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Discorsi parigini di Husserl

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appunti sui discorso parigini du Husserl. (formato txt)

Materia: psicologia

"DISCORSI PARIGINI" HUSSERL Si tratta di una conferenza del 1929 in Francia, una sorta di elogio a Cartesio come padre della fenomenologia, intesa come riforma di tutte le scienze ; la filo come unità di una fondazione razionale assoluta, si parte daccapo e sono utili le "meditazioni cartesiane". Qui si compie il ritorno all'io filosofante, l'ego come unico apoditticamente certo ; dapprima in modo solipsisitco cerca le vie per le quali nell'interiorità pura possa rivelarsi l'est oggettiva. Con Cartesio si passa dall'oggettivismo ingenuo ad un soggettivismo trascendentale. Nulla deve valere come scientifico che non sia fondato da una perfetta evidenza ; dobbiamo porre fuori valore le scienze ed il loro suolo (= l'esp mondana) quindi il suolo ultimo di giudizio
è l'ego (il mio astenermi non significa che questi fenomeni svaniscano) : questa riduzione è l'epochè fenomenologica libera o volontaria, cioè una inibizione universale di ogni presa di posizione. La riduzione fenomenologica è l'epochè per cui si giunge all'io trascendentale e puro, attraverso il quale si giunge ad una scienza solipsistico trasc, una egologia pura. L'io qui considerato è l'io nel cui vivere coscienziale il mondo intero e l'io stesso come ogg mondano ricevono originariamente senso e valore d'essere ; l'ego come filosofo pensante attraverso l'epochè segue il flusso costante dell'essere e del vivere cogitante per entrare nell'esp trascendentale. Ogni cogito ha in se come presunto il suo cogitatum, per cui "ego cogito cogitatum" ; la modalità fondamentale dei modi di coscienza in cui io vivo come io è l'intenzionalità che fa della coscienza coscienza di qualcosa ; l'analisi intenzionale è scoperta dalle attualità e dalle potenzialità in cui si costituiscono gli ogg come unità di senso. L'intenzionalità è una proprietà fondamentale della mia vita psichica ed indica una proprietà realmente appartenente a me come uomo come ad ogni uomo. Come ego trasc io sono divenuto lo spettatore di me stesso e non continuo a ritener valido se non ciò che trovo inseparabile da me stesso ; anche come io che vive naturalmente ero trasc, ma non lo sapevo. Con la riduzione trascendentale si compie una sorta di scissione dell'io (= l'oss trasc si pone sopra se stesso ; lo spettatore ha il mondo soltanto come fenomeno, come cogitatum di una cogitatio) ; l'ego trasc è per se stesso, unità intuibile concreta che vive in un mondo unitario in modi di cosc sempre nuovi eppur unitari (cfr pag 16). Dire che un ogg esiste per me vale dire che vale per me coscienzialmente ; ciò che io ho come esistente vale per me come esistente ed ogni immaginabile dimostrazione è racchiusa in me stesso, ma ogni volta come l'io stabile e permanente delle convinzioni, abitualità persistenti nella cui variazione si costituisce prima di tutto l'unità dell'io personale e del suo carattere personale ( io come monade concreta). Io indago i tipi essenziali, non m'importa dell'individualità del fatto esemplare. L'associazione è un ter
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