Cos’è l’acrostico? Definizione ed esempi di questo particolare componimento poetico

ACROSTICO: SIGNIFICATO

Acrostico: significato
Acrostico: significato — Fonte: istock

Acrostico indica un componimento poetico, o un’altra espressione linguistica, in cui le lettere iniziali lette verticalmente formano un nome o una frase di senso compiuto. La parola acrostico deriva dal greco ἀκρόστιχον, composto di ἄκρον, “estremo” e στίχος, “verso”.

ACRONIMO E ACROSTICO

A differenza dell’acrostico, l’acronimo è invece una parola che nasce dalle lettere iniziali usate come sigla: per esempio la sigla ASL vuol dire Azienda Sanitaria Locale oppure ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite).

ACROSTICO: ESEMPI

Gli acrostici sono stati usati in diverse epoche storiche. In passato avevano la principale funzione mnemonica. Un esempio di acrostico dell’antichità si trova nei “Salmi alfabetici” della Bibbia del profeta Geremia, in cui l’inizio di ogni verso o ogni strofa presenta, in ordine, tutte le lettere dell’alfabeto ebraico.

Nella letteratura latina sono famosi gli acrostici degli argomenti delle commedie di Plauto: le iniziali dei versi compongono il titolo dell’opera.

Il persiano (in latino Persa):

Profecto domino suos amores Toxilus
Emit atque curat, leno ut emittat manu;
Raptamque ut emeret de praedone virginem
Subornata suadet sui parasiti filia.
Atque ita intricatum ludit potans Dordalum.

Un altro esempio di acrostico è il sonetto di Boiardo: leggendo le iniziali si forma il nome della donna amata dal poeta, Antonia Caprara.

Arte de Amore e forze di Natura
Non fur comprese e viste in mortal velo
Tutte giamai, dapoi che terra e celo
Ornati for di luce e di verdura;

Non da la prima età simplice e pura,
In cui non se sentio caldo né gielo,
A questa nostra, che de l’altrui pelo
Coperto ha il dosso e fatta è iniqua e dura;

Accolte non fòr mai più tutte quante
Prima né poi, se non in questa mia
Rara nel mondo, anci unica fenice.

Ampla beltade e summa ligiadria,
Regal aspetto e piacevol sembiante
Agiunti ha insieme questa alma felice.

Inoltre, è molto conosciuto l’acrostico costituito dai capoversi delle terzine dell’Amorosa visione di Giovanni Boccaccio con cui egli dedicò il poema alla sua amata Maria d'Aquino.

All’epoca del risorgimento italiano è famosa è la scritta “Viva V.E.R.D.I.” che i patrioti avrebbero scritto sui muri di Modena che stava ad indicare (Viva) Vittorio Emanuele Re D'Italia.

Al giorno d’oggi, l’acrostico trova il suo posto anche nei testi umoristici e satirici. Ne è un esempio, ispirato alle vicende della prima e della seconda guerra del Golfo, quello che in maniera ironica è stato ricalcato sulle lettere della parola B.U.S.H.: Bisogna Uccidere Saddam Hussein.

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