Che fine faranno le facoltà di medicina all'estero?

Di Veronica Adriani.

Ogni anno migliaia di italiani scelgono di studiare medicina in un'università straniera. Ma con l'abolizione del numero chiuso la tendenza potrebbe cambiare

ABOLIZIONE NUMERO CHIUSO

Si torna a parlare dell'abolizione del test di medicina: disegno di legge al vaglio delle Camere
Si torna a parlare dell'abolizione del test di medicina: disegno di legge al vaglio delle Camere — Fonte: istock

Il comunicato riguardante il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019-2012 discusso dal Consiglio dei Ministri parla chiaro: dal prossimo anno gli aspiranti medici potrebbero dover dire addio al tanto temuto test di Medicina, che già da anni i governi di ogni parte politica dichiarano di voler abolire.

Ma il governo, dopo che la notizia ha iniziato a circolare, ha fatto dietrofront: prima un comunicato congiunto del MIUR e del ministero della sanità che parla non di abolizione ma di ampliamento delle borse di studio, poi la smentita ufficiale del Governo, che, come riporta il Corriere, dichiara:

In merito al superamento del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina, la presidenza del Consiglio precisa che si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università italiane, che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso.

Periodicamente le voci riguardo a una possibile abolizione del numero chiuso si fanno sentire: ma se fino a qualche mese fa l'attenzione era tutto sommato bassa, da oggi le facoltà di medicina di tutta Italia sono in allerta. Oltre a queste, ovviamente, anche quelle europee, che presto inizieranno a guardare con estremo interesse (e probabilmente un po' di preoccupazione) a questo cambiamento epocale. Perché?

FACOLTÀ DI MEDICINA SENZA TEST D'INGRESSO

Il numero degli studenti italiani che ogni anno lasciano la penisola per andare a studiare medicina all'estero - in lingua inglese, italiana o più raramente nella lingua del luogo - in Spagna, Francia, Romania, Albania, Bulgaria cresce ogni anno di più. Al punto che per questi paesi concedere agli studenti italiani in fuga dal test la possibilità di frequentare la facoltà di medicina o quella di odontoiatria e portare a termine la loro formazione è diventato un vero e proprio business, che gli aspiranti camici bianchi sono disposti a pagare a caro prezzo, in termini di tasse, vitto, alloggio e, naturalmente, lontananza dagli affetti.

Che cosa accadrà alle facoltà di medicina all'estero se si andrà nella direzione di un'abolizione del numero chiuso in Italia? In verità dipende molto da come verrà attuato il cambiamento nelle facoltà italiane. Al momento le ragioni che hanno spinto i governi precedenti a non considerare l'abolizione del numero chiuso sono sostanzialmente due:

  • L'impossibilità per le facoltà di accogliere fisicamente in termini di spazio e qualità dei corsi la grande quantità di studenti che ogni anno fanno richiesta di accesso a Medicina;
  • La mancanza di borse per coprire i costi dei percorsi di specializzazione post-lauream, senza i quali la professione medica non può essere esercitata.

La probabilità maggiore è che, se non si introdurrà un test al secondo anno sulla scia del modello francese, per sopperire alle mancanze strutturali le facoltà dovranno introdurre un numero chiuso locale. Ma tutto resta solo un'ipotesi, perché al momento mancano notizie più certe.

STUDIARE MEDICINA ALL'ESTERO

Dal momento che sembra irrealistico che nel giro di poco tempo le facoltà riescano a dotarsi di spazi e docenti sufficienti per contenere un'affluenza così massiccia degli studenti, le possibilità che coinvolgono le facoltà di medicina e odontoiatria all'estero sono tre:

  • Le facoltà di medicina all'estero potrebbero restare un'opzione assolutamente valida per chi desidera essere seguito con maggior attenzione nel corso della sua formazione, approfittando di un minor numero di studenti e - laddove tali - di strutture all'avanguardia.
  • Potrebbero aggiungersi a questo numero di studenti, per la stessa ragione, altri che prima non sarebbero partiti ma che ora trovano difficoltà nel seguire i corsi e dare esami a causa del sovraffollamento prodotto dall'assenza del numero chiuso.
  • Tutti quegli studenti partiti per l'estero a causa del test d'ingresso ma che negli anni successivi al primo chiedevano di poter tornare in Italia mediante trasferimento, potrebbero a questo punto decidere di non partire del tutto, restando in Italia fin dal primo anno.

L'ipotesi, quindi, è che l'utenza delle facoltà di medicina all'estero non si abbatterà, ma andrà semplicemente modificandosi nel tempo, magari specializzandosi ulteriormente.