Adolescenti e web, per il 40% internet è una minaccia

Di Veronica Adriani.

Telefono Azzurro: il web è un rischio per il 40% degli adolescenti. La paura più grande? Il Cyberbullismo. Se ne parla al Safer Internet Day

CYBERBULLISMO: I DATI DEL TELEFONO AZZURRO

Il 5 e il 6 febbraio è il Safer Internet Day
Il 5 e il 6 febbraio è il Safer Internet Day — Fonte: istock

Il 40% degli adolescenti ritiene che internet non sia un luogo sicuro, il 40% teme il cyberbullismo e il 10% è stato vittima degli streaming live. Sono questi gli ultimi dati diramati dal Telefono Azzurro, che con la sua linea 1.96.96 nel 2017 ha gestito circa un caso al giorno di problematiche in qualche modo riconducibili al web.

Preoccupante il fenomeno del gaming: un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno; nella fascia 8-11 anni la percentuale sale al 20%. I bambini sono inoltre impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente: capita al 32% di loro.

SAFER INTERNET DAY

Il 5 e il 6 febbraio sono i giorni dedicati al Safer Internet Day, giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi legati al web istituita nel 2004 dall'Unione Europea e coordinata dai network Insafe e InHope, in collegamento diretto con le realtà nazionali più attive sul tema.

A Roma l'evento avrà un taglio istituzionale: le istanze dei ragazzi verranno prese in carico da stakeholder riconosciuti nel mondo accademico, aziendale e istituzionale. Alla giornata è associato l'hashtag #SID4KIDS. Oggi a Milano si è invece tenuto un momento di riflessione collettivo coi ragazzi delle scuole, che hanno portato in campo le loro domande anche grazie all'ausilio degli istant video di Giffoni Experience.

Tra gli strumenti di raccolta delle esperienze dei ragazzi è stato anche presentato Sbullizzati, il blog che dalle pagine di Smemoranda.it racconta storie di bullismo e il modo in cui sono state superate.

LA CARTA DI MILANO

Siglata dall'assessore Roberta Cocco, la Carta di Milano per la Dignità dei Bambini e degli Adolescenti è un documento siglato con le aziende per impegnarsi a costruire un web a misura di bambino e di adolescente. In tutto comprende 10 articoli:

  1. Procedure di segnalazione e di intervento. Le aziende si impegnano ad offrire policy semplificate per la comprensione dei rischi legati alla navigazione e procedure veloci ed efficaci per la rimozione dei contenuti non adatti ai bambini.
  2. Sviluppo di soluzioni innovative. Le aziende si impegnano a sviluppare soluzioni tecnologiche innovative per migliorare la prevenzione e il contrasto agli abusi sessuali su minore e altre forme di violenza online.
  3. Sistemi di sicurezza e protezione per i bambini sui dispositivi mobili. Le aziende del settore tecnologico dovrebbero sviluppare e adottare sistemi di sicurezza pre-installati, progettati in base all’età dell’utente.
  4. Protezione dei dati. Le aziende dovrebbero adottare sistemi di protezione specifici a tutela dei dati personali dei minori, che non dovrebbero prevedere l’innalzamento della soglia di età per l’uso dei social network dai 13 ai 16 anni.
  5. Protezione dei bambini dall’esposizione a materiale pornografico. Le aziende dovrebbero sviluppare sistemi di controllo di questo tipo di materiale e di verifica dell'età dei minori.
  6. Responsabilità Sociale d’Impresa. Le aziende dovrebbero mettere al centro della loro CSR la sicurezza dei minori, incluso lo sfruttamento sessuale. Le questioni e i principi relativi alla sicurezza dei bambini e degli adolescenti dovrebbero essere integrate nelle policy, nelle procedure e nei processi aziendali. Dovrebbero inoltre adoperare una politica di tolleranza zero verso il materiale pedopornografico individuato sulle proprie reti aziendali o pubbliche.
  7. Supporto alle vittime di tipo End to End. Le aziende dovrebbero assicurare che le vittime di pericoli sulla rete possano ricevere un immediato supporto emotivo, per poter affrontare non solo le conseguenze di eventuali violenze subite online, ma anche di segnalare utenti che osservino manifestazioni di grave disagio da parte di minorenni (ad es, minacce di suicidio).
  8. Efficacia degli interventi e partecipazione attiva dei bambini. le aziende dovrebbero fare controlli costanti sulle azioni intraprese,garantendo la partecipazione dei bambini nell'esprimere idee e bune pratiche sulla sicurezza online.
  9. Coinvolgimento della cittadinanza. Adulti, giovani, Ong e aziende dovrebbero impegnarsi in uno sforzo comune per la promozione del benessere online.
  10. Etica e Media. Le aziende dovrebbero impegnarsi a garantire che la copertura mediatica dei casi di violenza su minori online sia sempre effettuata in maniera etica, consapevole ed equilibrata, rispettando i diritti delle vittime minorenni.

La Carta di Milano mette di fronte a una responsabilità comune e globale: non solo quindi istituzioni e aziende devono fare la loro parte, ma tutta la società civile è chiamata alla segnalazione di casi sospetti e a non abbassare la guardia di fronte a una possibile violenza online.