Materia:italianoRelatore: Andrea CortellessaIn collaborazione con Oilproject
Nel 1836, a Torre del Greco, la vista sul Vesuvio evoca la visione storica della distruzione di Pompei ed Ercolano e porta Leopardi a una riflessione sul proprio secolo. Da qui nasce "La Ginestra", un'indagine filosofica e critica sul tema della morte e delle catastrofi naturali che sembrano essere trama irreversibile della storia umana. Il tipico anti antropocentrismo leopardiano convive, qui, con un lieve spiraglio di luce verso l'umanità: di fronte al destino di catastrofe si annuncia a tratti la presenza della "federazione delle specie", di esseri umani e animali uniti dalla consapevolezza del destino che li accomuna. La natura, matrigna e terribile, fornisce ironicamente lo stesso rimedio all'annichilimento di cui è capace: si tratta della ginestra, fiore del deserto. Essa è simbolo dell'umana compagnia, unica speranza reale di chi possieda qualcosa di simile al profumo del fiore, emblema di una vitalità opposta al deserto che abbiamo attorno.
Nel 1836, a Torre del Greco, la vista sul Vesuvio evoca la visione storica della distruzione di Pompei ed Ercolano e porta Leopardi a una riflessione sul proprio secolo. Da qui nasce "La Ginestra", un'indagine filosofica e critica sul tema della morte e delle catastrofi naturali che sembrano essere trama irreversibile della storia umana. Il tipico anti antropocentrismo leopardiano convive, qui, con un lieve spiraglio di luce verso l'umanità: di fronte al destino di catastrofe si annuncia a tratti la presenza della "federazione delle specie", di esseri umani e animali uniti dalla consapevolezza del destino che li accomuna. La natura,
matrigna e terribile, fornisce ironicamente lo stesso rimedio all'annichilimento di cui è capace: si tratta della ginestra, fiore del deserto. Essa è simbolo dell'umana compagnia, unica speranza reale di chi possieda qualcosa di simile al profumo del fiore, emblema di una vitalità opposta al deserto che abbiamo attorno.