Albert Camus: biografia, opere e pensiero

Albert Camus: biografia, opere e pensiero A cura di Laurène Suau.

Biografia, opere e pensiero di Albert Camus, filosofo e giornalista francese, premio Nobel per la letteratura nel 1957 autore, tra gli altri, de Lo straniero, La peste e La caduta

1Vita e opere di Albert Camus

Albert Camus, giornalista e filosofo, vince il premio Nobel per la letteratura nel 1957.
Albert Camus, giornalista e filosofo, vince il premio Nobel per la letteratura nel 1957. — Fonte: getty-images

1.1Albert Camus tra miseria e bellezza

Nato a Mondovi in Algeria nel 1913, tra l’amore di una madre che non sapeva leggere e scrivere e l’assenza di un padre che conobbe solo in fotografia Albert Camus fu doppiamente estraneo all’intellighenzia francese.
Sua madre faceva le pulizie mentre suo padre, operaio in una cantina agricola, ferito durante la battaglia della Marne, morì con “il cranio aperto. Cieco e agonizzante durante una settimana […]”(“L’Envers et l’Endroit”, Il Rovescio e il Diritto 1938) servendo “un paese che non era suo”. A. Camus scrisse nella prefazione di 1958 “Solo col silenzio, col riserbo, con la naturale e sobria fierezza, questa famiglia, che non sapeva nemmeno leggere, m’ha dato allora le lezioni più alte, che durano sempre”.
Il piccolo Albert crebbe con la madre affettuosa che parlava poco e il fratello maggiore Lucien ad Algeri nel quartiere popolare di Belcourt. Scriverà più tardi: “Non ho imparato la libertà da Marx. Ѐ vero: l’ho imparata dalla miseria”. 

Albert Camus (1913-1960), lo scrittore francese Nobel per la letteratura mentre legge un giornale a Parigi.
Albert Camus (1913-1960), lo scrittore francese Nobel per la letteratura mentre legge un giornale a Parigi. — Fonte: getty-images

Notato dal suo istitutore, Louis Germain - al quale Camus dedicò i Discorsi di Svezia, dopo il premio Nobel - e incoraggiato a leggere dallo zio macellaio appassionato di letteratura, Albert ottenne una borsa che gli permise di seguire studi superiori e poi universitari.   

Con il ruolo di portiere, fece parte della squadra di calcio “tanto amata” del Racing universitario di Algeri. Camus contrasse la tubercolosi nel 1930 quando aveva appena 17 anni:     

  • lo scrittore confidò che, se la sua salute glielo avesse permesso, avrebbe scelto la carriera del calciatore;
  • la malattia gli impedì di passare “l’agrégation”di filosofia (concorso francese per diventare insegnante di ruolo nella scuola superiore e all’università);
  • Il suo arruolamento nel 1939 fu rifiutato.

1.2Camus, giornalista impegnato

Camus si orientò verso l’azione culturale e il giornalismo tra gli anni 35 e 38:  

  • si occupò di una compagnia teatrale, denunciando le condizioni di vita difficili degli algerini;
  • diventò membro del Partito Comunista ma ne fu escluso due anni dopo, nel 37, accusato di eresia politica. Quest’accaduto evidenziò la sua coscienza libera, che rifiuta approdi ideologici;
  • collaborò con due giornali quotidiani:
    - Alger Républicain: Nei suoi primi articoli sulla “miseria in Cabilia” scrisse “non esiste uno spettacolo più disperante che questa miseria nel mezzo del paese più bello del mondo”. Pubblicò anche un articolo elogiativo su La Nausea di Jean-Paul Sartre, in cui erano già evidenti le divergenze future.
    - Soir Républicain.

Dopo la censura dei due giornali, Camus dovette lasciare l’Algeria a causa delle sue opinioni politiche. Si stanziò a Parigi nel 1940 e lavorò come segretario di redazione al Paris-Soir.
Entrò nella Resistenza nel 1943, si occupò del giornale Combat. Fu l’autore delle Lettres à un ami allemand (Lettere ad un amico tedesco), scritte e pubblicate durante l’occupazione. Tali lettere sono un concentrato di pensieri sulla lotta clandestina, “un documento della lotta contro la violenza”, nel quale il “noi” non rappresenta sempre i francesi ma corrisponde a “noi Europei liberi” e il “voi” non “voi Tedeschi” ma “Voi nazisti”. 

1.3Camus, scrittore e filosofo polivalente

Novellista, saggista, drammaturgo e romanziere Camus ha profondamente marcato la sua epoca e il suo pensiero continua oggi ad avere tanta influenza.   

Dal 1945 al 1949:     

  • pubblicò la sua prima opera teatrale (in prosa, 4 atti), Caligula (aveva iniziato la stesura nel 1938).
  • Il successo lo portò a rappresentare due nuovi spettacoli: L’Etat de siège (lo stato d’assedio) (1948) e Les Justes (I giusti) (1949).

