La promozione dipende dal voto in condotta

Di Barbara Leone.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ritiene che il voto in condotta deve essere preso in considerazione per la promozione degli studenti

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ritiene che il voto in condotta deve avere un ruolo determinante per la promozione degli studenti: "Col forum degli insegnanti e degli studenti stiamo ragionando sull’ipotesi di legare la promozione anche alla condotta. Io trovo incomprensibile che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi. In qualche modo anche la condotta ha la sua valenza, è importante conoscere l’italiano o la matematica ma anche il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione".
Nel prossimo anno scolastico, quindi, la promozione potrebbe dipendere anche dal voto che ogni studente ottiene per il suo comportamento in classe.
Mariastella Gelmini ha infatti dichiarato di avere in mente un progetto importante che presenterà nelle prossime settimane e che sarà basato sul merito, per premiare gli studenti che oltre a studiare con profitto, si comportano bene in classe.

E già sono arrivate le prime proteste contro l'idea del ministro. L'Unione degli Studenti, il sindacato studentesco che si batte per i diritti degli studenti, ha dichiarato che il ministro Gelmini "ha commesso una leggerezza che dimostra la sua poca conoscenza del mondo della scuola e dei diritti degli studenti, sostenendo di voler valutare il comportamento ai fini del successo formativo, tramite il voto di condotta. E' inutile ricordare che il voto di condotta ai fini della bocciatura è stato abolito con l'istituzione dello statuto dei diritti degli studenti, una grande conquista del movimento studentesco e della democrazia nelle scuole".
Per l'UdS "tornare ai vecchi Decreti regi, istituiti sotto la disciplina fascista, sembra un ritorno al passato che già il ministro Moratti aveva provato a mettere in atto, senza successo. Per questo promettiamo battaglia non solo per difendere i diritti sanciti, ma soprattutto per il rispetto degli stessi".

Anche il sindacato studentesco Rete degli Studenti, che sottolinea di non aver avuto contatti con il Ministro per discutere della proposta, si dichiara contrario a questa idea, perchè "la convivenza democratica ha bisogno di regole che coinvolgano anche gli aspetti del comportamento, ma questo non può in nessun modo ledere il diritto inalienabile di ogni studente di essere valutato per ciò che ha appreso, in modo separato rispetto alla valutazione sul comportamento e la disciplina". La Rete degli Studenti ritiene inoltre che "la mancanza di risposte efficaci per rilanciare la scuola pubblica non può essere continuamente scaricata sulla negazione dei diritti degli studenti".

Angela Nava, presidente del Coordinamento dei genitori democratici, è contraria alla valutazione del voto in condotta, in quanto "rischia di essere una scorciatoia rispetto ai problemi reali della scuola e del rapporto alunni-docenti. Quella del voto di condotta è una vecchia campagna: ci aveva già provato la Moratti facendo anche dei sondaggi tra le famiglie. La valutazione delle singole discipline di per sè già non è sganciata dalla condotta che il ragazzo tiene in classe, perché quando attenzione e partecipazione non ci sono è impossibile che ci siano le competenze".
Quindi per il Coordinamento dei genitori, pensare di prendere in considerazione il voto in condotta per la promozione o la bocciatura di uno studente è "un passo indietro e non è l'unica strada per ridare credibilità alla scuola e agli insegnanti".

Per il Ministro però questa proposta non rappresenta un ritorno al passato, ma una necessità perchè "di fronte al ripetersi di gravissimi episodi di bullismo, accanto alla disponibilità a capire e affrontare il disagio di tanti giovani, va pure ristabilito il principio di autorità dando strumenti adeguati ai docenti".
E c'è qualcuno che si dichiara favorevole alla proposta del ministro. Il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado, ritiene infatti che l'idea di un ritorno del voto in condotta ai fini della promozione sia da prendere seriamente in considerazione, in quanto "la svalutazione del comportamento degli studenti ha portato risultati negativi sia nella crescita della disciplina degli alunni che nella loro educazione. Ritornare semplicemente al passato è difficile. Occorre quindi una riflessione e una discussione seria sulla questione, che porti a individuare le modalità più adeguate per ridare peso a questa valutazione aggiuntiva".

Inoltre la proposta è stata accolta favorevolmente dall'Associazione nazionale presidi e dal Moige. Il Movimento italiano genitori ha apprezzato l'idea del ripristino di norme ''che non solo consentono una valutazione più ampia della crescita e della maturazione dei ragazzi, ma soprattutto mirano a restituire alla scuola l'autorità che merita attraverso l'ordine, la legalità e il rigore''. Per il Movimento Studenti Cattolici "c'è la necessità di affrontare il tema del comportamento a scuola attraverso regole chiare e condivise da tutta la comunità scolastica che prevedano sanzioni disciplinari adeguate". 
E voi cosa ne pensate?