25 aprile e Bella ciao: perché la cantano anche nella Casa di carta

Di Redazione Studenti.

Bella ciao e 25 aprile sono strettamente connessi. Ma perché la canzone è così famosa anche all'estero e nelle serie tv?

25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE

Il 25 aprile in Italia si festeggia la Liberazione
Il 25 aprile in Italia si festeggia la Liberazione — Fonte: getty-images

Il 25 aprile, la Festa della Liberazione, in Italia è da sempre uno degli anniversari più sentiti dell'anno. L'anniversario della Resistenza è infatti una festività che ricorda il valore dei partigiani che, a partire dal 1943, contribuirono alla liberazione dell'Italia dal fascismo e dal nazismo nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

25 APRILE E BELLA CIAO

Simbolo della Resistenza è una canzone che è passata alla storia proprio per essere il simbolo musicale di questo periodo: Bella ciao. Una canzone, in verità, che fu scarsamente utilizzata nel periodo della dittatura nazifascista e finì per identificare le idee partigiane solo quando il conflitto giunse a termine.

Le origini di questa canzone non sono certe, ma sembra che abbiano a che vedere con Fior di tomba, un canto popolare del nord Italia. Tuttavia, la sua popolarità a livello internazionale - per quanto la canzone fosse già nota - è arrivata col piccolo schermo, grazie alla serie tv La casa di carta.

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BELLA CIAO, LA CASA DI CARTA: SIGNIFICATO

Ma cosa c'entra un gruppo di ladri spagnoli con un canto popolare della resistenza italiana? Poco o nulla, almeno nel senso più specifico. In senso lato, infatti, Bella ciao rappresenterebbe in un certo senso un moto di ribellione contro l'establishment. E nessuno, più di un manipolo di truffatori che vogliono rapinare nientemeno che la Banca di Spagna, può rappresentare la rivolta del piccolo contro il gigante finanziario cui spesso si tende a dare la colpa delle sofferenze mondiali.

Lo sceneggiatore Javier Gomez Santander ha deciso di inserire Bella ciao all'interno della serie per questa ragione, riportata così da Repubblica:

Mi ricordo la prima volta in cui ho cantato Bella Ciao. È stato all’Università, con Gianluca, uno studente italiano in Erasmus. Gianluca aveva una chitarra e a volte cantavamo tutti insieme. Cantare Bella Ciao era il punto più alto di tutte le feste. Da allora, la uso per darmi coraggio. Mi piace ciò che significa questa canzone, la lotta che porta con sé. Un giorno mi sono svegliato con il pensiero fisso della serie che mi tormentava e ho deciso di metterla su. È stato un flash. Ho capito che Bella Ciao e La Casa di Carta condividevano l’anima. Ho gridato: siamo partigiani.

BELLA CIAO, SIGNIFICATO

La scelta di inserire il canto in due scene della serie tv è stata duramente criticata dai "puristi", che hanno ritenuto che il significato originario della canzone fosse andato a perdersi all'interno di un contesto come quello de La casa di carta. Nelle due scene della serie - il punto di svolta nella rapina alla Zecca di Spagna nella prima stagione e la cena fra Il professore e Berlino - il canto sembra interpretare un generico invito alla lotta e al tenere saldo il coraggio per perseguire i propri ideali. Dove sarebbe allora la correlazione con il nazifascismo? In realtà c'è: nella serie lo spiega il personaggio di Tokyo.

La vita del Professore girava intorno a un’unica idea: Resistenza. Suo nonno, che aveva combattuto i fascisti al fianco dei partigiani, gli aveva insegnato questa canzone, e lui l’aveva insegnata a noi.

25 APRILE, LIBERAZIONE: APPROFONDIMENTI

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