Gioacchino Rossini e la sua carica ritmica

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Approfondimento, vita ed opere di uno dei più grandi musicisti dell'epoca

Materia: varie

Ricerca di musica su Gioacchino Rossini Apertosi all'insegna della polemica nei confronti del classico, l'ottocento vede l'affermazione del fenomeno romantico volto a rivalutare un passato musicale che affonda le sue radici nel lontano medioevo e a conferire una nuova enfasi al valore trascendente, religioso e sovrarazionale dell'espressione artistica. Con la rivoluzione industriale, poi, il mondo si organizza in senso moderno e la gestione della cultura passa dalle mani del ceto aristocratico a quelle del ceto imprenditoriale e borghese. In questo passaggio le attività artistiche si trasformano: viene introdotto il meccanismo del mercato musicale (nascita del concerto pubblico a pagamento e del fenomeno dell'editoria musicale), i modelli di riferimento si moltiplicano e gli schemi compositivi tradizionali tendono a dissolversi. Il
melodramma Innovatore prudente e accorto, il pesarese Gioacchino Rossini vivifica con elementi nuovi i mezzi espressivi della formula teatrale operistica italiana, riducendo la tradizionale dicotomia che opponeva la scuola napoletana a quella settentrionale. Egli sottrae all'arbitrio dei virtuosi le fioriture vocali e irrobustisce le parti strumentali in funzione espressiva, ma soprattutto introduce una straordinaria forza comica e un'inedita carica ritmica nel rapporto fra musica e parola. Dopo Rossini, in Italia si accentua il monopolio del melodramma a scapito della produzione strumentale, mentre il gusto musicale si unifica grazie all'opera di compositori quali Gaetano Donizetti (1797-1848) e Vincenzo Bellini (1801-1835).Le opere di Bellini appaiono improntate a un lirismo terso e assorto che diviene la cifra sentimentale del primo romanticismo italiano. Egli realizza una coerenza drammatica sconosciuta all'opera seria settecentesca, e conferisce anche al recitativo funzione espressiva ed elevatezza lirica. Per quando riguarda l'opera seria, esemplare in questo senso è la Lucia di Lammermoor . E anche in ambito buffo i personaggi sono caratterizzati da un calore sentimentale che li sottrae al mero ridicolo della farsa. La seconda metà del secolo è dominata da Giuseppe Verdi (1813-1901). Colti i primi successi nello stile dell'opera corale (Nabucco, 1842) egli si afferma con una serie di opere in cui a dominare sono l'unità musicale e il "pezzo chiuso" secondo schemi che si differenziano da quelli donizettiani per la veemenza dei contrasti e il taglio rude delle figure.La musica strumentaleNel campo della musica strumentale l'ottocento conosce il rapido affermarsi del pianoforte grazie a Muzio Clementi (1752-1823) che contribuisce alla formazione di uno stile autenticamente pianistico.Egli fonda una scuola in cui si formano i principali pianisti del tempo, e raccoglie i suoi studi nel Gradus ad Parnassum.Tra i violinisti primeggia Gian Battista Viotti (1755-1824), massimo esponente della scuola violinistica piemontese. A lui si deve l'assetto definitivo del concerto strumentale solistico.Il virtuosismo e la sperime
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