Nel 1951, dopo diversi viaggi (in Algeria e nel Sudamerica) e soggiorni (Costa Azzurra, Vosgi) e malgrado il peggioramento della sua salute, Camus pubblicò un lungo saggio, L’Homme révolté (L’uomo in rivolta) che rimetteva in causa il concetto di rivoluzione: “ogni rivoluzionario finisce oppressore o eretico”. La sua concezione antimarxista e la sua critica antitotalitaria del comunismo reale provocò la rottura con Sartre

Parigi, 17 ottobre 1957: foto che ritrae Ragnar Kumlin mentre annuncia ad Albert Camus di aver vinto il premio Nobel per la letteratura.
Parigi, 17 ottobre 1957: foto che ritrae Ragnar Kumlin mentre annuncia ad Albert Camus di aver vinto il premio Nobel per la letteratura. — Fonte: getty-images

Gli anni seguenti furono per lo scrittore una lunga fase di dubbio e depressione, accentuata dall’inizio della guerra d’Algeria nel 1954. Nel 1956 con il racconto brillante e cinico La Chute (La Caduta) sorprese sia i suoi ammiratori che i suoi detrattori.
Quando ricevette il premio Nobel di letteratura a 44 anni, 20 anni dopo la sua prima pubblicazione, divenne il più giovane vincitore dopo J.R. Kipling. I discorsi pronunciati a Stoccolma e poi a Uppsala furono calorose difese dell’arte e della libertà: i Discorsi di Svezia diventarono presto la “bibbia” degli scrittori dissidenti e perseguitati.
Stava lavorando su un grande racconto autobiografico Le Premier Homme (Il primo uomo incompiuto, 1994) quando morì il 4 gennaio 1960 in un incidente d’auto guidata dal suo editore Michel Gallimard. In tasca aveva un biglietto ferroviario non utilizzato: si crede avesse pensato di compiere quel viaggio in treno, cambiando idea solo all’ultimo momento. André Malraux gli aveva appena proposto di prendere la direzione di un teatro parigino che avrebbe chiamato “Nouveau théâtre”(Nuovo Teatro).  

2L’assurdo e la rivolta

Sono le due parole chiave di un’opera multiforme. Le opere di Camus sono generalmente classificate in due cicli:  

  • L’assurdo sviluppato in 3 opere significative: nel 1942 durante la guerra l’Etranger (Lo Straniero) seguito dal saggio Le Mythe de Sisyphe (Il mito di Sisifo) e nel 1944 Caligula;
  • la presa di coscienza dell’assurdo spinge l’uomo alla rivolta: La Peste, 1947, L’Homme révolté, L’Etat de siège e Les Justes

Per capire meglio queste due nozioni, si tratteranno i due romanzi più famosi ambientati entrambi in Algeria: L’Etranger et La Peste.  

2.1La nozione dell’assurdo in Camus

La formazione filosofica dello scrittore che attraversa i tempi bui della guerra e che combatte la malattia influenzano lo scrittore che non può dimenticare che la morte è sempre vicina, anche nel pieno della propria vita. Da qui, l’assurdità dell’esistenza. A. Camus è spesso affiancato agli esistenzialisti, ma grandi divergenze lo separano da Sartre.
Il corto romanzo Lo Straniero, racconto fatto dal protagonista stesso, Meursault, è costruito intorno a due eventi assurdi e legati tra di loro:  

  • nella prima parte dell’opera l’omicidio di un Arabo sconosciuto su una spiaggia senza nessun motivo;
  • la seconda parte racconta il carcere, il processo e la pena di morte di Meursault colpevole di questo crimine, ma condannato non al nome del principio universale del rispetto della vita ma perché non ha pianto durante il funerale della madre. La giuria e la società concludono che è un mostro col cuore insensibile.

Meursault, con la sua indifferenza totale al mondo, fa esperienza della sua vita, della sua routine e delle sue esperienze come fossero effetti di una realtà impossibile, assurda, che non gli appartiene.  

2.2Camus verso la rivolta

Il dottore Rieux, narratore de La Peste, trova invece nella lotta contro l’epidemia un’occasione per combattere contro l’assurdo. Ѐ l’attitudine di un “uomo in rivolta”, quella di Camus stessa, che trova nella vita, nella natura, nell’uomo, ragioni per sperare. La Peste si presenta come una riflessione allegorica sul male e sul recente trauma della guerra: come il male la peste resta latente in attesa dell’ambiente propizio a una nuova esplosione. L’uomo è chiamato ad essere “eroe”, data l’emergenza del morbo (del male) che infetta ogni vita. L’immenso successo internazionale rende La Peste un classico della letteratura antitotalitaria.
Quindi il sentimento dell’assurdo non porta alla rassegnazione ma alla rivolta. E questa rivolta porterà all’impegno. Tale fu il percorso di Albert Camus, tra la bellezza dei paesaggi mediterranei della sua infanzia e la violenza della società durante le guerre del XX secolo.