Alberto Moravia: vita opere e pensiero

Alberto Moravia: vita opere e pensiero A cura di Claudia Papaleo.

Biografia, opere e pensiero di Alberto Moravia, iniziatore del romanzo borghese e autore de Gli indifferenti, Agostino e La noia

1Alberto Moravia: introduzione

Alberto Moravia
Alberto Moravia — Fonte: ansa

Alberto Moravia è considerato l’iniziatore del romanzo borghese, attraverso il quale, maestro di acume, semplicità ed eleganza stilistica, ha esplorato senza riserve i temi dell’alienazione sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo. Il suo lavoro, in tal senso, riconduce alle forme del realismo, e della lucidità razionale, la crisi esistenziale della borghesia che ha attraversato gli anni del fascismo e del dopoguerra, intrecciando costantemente soggettività e oggettività. 

2Alberto Moravia: biografia

Alberto Moravia nasce a Roma nel 1907 da una famiglia benestante e dedita a professioni intellettuali (il padre, in particolare, era architetto e pittore). Ancora giovanissimo, si ammala di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe, in un’altalena di miglioramenti e ricadute, a tenersi lontano dalla scuola e, soprattutto, da quella vita di gioco e spensieratezza tipica della sua età. 

Questa condizione, d’altra parte, rafforza la sua vocazione di scrittore tanto che, proprio durante un periodo di convalescenza, inizia la stesura di quello che è, di certo, il suo romanzo più importante, Gli indifferenti (1929).

All’attività di romanziere Alberto Moravia alterna quella di giornalista, che gli permette, nonostante i problemi di salute, di viaggiare all’estero e di scrivere diversi reportage. Per via di una serie di problemi economici, inoltre, si occupa di sceneggiature cinematografiche che però, avendo origini ebraiche, non può firmare col suo vero nome a causa delle leggi razziali del 1938

Elsa Morante
Elsa Morante — Fonte: getty-images

Nel 1941 l’autore sposa una delle più importanti narratrici del nostro secondo dopoguerra, Elsa Morante. Sono gli anni del conflitto mondiale ed escono le raccolte di racconti L'amante infelice (1943), bloccato dalle autorità, L'epidemia (1944), ma soprattutto una delle sue opere più amate e discusse: il romanzo breve Agostino (1944), che appare in una tiratura limitata ed illustrata da due disegni di Guttuso

Nel frattempo, Dopo l'8 settembre 1943, quando viene a sapere che il suo nome è sulla lista stilata dai nazisti delle persone da arrestare, Alberto Moravia fugge da Roma e, con Elsa Morante, si nasconde a Sant'Agata di Fondi, fin quando l'avanzata dell'esercito alleato restituisce a entrambi la libertà. 

Negli anni Cinquanta, a Roma, e con il supporto di Carocci, fonda la rivista Nuovi Argomenti e si occupa della redazione insieme a Pier Paolo Pasolini ed Enzo Siciliano. Escono i Racconti romani (Premio Marzotto) e Il disprezzo. Nel 1955 pubblica su Botteghe Oscure la tragedia Beatrice Cenci e inizia a collaborare come critico cinematografico a L'Espresso.

Nel 1957 viene pubblicato La ciociara (1957), nel 1958 Un mese in URSS, nel 1959 Nuovi racconti romani e nel 1960 La noia, con cui Moravia si aggiudica il Premio Viareggio. Nel 1962 Moravia si separa definitivamente da Elsa Morante e va a vivere con un’altra scrittrice, Dacia Maraini, con cui fonda, poco dopo, la Compagnia del Porcospino nel teatro di via Belsiana a Roma. 

Dal 1979 al 1983 è membro della Commissione di selezione alla Mostra del Cinema di Venezia e inviato speciale del Corriere della sera (1975-1981). Per L'Espresso cura un'inchiesta sulla bomba atomica. Nel 1984 si presenta alle elezioni europee come indipendente nelle liste del Pci, e diventa deputato al Parlamento Europeo (1984-1989).  

Tuttavia non può dirsi un intellettuale marxista: Alberto Moravia, infatti, rappresenta, piuttosto, un modello di pensatore laico e illuminista, che può servirsi del marxismo, ma come strumento di conoscenza e non come ricetta sociale e politica. Il 26 settembre 1990 lo scrittore muore nella sua casa di Roma.    

3Alberto Moravia: opere e poetica

Sophia Loren vince l'Oscar per migliore attrice protagonista per "La Ciociara" di Vittorio De Sica
Sophia Loren vince l'Oscar per migliore attrice protagonista per "La Ciociara" di Vittorio De Sica — Fonte: getty-images

La produzione di Alberto Moravia conosce tre diversi momenti o fasi. 

