Vita di Plutarco

Di Redazione Studenti.

Plutarco è ritenuto la figura di maggior rilievo fra i prosatori del I secolo d. C., per la vastità dei suoi interessi e la mole delle sue opere.

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Plutarco è ritenuto la figura di maggior rilievo fra i prosatori del I secolo d. C., per la vastità dei suoi interessi e la mole delle sue opere. Egli nacque a Cheronea, in Beozia, intorno al 47 d. C., da una famiglia agiata e legata alle antiche tradizioni.
Plutarco studiò ad Atene, dove, frequentando la scuola dell'accademico Ammonio, imparò ad ammirare Platone e si formò una buona cultura filosofica, scientifica, storica e letteraria. Plutarco compì numerosi viaggi; visitò la Grecia, l'Egitto e soggiornò per un po' di tempo a Roma, dove strinse amicizia con importanti uomini politici.
Durante la sua permanenza in questa città, egli si dimostrò un suddito leale di Roma e, per questo motivo, ottenne da Traiano le insegne consolari, e da Adriano la sovrintendenza della provincia Acaia.
Con molto realismo, Plutarco riconosceva che, data la grande potenza acquisita dalla città di Roma, tutti i tentativi di sovvertire il regime imperiale sarebbero falliti e, per ottenere al suo interno una posizione di preminenza, era indispensabile mettere al servizio della potenza egemone, il proprio ingegno, la superiorità delle proprie tradizioni culturali e civili.
Per non stare molto tempo lontano da Cheronea, rinunciò a entrare nelle sfere più alte della burocrazia imperiale, ma si occupò della partecipazione all'amministrazione locale e dell'attività letteraria, condotta in base a una prospettiva filoromana. Oltre ai premi ricevuti da Traiano e da Adriano, egli ottenne anche privilegi e favori sia per la sua città che per tutta la Grecia.
Plutarco trascorse la maggior parte della sua vita nella sua patria, in Beozia, dedicandosi ai suoi affetti familiari, che per lui erano molto importanti, agli studi letterari, alla ricerca antiquaria e alle conversazioni filosofiche con gli amici e con i discepoli.
Plutarco amava la sua patria e affermava di essere desideroso di restarvi, affinché essa, che già era un piccolo borgo, non diventasse ancora più piccola e insignificante, senza la sua presenza.
Fu per vent'anni sacerdote del santuario di Apollo a Delfi e svolse sempre con grande diligenza e attenzione le mansioni che gli venivano affidate; inoltre, Plutarco fu iniziato ai misteri di Demetra, Iside e Dioniso ed ebbe anche altri incarichi sacerdotali e alcune mansioni locali.
Il santuario di Apollo rappresentava, per Plutarco, il simbolo di una religiosità semplice e tradizionale, caratterizzata da feste e riti; Plutarco non avvertì mai come irriducibile o traumatica la contrapposizione tra la ricerca razionale e la devozione sincera. Morì all'età di ottant'anni, intorno al 127 d. C.