A se stesso di Giacomo Leopardi | Video

Di Redazione Studenti.

A se stesso di Giacomo Leopardi: guarda il video in cui Emanuele Bosi spiega il componimento con il quale il poeta dice addio all'Amore, definendolo «inganno estremo»

A SE STESSO DI GIACOMO LEOPARDI

A se stesso di Giacomo Leopardi, video: guarda la spiegazione a cura di Emanuele Bosi
A se stesso di Giacomo Leopardi, video: guarda la spiegazione a cura di Emanuele Bosi — Fonte: redazione

A se stesso è una delle poesie autobiografiche più famose di Giacomo Leopardi. Composta probabilmente nel maggio del 1833 e pubblicata due anni dopo nell’edizione napoletana dei Canti, affronta la fine della passione del nostro poeta per Fanny Targioni Tozzetti.

Per capire da dove nasca A se stesso, dobbiamo guardare i Canti in una prospettiva un po’ più allargata. Prima del componimento di cui stiamo parlando, infatti, ce ne sono altri due: il pensiero dominante e Amore e Morte. Ti starai chiedendo: sì…e quindi? Beh, se leggiamo in una chiave narrativa queste tre poesie, notiamo che c’è un tema ricorrente: l’amore.

Nella fattispecie, nelle prime due Leopardi celebra la potenza del sentimento amoroso. Qui, invece, il nostro infelice poeta mette in rima tutt’altro: gli effetti devastanti della fine di quello che lui definisce “inganno estremo”. Già, è proprio così che chiama l’ultima illusione amorosa che si concede.

Come dice il titolo, “a se stesso” è un vero e proprio soliloquio, che però per forma e contenuto sembra quasi un’iscrizione tombale. No, non stiamo esagerando: è davvero così. In questa poesia Leopardi si chiude in se stesso e invita il proprio cuore ad abbandonare la vita, la speranza, i battiti. Gli chiede, in sostanza, di accettare che nulla ha senso, e disprezzare se stesso e il resto del mondo. 

Rispetto alle altre opere di cui abbiamo parlato negli scorsi video, comunque, c’è anche un’altra grande differenza, questa volta stilistica.

Mentre nelle Canzoni abbiamo notato una retorica elaborata e un forte lirismo, qui la forma poetica è come se… collassasse. Le frasi sono tronche, spezzettate. In alcuni casi addirittura sembra che siano incomplete, che restino sospese nel nulla. Inoltre, leggendo la poesia noterai che i versi si susseguono in modo tumultuoso, quasi come se non fossero solo parole, ma veri e propri fremiti di disgusto e rabbia.

"Non val cosa nessuna
I moti tuoi, né di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo."   

Hai notato come manchi del tutto la dolcezza dei Canti? Ecco, la fluidità sonora di quel tipo di poesia qui è completamente perduta: al suo posto ci sono solo energia e violenza.

GUARDA LA SPIEGAZIONE DI EMANUELE BOSI