3.1La prima fase - Il realismo borghese

La prima fase coincide con la fase del realismo borghese e della fusione di elementi realistici, esistenzialistici e, soprattutto dal 1935 al 1941, surreali. Le opere più importanti di questo periodo sono Gli Indifferenti e Agostino

Gli indifferenti (1929): il romanzo racconta il grigiore, l’opacità e l’indifferenza, a volte cinica, a volte indolente, di quattro personaggi borghesi: Leo, un libertino sempre pronto a imbrogli economici ed erotici, per cui contano solo il sesso e il denaro, a cui Alberto Moravia contrappone Michele, un uomo incapace di prendere iniziativa, inconcludente e distaccato dalla vita. A questa coppia se ne oppone una femminile: Mariagrazia che, madre di Michele e amante di Leo, si rivela frivola, corrotta e gelosa della figlia Carla, che sprofonda nel disgusto delle abitudini e nella noia. 

Agostino (1944): protagonista di questo romanzo breve è un ragazzo che, con la madre, trascorre le vacanze estive in Versilia. Agostino non può dirsi un bambino e neppure un adulto: è quindi privo d’identità individuale, sentendosi diverso senza sapere bene il perché; è privo, poi, di un’identità sociale, perché riconosce il disagio della sua estrazione borghese e, in particolare, l’appartenenza soffocante a un sistema di pregiudizi e convenzioni, che gli fa riconoscere il fascino vitale dei ragazzi proletari che giocano sulla spiaggia ma che, allo stesso tempo, lo porta a respingerli, perché troppo rozzi e volgari. Il momento delle vacanze, inoltre, si sovrappone alla scoperta del sesso, soprattutto a causa dello shock che Agostino vive quando scopre sua madre con un giovane sconosciuto.

3.2La seconda fase - Il Neorealismo

Il secondo periodo è quello del Neorealismo, dove appaiono spesso personaggi popolari che assumono il ruolo di un’alternativa positiva al mondo borghese. Le opere più importanti di questa fase sono La romana e La ciociara.  

La romana (1947): protagonista del romanzo è Adriana, una giovane di vent’anni, popolana, che, dalla bellezza un po’ fuori moda, e dall’indole buona e innocente, viene corrotta dalla società che la circonda: un’Italia fascista in cui regna l’immoralità e l’attaccamento al potere.

La ciociara (1957): Siamo al termine della Seconda Guerra Mondiale e Cesira, una negoziante vedova e piuttosto spregiudicata, è costretta a scappare da Roma con la figlia diciottenne, Rosetta. Madre e figlia si dirigono verso Vellecorsa, in Ciociaria, dove Cesira è convinta di poter trovare rifugio nella casa dei propri genitori per poi tornare a casa dopo poche settimane. Tuttavia l’esilio, a causa di una serie d’imprevisti, dura molto di più e, proprio nel momento in cui sembra che il momento del ritorno sia arrivato, la piccola Rosetta viene stuprata. 

3.3La terza fase - Il pessimismo

Alberto Moravia
Alberto Moravia — Fonte: getty-images

L’ultima fase dell’attività di Alberto Moravia è caratterizzata da uno spiccato pessimismo: lo scrittore non crede più al popolo come a un’alternativa valida e torna a concentrarsi sull’universo borghese, ancora in crisi, e privo di morale e vitalità. I temi, allora, sono quelli dell’estraneità, della passività di fronte all’esistenza e dell’insensatezza del vivere. Il romanzo più importante del periodo è La noia.  

La noia (1960): Si tratta di un disperato romanzo d’amore che, attraverso la storia di un pittore incapace di stabilire un rapporto armonico con la realtà che lo circonda, introduce il lettore nelle pieghe della società del boom economico, una società che, dietro al benessere, nasconde un malessere che coinvolge tutti i livelli della vita quotidiana e dei valori umani.

4Temi della narrativa di Alberto Moravia

Se è vero che analizzando da vicino l’opera di Moravia ci si accorge che è bene suddividerla in tre periodi, è altrettanto vero che, a ben vedere, guardando soprattutto alla sua produzione più importante, e quindi a Gli indifferenti, Agostino e La noia, è possibile individuare alcune caratteristiche ricorrenti:

  • Nel mondo borghese hanno importanza solo il sesso e il denaro, usati come strumenti per possedere le persone;
  • L’intellettuale o l’adolescente sono personaggi che vivono un senso di straniamento, di impotenza e di crisi, poiché incapaci di superare le logiche della classe a cui appartengono;
  • La scrittura si ispira a un realismo critico che, attraversato da un lucido razionalismo, si risolve, non di rado, in sentito sarcasmo antiborghese;
  • Il realismo critico viene da un moralismo incapace di pensare a una visione del mondo alternativa a quella dei personaggi borghesi;
  • La struttura del genere romanzo, fondata sull’intrigo, sull’intreccio, sulla trama e sull’avventura, si fa specchio della vita borghese. La struttura del romanzo, quindi, coincide con l’oggetto da rappresentare.

La storia dell'umanità non è che un lungo sbadiglio di noia.

Alberto Moravia, La noia