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Vita e opere di Giacomo Leopardi: introduzione a cura di Andrea Cortellessa

Voto

durata 16:24

Materia: italiano Relatore: Andrea Cortellessa In collaborazione con Oilproject
Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 nella zona più conservatrice e retriva delle Marche, al margine dello Stato Pontificio. Figlio di una famiglia nobile, cresce in un castello con una biblioteca piena di libri religiosi, filologici, filosofici. Già da giovane compone alcune poesie e inizia un lavoro di traduzione e volgarizzazione dei grandi esempi della letteratura latina. La passione per la scrittura in proprio diventa dominante dal 1815, quando Leopardi passa dagli studi filologici alla composizione dei testi puerili come "Le rimembranze", caratterizzati da una classicità tenebrosa, cupa e oscura. Instaura un rapporto intellettuale con Giordani, che lo educa alla massima severità nelle predilezioni letterarie. Nel '18 intraprende il tentativo di inserirsi all'interno della polemica tra classici e romantici, rinnegando l'immaginario nordico e prediligendo quello classico. A tale periodo risale la composizione de "Lo Zibaldone", una raccolta di pensieri di argomento filologico e filosofico di grande importanza: le annotazioni testimoniano i tentativi letterari ed esistenziali del poeta, compresso intellettualmente e esistenzialmente dal clima soffocante della periferia marchigiana. Elaborazione di una teoria dei sensi in forte contrasto con l'ortodossia religiosa della famiglia, che diventerà ateismo. In contemporanea avviene la stesura degli Idilli e delle grandi canzoni classiciste di stampo petrarchesco. I versi leopardiani rimangono legati ai modelli classicistici fino al 1824, l'anno della crisi del sistema poetico dell'autore, che si dedica alla prosa con "Le operette morali". Torna alla poesia nel '28 con, tra gli altri, i famosi componimenti "Risorgimento", "A Silvia", "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia". In seguito, fa conoscenza di Antonio Ranieri con il quale vive a Firenze e a Napoli, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita. L'ultima operetta e gli ultimi versi amorosi sono la "Ginestra" e "Tramonto della luna". Il 14 giugno 1837 muore.

Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 nella zona più conservatrice e retriva delle Marche, al margine dello Stato Pontificio. Figlio di una famiglia nobile, cresce in un castello con una biblioteca piena di libri religiosi, filologici, filosofici. Già da giovane compone alcune poesie e inizia un lavoro di traduzione e volgarizzazione dei grandi esempi della letteratura latina. La passione per la scrittura in proprio diventa dominante dal 1815, quando Leopardi passa dagli studi filologici alla composizione dei testi puerili come "Le rimembranze", caratterizzati da una classicità tenebrosa, cupa e oscura. Instaura un rapporto intellettuale con Giordani, che lo
educa alla massima severità nelle predilezioni letterarie. Nel '18 intraprende il tentativo di inserirsi all'interno della polemica tra classici e romantici, rinnegando l'immaginario nordico e prediligendo quello classico. A tale periodo risale la composizione de "Lo Zibaldone", una raccolta di pensieri di argomento filologico e filosofico di grande importanza: le annotazioni testimoniano i tentativi letterari ed esistenziali del poeta, compresso intellettualmente e esistenzialmente dal clima soffocante della periferia marchigiana. Elaborazione di una teoria dei sensi in forte contrasto con l'ortodossia religiosa della famiglia, che diventerà ateismo. In contemporanea avviene la stesura degli Idilli e delle grandi canzoni classiciste di stampo petrarchesco. I versi leopardiani rimangono legati ai modelli classicistici fino al 1824, l'anno della crisi del sistema poetico dell'autore, che si dedica alla prosa con "Le operette morali". Torna alla poesia nel '28 con, tra gli altri, i famosi componimenti "Risorgimento", "A Silvia", "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia". In seguito, fa conoscenza di Antonio Ranieri con il quale vive a Firenze e a Napoli, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita. L'ultima operetta e gli ultimi versi amorosi sono la "Ginestra" e "Tramonto della luna". Il 14 giugno 1837 muore.
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