Vuoi lavorare nelle aziende elettroniche? Ecco le professioni più richieste

Di Tommaso Caldarelli.

La ricerca dell'Anie sugli impieghi più richieste nelle aziende dell'elettronica e dell'elettrotecnica

Come lavorare nelle aziende elettroniche ed elettrotecniche? Una risposta arriva dalla stessa associazione che riunisce le grandi sigle dell'elettronica italiana (Panasonic Italia, o Philips, o ancora la Beghelli), l'Anie, aderente a Confindustria. In occasione della sua assemblea annuale, l'Anie ha proposto ai suoi aderenti una rilevazione in grado di farci capire un po' di più sul collegamento fra il mondo dell'educazione e quello dell'industria. Come inserirsi in queste grandi imprese? Quali sono le professionalità più ricercate?

LAVORO, ECCO LE NEWS

LAUREATI - Vediamo: innanzitutto sono moltissimi i dipedenti inseriti in queste aziende grazie al loro diploma di laurea, per la precisione di laurea magistrale: non è dunque vero, come spesso si sente dire, che la laurea non ha più valore. Come abbiamo più volte spiegato su queste pagine, anche in una situazione di grande disoccupazione e di crisi, la laurea è in grado di garantire un impiego più certo del semplice diploma.

Le imprese ANIE ritengono che entreranno in azienda, nel corso del 2013, circa 2.000 laureati, il 70% dei quali possiede una laurea in ingegneria nell’ordine: elettronica (23,72%), elettrica (22,93%), meccanica (17,87%), o di altro tipo (5,6%).

La laurea più difficile da trovare, secondo le aziende, rimane quella di ingegnere elettronico. Come dicevamo è la laurea magistrale quella richiesta dalle aziende, ma vale la pena notare che comunque un terzo degli inseriti entra con una licenza triennale.

IL LAVORO, IL GOVERNO CI PROVA

DALLE SCUOLE - Quali sono i contratti che vengono proposti ai neoassunti?

La tipologia di inserimento dominante è quella del contratto a tempo determinato (40,89%), seguita da apprendistato (19,70%), stage (19,21%) e contratto a progetto (5,91%). Il contratto a tempo indeterminato viene comunque applicato nel 14,29% dei casi.

Piuttosto interessante anche il canale che consente agli alunni delle scuole superiori di entrare in azienda: vengono assunti allievi del tecnico o professionale tecnologico, studenti di informatica o personale proveniente dagli istituti commerciali. Quel che manca a molti lavoratori, sostengono le aziende, è la conoscenza dei meccanismi aziendali, delle capacità relazionali sul posto di lavoro e, per alcuni, la conoscenza della lingua inglese o straniera.