Isocrate è considerato uno degli oratori più importanti del IV secolo a. C. Nacque ad Atene nel 436 a.C. da una nobile famiglia e morì nella stessa città, nel 338 a.C.

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Isocrate è considerato uno degli oratori più importanti del IV secolo a. C. Egli nacque ad Atene nel 436 a. C. da una famiglia molto ricca e morì nella stessa città, nel 338 a. C., l'anno della battaglia di Cheronea. La condizione agiata della sua famiglia gli consentì di ricevere un'ottima educazione e un'ottima istruzione; infatti, furono suoi maestri, filosofi illustri come Protagora e Gorgia. Inoltre, Isocrate udì ad Atene, le concezioni di Prodico e di Socrate, appoggiandole.
Per ascoltare i discorsi di Gorgia, Isocrate si recò anche in Tessaglia e tornò in patria nel 404 a. C., l'anno in cui terminò la guerra del Peloponneso nella quale si fronteggiarono Sparta e Atene. Dopo la sconfitta di quest'ultima nella guerra peloponnesiaca, a causa dei dissesti finanziari che coinvolsero la sua famiglia, Isocrate fu costretto a svolgere per circa un decennio l'attività di logografo, che portò a termine con successo, ottenendo notevoli guadagni.
Della sua professione di logografo, che non svolse mai volentieri, restano attualmente sei orazioni, le quali non evidenziano pienamente la personalità e gli ideali culturali e politici di Isocrate. Egli aveva progetti più ambiziosi e perciò riteneva che la professione del logografo fosse un'attività "minore"; infatti, questo oratore sperava di attuare, raccogliendo l'eredità della democrazia di Pericle e dell'insegnamento dei sofisti, una nuova sintesi culturale, che avesse lo scopo di restituire ad Atene e a tutta la Grecia, la precedente egemonia, nel nuovo contesto storico-politico che si stava delineando dopo la guerra del Peloponneso.
Isocrate, però, non aveva né il fisico né il temperamento per affrontare le masse popolari e per diventare contemporaneamente un uomo politico e un oratore, due ruoli che a quel tempo, erano inscindibili. Allora, si propose di essere il promotore di un' elite politica e culturale capace di evitare gli errori commessi in passato e di interpretare le esigenze di un rinnovamento, che appariva sempre più necessario alla civiltà greca.
Intorno al 390 a. C., egli riuscì ad aprire una scuola di retorica ad Atene, rivale di quella di Platone. Questa scuola divenne subito molto famosa, in quanto era frequentata da alunni come Timoteo, Iseo, Iperide, Licurgo, gli storici Eforo e Teopompo, i tragediografi Teodette e Astidamante. Isocrate non partecipò direttamente alla vita politica, ma non perse occasione per rivolgersi con scritti e consigli a capi di città, principi e monarchi. Egli sposò una vedova, Platane, di cui adottò il figlio Afareo, che diventò un poeta tragico e difese il patrigno in un processo.
Nel 342 a. C., Isocrate si ammalò gravemente e morì nel 338 a. C., dopo un digiuno durato molti giorni. Alcuni studiosi hanno riferito che Isocrate si lasciò morire di fame per sfuggire alle sofferenze provocate dalla pesante sconfitta subita dai Greci nella battaglia di Cheronea.