Lisia, figlio del siracusano Cefalo, nacque ad Atene fra il 446 a. C. e il 436 a. C. e morì nella stessa città in una data compresa fra il 370 a. C. e il 360 a. C.

Lisia: Indice
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Della vita di Lisia non possediamo molte notizie e alcune informazioni riguardanti la sua biografia sono incerte, come la sua data di nascita e quella della sua morte. È stato possibile ricostruire a grandi linee la vita di Lisia mediante le notizie di sé e della propria famiglia che l'oratore ebbe l'occasione di fornire nei discorsi giudiziari che lo coinvolsero personalmente.
La fonte principale che ha permesso agli studiosi di ricavare il maggior numero possibile di notizie riguardanti la biografia di questo oratore, è l'orazione Contro Eratotestene, alla quale si sono aggiunti, dopo la pubblicazione del Papiro Oxy 1606, avvenuta a Londra nel 1919, ad opera di Grenfell ed Hunt, i frammenti dell'orazione Contro Ippoterse, in cui Lisia tentava di riottenere alcuni suoi beni venduti illegalmente. Invece, è difficile determinare il contenuto di altri due discorsi autobiografici, di cui si conoscono solamente i titoli: Contro la proposta di Archino e Sulle proprie benemerenze.
Di Lisia possediamo anche due biografie tramandateci da due autori antichi: quella di Dionigi di Alicarnasso e quella dello Pseudo-Plutarco, a cui si ispirano anche le due vite bizantine di Fozio e la Suda. Da queste testimonianze, emerge che il padre di Lisia era un ricco meteco che si stabilì nell'Attica su invito di Pericle e vi rimase per trent'anni come proprietario di una fabbrica di armi. Dalla Repubblicadi Platone, ricaviamo che Cefalo aveva stretto legami di amicizia con Socrate e la sua cerchia; pertanto, Lisia e suo fratello Polemarco ricevettero un'educazione e un'istruzione all'altezza dei migliori giovani ateniesi.
Nel 430 a. C, Lisia si recò a Turi, dove fu scolaro del retore Tisia, dal quale apprese molte nozioni di dialettica e di retorica che si rivelarono utili per la stesura delle sue opere; Turi era una colonia panellenica fondata dagli Ateniesi fra il 444 a. C. e il 443 a. C., nei pressi dell'antica Sibari. Lo Pseudo-Plutarco narra che nel 413 a. C., anno della disfatta ateniese in Sicilia, Lisia fu espulso dalla colonia di Turi e ritornò in patria.
L'anno decisivo della vita di Lisia fu il 404 / 403 a. C., in cui avvennero la definitiva sconfitta di Atene dopo un trentennio di guerra estenuante e l'avvento al potere del Trenta tiranni, appoggiati da Sparta. Le conseguenze per la famiglia di Lisia, una delle più importanti fra i meteci ateniesi, furono disastrose; infatti, i Trenta tiranni dispersero le rendite della sua famiglia, provenienti da una fabbrica di armi, ed Eratostene, contro il quale Lisia scrisse successivamente un'orazione, arrestò e uccise il fratello dell'oratore, Polemarco, costringendolo a bere la cicuta; Lisia riuscì a stento a sfuggire agli avversari e si rifugiò a Megara.
Giunto in questa città, egli appoggiò la restaurazione democratica effettuata da Trasibulo, fornendo ai democratici armi e denaro e arruolando soldati mercenari; Trasibulo, come ricompensa, gli concesse la cittadinanza, che però gli fu subito revocata, in quanto nel decreto proposto da quest'ultimo, mancava l'indispensabile proposta della ß????, che non poteva esserci perché in quel periodo non c'era nessuna ß???? in carica.
Questa mancanza diede ad Archino la possibilità di presentare una mozione di illegalità, a seguito della quale il diritto di cittadinanza concesso a Lisia fu annullato e l'oratore ritornò nella sua condizione di meteco, pur conservando il privilegio della isotelia, che consisteva nella esenzione dal pagamento della tassa di soggiorno, chiamata µet??????, e da altre tasse, come quella per poter commerciare nell'agorà o per poter mandare al pascolo le pecore nel terreno pubblico.
Alcuni studiosi si sono chiesti se già Cefalo godesse dell'isotelia, ripristinata in seguito per suo figlio, o se questo diritto fosse stato attribuito a Lisia per la prima volta. È stata ritrovata un'iscrizione che molto probabilmente contiene il decreto di Archino, divulgato nel 401 / 400 a. C., con cui veniva concesso il diritto di cittadinanza a coloro che avevano preso parte al rientro al Pireo e alla battaglia di Munichia; questa iscrizione è piuttosto mutila e presenta integrazioni molto controverse, che non consentono di capire se Lisia abbia partecipato o no allo scontro di Munichia.
Lisia non riuscì ad ottenere la condanna di Eratostene, forse perché aveva attaccato aspramente Teramene, un politico e militare ateniese che, nel 411 a. C., prese parte alla ß???? dei Quattrocento. Per fronteggiare le necessità economiche provocate dalla perdita del patrimonio, che non riuscì a recuperare nonostante molti tentativi, egli si dedicò all'attività logografica ed è attualmente ritenuto uno dei più importanti logografi che operarono ad Atene fra la fine del V secolo a. C. e l'inizio del IV secolo a. C. Lisia scrisse moltissimi discorsi per altri e soltanto in pochi casi scrisse per se stesso; il più celebre è quello dell'orazione Contro Eratostene, con cui tentò, invano, di far punire dai giudici colui che aveva eseguito l'arresto del fratello Polemarco.