L'Odissea racconta il lungo viaggio di ritorno di Odisseo, uno dei
principali eroi della guerra di Troia, colui che aveva ideato
l'ingannevole espediente del cavallo di legno con il quale i Greci
erano riusciti ad espugnare la sfortunata città
Egli vaga per mari sconosciuti e spesso ostili per ben dieci anni,
prima di poter approdare alle rive di Itaca, la patria sospirata.
L’Odissea appartiene al ciclo troiano dei
nóstoi, i "ritorni" in patria degli eroi, dopo il
lungo assedio di Troia. Oltre all'avventuroso viaggio di Odisseo, vi
sono infatti narrati i ritorni di Nestore, Menelao, Agamennone ed Aiace.
Odisseo è il centro unitario del poema, nonostante la grande
varietà degli argomenti trattati. E ciò in netta
contrapposizione con l’Illiade, incentrata invece su un solo
argomento, la guerra, ma teatro dell'azione di numerosi personaggi.
L’Odissea viene divisa in tre parti: i libri di
Telemaco, i libri del ricordo, ed i libri del ritorno ad Itaca.
La prima parte, che annovera i primi quattro libri,
racconta la
vita di Telemaco e Penelope, figlio e moglie di Odisseo, ad
Itaca, occupata dai Proci, usurpatori che hanno approfittato
dell'assenza dell'eroe. Penelope dovrà sposare uno dei proci
quando il telo funebre per Laerte, padre di Ulisse, sarà
terminato. Intanto Telemaco sente che il padre è vivo e
decide di partire alla sua ricerca.
I libri del ricordo, che vanno dal V al XII libro,
comprendono la narrazione delle decennali peripezie: l'approdo nel
paese dei lotofagi, l'incontro con il ciclope Polifemo, Eolo, i
Lestrigoni, Circe, la prova delle sirene, l'insidia di Scilla e Cariddi
ed infine l'arrivo sull'isola di Tinacria dove i compagni affamati
mangiarono i buoi del dio sole che si vendica lanciando una terribile
tempesta che uccide tutti i suoi compagni di viaggio.
La terza parte, dal XIII al XXIV libro, narra il rientro ad
Itaca dell'eroe e la vendetta sui Proci che volevano
occupare il suo trono e sposare sua moglie Penelope. II re dei Feaci,
Alcinoo, turbato e impietosito dalle tante sventure di Odisseo, mette a
sua disposizione una nave, perché possa far ritorno in
patria.
Ma raggiunta Itaca, dovrà affrontare nuove insidie: il
travestimento e la prova dell'arco, la vendetta verso i proci e solo
alla fine svelerà la sua identità e
potrà riabbracciare la moglie Penelope.
L'Odissea è un racconto nel racconto e presenta,
rispetto all'Iliade, una struttura più articolata e
complessa.
È lo stesso protagonista Odisseo che, nella notte del
ventisettesimo giorno narra, in un grandioso flashback, costituito da
un lungo racconto retrospettivo e narrato in prima persona, il suo
fiabesco e straordinario viaggio. All'alba del ventottesimo giorno
Odisseo viene portato ad Itaca ed il filo dell'intreccio riprende a
scorrere in diretta, secondo la linearità della fabula.
In ogni episodio il meccanismo di suspense è
impeccabile; la tensione narrativa aumenta via via che si
avvicina il punto più critico della situazione, per poi
rapidamente dissolversi nello scioglimento finale.
Il risultato è raggiunto grazie al linguaggio teso a
sbigottire gli ascoltatori, all'aggettivazione a tinte forti, all'abile
dosaggio di passi descrittivi, narrativi, parlati.
Oltre al lungo racconto di Odisseo, nel testo sono inserite
numerose analessi, ossia racconti di avvenimenti anteriori
alla narrazione di base: ad esempio è il pretendente Antinoo
che riferisce lo stratagemma della tela di Penelope, lavorata di giorno
e disfatta di notte.
Numerose sono anche le prolessi, ossia le anticipazioni di
casi ed eventi del futuro, che si presentano solitamente come
presagi, profezie, sogni premonitori. Il più ampio
è sicuramente quello dell'indovino Tiresia, che
nell'oltretomba preannuncia ad Odisseo il futuro che lo attende.
Con abile regia l'autore governa la varietà delle voci
narranti e dei casi narrati, il prima e il dopo, le connessioni e i
raccordi, il gioco dei rimandi e dei rinvii, sempre ricollegati e
ricomposti