosofia dell'Università di Vienna ed entra in contatto con il movimento cristiano sociale. Ispirato dall’enciclica di Papa Leone XIII Rerum Novarum, diventa un fiero avversario del capitalismo liberale e del socialismo.      

Nel 1905 entra a far parte della redazione del giornale "Il Nuovo Trentino" e, divenutone il direttore, dalle colonne del quotidiano appoggia in maniera incondizionata il movimento che auspicava la riannessione del Sud Tirolo all’Italia.    

Nel 1911 viene eletto nel Parlamento di Vienna dove difende i diritti linguistici dei trentini, e, allo scoppio della guerra contro l'Austria, si schiera per la neutralità italiana

2La figura di De Gasperi durante la guerra e nel dopoguerra

Prima che scoppiasse la Grande Guerra, l’Italia era legata alla Triplice Alleanza con Germania e Austria. Ultimamente, però, l’Italia stava riavvicinandosi sia politicamente sia culturalmente alla Francia, la quale stava evolvendo in senso sempre più laico e repubblicano.
Vienna e Berlino, allora, cominciarono a sospettare che nella Triplice Alleanza sulla fedeltà dell’Italia c’era da far poco affidamento. «L’Italia dovrà scegliere molto presto fra il matrimonio e il concubinato» disse il cancelliere tedesco Bernhard von Bülow a sua suocera Laura Acton, che era la vedova Minghetti. E poco dopo, per rassicurare il suo parlamento in cui si erano levate le proteste contro il doppio gioco italiano, dichiarò riprendendo la parabola coniugale che «in un matrimonio felice un marito non deve dare in smanie se per una volta sua moglie fa un innocente giro di valzer con un altro cavaliere». E da allora la “politica del giro di valzer” entrò nel linguaggio europeo come sigla di quella italiana.  

La rottura diplomatica si concretizzò dopo che il diplomatico Tommaso Tittoni non ottenne la concessione della sospirata università italiana a Innsbruck, sulle Alpi del Tirolo. Era una promessa fatta e poi ritirata in quel clima che alimentò le già esistenti tensioni a Trento e a Trieste che ebbero un’immediata eco in molte città italiane dove ci furono un susseguirsi di manifestazioni irredentistiche promosse da professori e studenti, tra i quali parteciparono Cesare Battisti e Alcide De Gasperi.    

Dopo la guerra, la ricomposizione del vecchio blocco governativo non era più possibile, non tanto a causa della frattura fra neutralisti e interventisti, quanto per la nascita nel 1919 del Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo. Secondo Sturzo, la guerra aveva aperto la strada all’affermazione del modello politico-religioso degli Stati Uniti fondato su libertà morale e religiosa. Nel maggio del 1921 De Gasperi viene eletto deputato nelle liste del partito popolare e tre anni dopo ne diventa il segretario, nonché il successore di Sturzo.   

3Dal difficile periodo del Fascismo alla presidenza

Nel frattempo, però, l’inarrestabile ascesa del fascismo verso la dittatura totalitaria lo costringe a dimettersi alla fine del 1925. Nel marzo del 1927 verrà anche arrestato a Firenze con l'accusa di espatrio clandestino. Resterà in carcere due anni e sei mesi. È il periodo più difficile della sua vita. A causa di una sua malattia, l’intercessione della Santa Sede gli consente di trascorre la detenzione prima in una clinica sotto sorveglianza, poi di godere della libertà vigilata. In questo periodo si dedica alla traduzione dal tedesco di alcuni testi fondamentali della religione cristiana, il che gli consente di accedere alla Biblioteca Apostolica Vaticana dove rimane a lavorare fino al crollo del regime fascista.   

Durante la lotta partigiana, attorno ai Comitati di Liberazione nazionale, nacquero nuovi partiti politici, tra cui la Democrazia Cristiana che si rifaceva alle idee di Sturzo e a quelle del Partito Popolare. La DC aveva a capo proprio Alcide De Gasperi e godeva dell’appoggio incondizionato della Chiesa.  

Alcide de Gasperi (1881-1954)
Alcide de Gasperi (1881-1954) — Fonte: ansa

Nel caotico periodo del dopoguerra italiano, e successivamente alla vittoria del Referendum da parte della Repubblica, il 28 giugno l’Assemblea costituente lo elesse primo capo di governo dell'Italia repubblicana, in attesa delle prime elezioni del 1948. Il 10 agosto 1946 intervenne a Parigi alla Conferenza di pace, dove ebbe modo di contestare, attraverso un elegante e impeccabile discorso, le dure condizioni inflitte all'Italia dalla Conferenza. «Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me».     

L’anno successivo formò un nuovo governo con ministri democristiani e liberali, senza la partecipazione del Pci e del Psi. L’esclusione dei comunisti e socialisti dal governo pare sia stata un ordine, o una pressione, venuta dagli Stati Uniti in un periodo, per l’Italia, di grande crisi economica a causa dell’aumento dell’inflazione. De Gasperi ammonì tutti che gli aiuti economici degli americani sarebbero arrivati solo se ci fosse stata la stabilità democratica, infatti aveva ricevuto il compito, dall’ambasciatore americano James Dunn, che prima di ricevere i finanziamenti avrebbero dovuto mettere «ordine in casa propria». Pochi mesi prima, infatti, a gennaio, aveva avuto luogo la celebre missione di De Gasperi negli Stati Uniti, nel corso della quale lo statista conseguì un importante successo politico ottenendo dalle autorità americane un prestito di 100 milioni di dollari. Nell'occasione fu il terzo italiano a essere onorato di una ticker-tape parade dalla città di New York.   

