5 eventi storici del 1700

Di Redazione Studenti.

Eventi storici del 1700: ecco una breve sintesi dei principali 5 che hanno contraddistinto questo secolo. Avvenimenti e personaggi significativi del Settecento

Introduzione

Cinque eventi storici del Settecento
Cinque eventi storici del Settecento — Fonte: ansa

Il 1700, noto anche come l’età dei lumi, rappresenta un secolo di svolta per la storia occidentale e rientra nella storia moderna che va dal 1492, anno della Scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo, fino agli inizi del XIX secolo, con l'avvento della storia contemporanea.

Vediamo ora i cinque eventi storici principali che caratterizzano questo secolo.

L'Illuminismo

L'Illuminismo (o età dei Lumi) è un movimento culturale e filosofico che dalla Francia si diffuse in tutta l'Europa, Italia compresa, e marca in modo netto la rottura e l'innovazione di pensiero nei confronti del passato.

Affonda le sue radici nella cultura inglese di Locke, Newton, Hume e costituisce una nuova filosofia basata sulla conoscenza scientifica e sulla fede nella ragione, attraverso cui i nuovi pensatori, detti illuministi, ritenevano di poter studiare e comprendere non solo le leggi che regolano la natura, ma anche quelle dello sviluppo sociale, operando un progresso continuo della conoscenza e della morale.

Gli esponenti principali di questo movimento sono: Voltaire, Montesquieu, Rousseau e, in particolare, Diderot e D'Alembert, autori dell'emblema dell'Illuminismo francese, l'Enciclopedia.

L’opera è composta da 35 volumi e rappresenta il primo esempio di enciclopedia a larga diffusione il cui scopo era quello di raggiungere una conoscenza universale del sapere.

In Italia, i principali centri di diffusione dell’Illuminismo furono Napoli e Milano e l'esponente principale fu Cesare Beccaria, autore “Dei delitti e delle pene”, celebre trattato in cui proponeva l'abolizione della pena di morte e della tortura.

La Guerra dei sette anni

Questo conflitto si svolse fra il 1756 e il 1763 e vide coinvolte le principali potenze europee del secolo: da un lato vi era l'alleanza Gran Bretagna, elettorato di Hannover, Regno di Prussia e del Portogallo, dall'altro vi era invece la coalizione fra Regno di Francia, Sacro Romano Impero, Impero Russo, Svezia e Spagna.

La causa scatenante ha le sue radici nella rivalità coloniale fra Francia e Inghilterra, nella volontà dell'Impero di recuperare i territori perduti con la pace di Aquisgrana (1748) e nei timori di Svezia e Russia nei confronti della crescente potenza della Prussia.

A differenza delle precedenti guerre di successione, la Guerra dei sette anni assunse i caratteri tipici della guerra moderna, anticipando così i "conflitti totali" del XX secolo.

Winston Churchill la definì, nella sua opera "Storia dei popoli di lingua inglese", la Prima guerra mondiale in quanto si svolse non solo in Europa ma anche in territori intercontinentali, come nelle Americhe, in Africa occidentale e in Asia; inoltre tutti i partecipanti si trovarono costretti impegnare tutte le proprie risorse e come conseguenza la lotta venne proseguita ad oltranza anche quando le prospettive di guadagni territoriali erano diventate minime.

La guerra si concluse con una serie di trattati di pace separati fra le nazioni, dai quali risultò vincitrice la Gran Bretagna che si assicurò il maggior numero di colonie.

La Rivoluzione americana

Il conflitto, iniziato nel 1775 e terminato nel 1783, vide opporsi le tredici colonie nordamericane contro la loro madrepatria, il Regno di Gran Bretagna.

Tra le tredici colonie vi erano notevoli differenze dal punto di vista economico, sociale e religioso, ma erano tutte accomunate dagli obblighi e dal legame con la madrepatria: dovevano commerciare esclusivamente solo con l'Inghilterra, non avevano la possibilità di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento a Londra, ma erano praticamente esentate dal pagamento delle imposte.

Tuttavia l'Inghilterra, appena uscita dalla guerra dei sette anni, stava attraversando una grave crisi economica e finanziaria e nel 1763 abolì alle colonie l'esonero del pagamento delle imposte, situazione che scatenò il conflitto e portò le tredici colonie alla Dichiarazione di Indipendenza il 4 luglio del 1776 (ricordato oggi come Independence Day) dalla Gran Bretagna: nascevano così gli Stati Uniti d'America, usciti vincitori dalla guerra grazie all'appoggio della Francia e della Spagna e nel 1789 viene eletto come primo presidente George Washington.

La Rivoluzione francese

La Rivoluzione francese è uno degli eventi che più ha sconvolto e modificato il piano sociale, politico e culturale francese e influenzato l'intero contesto europeo.

Nel Settecento la popolazione francese era suddivisa in tre classi, nobiltà, clero e terzo stato, che rappresentava la parte sociale più numerosa e più povera.

L’incipit della rivoluzione fu l'Assemblea degli Stati Generali che si svolse a Versailles il 5 maggio del 1789, alla quale però al Terzo Stato non fu permesso di partecipare, così i loro rappresentanti si riunirono e decisero di far scattare una rivoluzione con lo scopo di dare alla Francia una nuova costituzione.

La Rivoluzione francese scoppiò il 14 Luglio 1789 con l'assalto alla Bastiglia per procurarsi le armi e le munizioni, dove anche le guardie si unirono ai rivoluzionari francesi.

Le principali conseguenze della rivoluzione furono: l'abolizione della monarchia assoluta sostituita dalla Repubblica, l'eliminazione del cosiddetto Ancien Regime e l'emanazione della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, che costituisce il fondamento delle moderne costituzioni.

La costituzione americana

La Costituzione americana, definita anche "legge suprema dello Stato", è la prima instaurata nel mondo e la più antica ancora in vigore. Entrò in vigore nel 1789 e divenne il modello per le costituzioni successive.

È costituita da sette articoli, da ventisette emendamenti e i principi su cui si fonda sono: divisione e separazione dei tre poteri (esecutivo, legislativo e giuridico), federalismo (il governo centrale e i singoli stati hanno poteri distinti), la costituzione è la fonte primaria di diritto (non possono essere varate leggi che entrano in contrasto con essa), ogni cittadino è uguale e ha pari diritti di fronte alla legge e tutti gli stati sono uguali e nessuno può ricevere un trattamento speciale dal governo federale.

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