Si stavano per stampare cento miliardi di carta moneta ma c’era ancora penuria di grano e carbone, e non c’erano abbastanza fondi per acquistarne quantità necessarie per superare l’inverno. Grano e carbone erano il tema centrale delle discussioni politiche, ideologiche ed economiche in vista delle elezioni del 1948. La popolazione doveva scegliere tra Stati Uniti e Unione Sovietica, ovverosia: quale dei due Paesi era in grado di aiutare l’Italia fornendole grano e carbone? 

4Le elezioni del 1948 e l’affermazione della Democrazia Cristiana

Il Premier De Gaspari presenta il suo governo appena formato.
Il Premier De Gaspari presenta il suo governo appena formato. — Fonte: getty-images

Dopo la guerra diventa il leader della Democrazia Cristiana e vince alle elezioni del 1948. A dicembre toccò ad Alcide De Gasperi, segretario della Dc, formare un nuovo ministero, con la partecipazione di tutti i partiti antifascisti, il primo di una lunghissima serie a guida democristiana. Alle elezioni del 18 aprile 1948 la Dc riportò una schiacciante vittoria ottenendo il 48,5% dei voti — rastrellando anche i voti della destra — contro il 31% delle sinistre.
Ormai saldo al governo, De Gasperi ha due grandi progetti: ancorare l'Italia all'Occidente e costruire un grande partito cattolico: un partito di massa, in grado di poter raccogliere attorno a sé un grande numero di cittadini. Di questi cittadini, il 38% non mangiava carne nemmeno una volta a settimana e il 15% non consumava zucchero. Le famiglie povere del Sud vivevano peggio che nel Nord, e si cucinava a carbone e legna. Nelle grandi città la situazione era leggermente migliore, ma anche in esse c’era una diffusa povertà

L’appena nato cinema neorealista fu il primo a raccontare ciò che giornali e romanzi non riuscivano a rendere bene, soprattutto nel film di Vittorio De Sica Ladri di Biciclette. La tragedia collettiva della disoccupazione si legava alla perdita della dignità sociale. Nonostante tutto, gli italiani erano infondo pieni di entusiasmo ed erano convinti che, lavorando duramente, sarebbero usciti dalla povertà. Era un Paese dove la ricostruzione morale procedeva di pari passo con quella materiale, avanzando verso un futuro immaginato molto migliore del presente.
La Dc riuscì a cogliere meglio questo sentimento rispetto al Pci che pensava più in grande, ma non tenne molto conto dei sogni degli italiani. L’attenzione alla famiglia della Dc li spinse a rivolgere molta attenzione nella costruzione delle case, come avvenne a partire dal 1949 quando fu creato l’organismo Gestione Ina-Casa con il compito di realizzare un piano per l’edilizia abitativa di tipo popolare. Amintore Fanfani ne fu l’ideatore e il più deciso sostenitore, proprio perché era convinto che l’abitazione fosse un importante sostegno all’unità familiare; andò incontro ai desideri degli italiani e si guadagnò una vasta popolarità. A tal proposito, Paolo Emilio Taviani, autorevole dirigente democristiano, e ministro della Difesa fino al 1957 scrisse: «L’errore dell’Italia, in passato, già prima di Mussolini, era stato credere di poter essere una grande potenza. Merito mio, e dei miei amici, è stato quello di perseverare nella politica di De Gasperi». 

5La fine del Centrismo e la scomparsa di De Gasperi

Dal 1948 al 1953 l'attività di De Gasperi è imperniata in una politica riformista che non sconvolge gli equilibri sociali e che garantisce alla DC il consenso delle masse popolari e, in modo particolare, di quelle rurali che rappresentano il suo bacino elettorale. Proprio per questo, al fine di rendere più stabile la coalizione governativa, De Gasperi modifica la legge elettorale (legge Truffa) in senso maggioritario, nell'imminenza delle elezioni politiche del 1953. Lo scopo è quello di assegnare il 65% dei seggi al partito, o al gruppo di partiti, che ottenga la metà più uno dei voti. 

Nelle elezioni del 7 giugno 1953 la Dc ottenne il 40% dei voti raggiungendo con l’insieme dei partiti apparentati solo il 49%. La coalizione centrista, formatasi per ottenere il premio di maggioranza introdotto dalla nuova legge elettorale, non riuscì infatti a superare il 50% dei voti per pochi centesimi. De Gasperi subisce la prima grande sconfitta politica. È la fine del centrismo e della sua carriera politica

Alcide De Gasperi riceve l'ambasciatore James Dunn e altri delegati americani nel 1948.
Alcide De Gasperi riceve l'ambasciatore James Dunn e altri delegati americani nel 1948. — Fonte: ansa

Le elezioni rafforzarono invece la sinistra che, conclusa l’esperienza del Fronte Democratico Popolare, tornò divisa tra Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano, privo però della connotazione di massa che aveva caratterizzato la sua nascita. D’ora in poi, infatti, il PCI sarebbe stato l’unico partito in grado di mettere in discussione il primato democristiano.
De Gasperi muore meno di un anno dopo a Borgo Valsugana, il 19 agosto del 1954, nel Trentino diventato nel frattempo regione autonoma della Repubblica italiana. Le sue ultime parole furono: "Gesù! Gesù!”. Subito dopo, la Dc si ritrovò di fronte ad una scelta difficile: proseguire sulla strada del centrismo oppure cercare vie nuove. Scelba secondo i dirigenti era il meno indicato poiché voleva arrivare ad uno scontro frontale con il Pci. Lo scontro si sfiorò quando si venne a sapere di un finanziamento sovietico al Pci, e ci fu un momento in cui si decise se metterlo o meno al bando rischiando, però, la guerra civile. Si scelse dunque di non rendere pubblica la scoperta del finanziamento illegittimo.