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Andrea Cortellessa illustra il rapporto di Francesco Petrarca con l'Umanesimo

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durata 25:46

Materia: italiano Relatore: Andrea Cortellessa In collaborazione con Oilproject
Francesco Petrarca può essere considerato precursore e iniziatore dell'Umanesimo, movimento culturale nato a partire dal '300 e che si evolverà, in seguito, nella corrente del Rinascimento. I tratti caratteristici degli umanisti sono la ricerca di manoscritti negli antichi monasteri affiancata da un lavoro di correzione, diffusione ed edizione stampata degli autori antichi che inaugura il metodo filologico moderno. I poli culturali di tali ricerche e studi sulla classicità sono Firenze e Padova: in entrambe le città Petrarca fu la figura di riferimento. Il poeta mostra tutta la propria componente umanistica con il bilinguismo utilizzato nelle sue opere: a differenza di Dante, che alternava, sullo stesso piano, latino e volgare, Petrarca considera il latino lingua poetica per eccellenza, mentre il volgare avrebbe dovuto riguardare scritture private e di ristretta circolazione. Con il poema epico in latino "Africa", dedicato a Scipione l'Africano, Petrarca si presenta come erede di Virgilio, mentre cerca una continuità di stile ricalcando il modello di Cicerone e Seneca per le lettere, esempio di scrittura morale. Nell'opera "Secretum", invece, il poeta si confronta con Sant'Agostino: si tratta di un dialogo tra Petrarca, il Santo e la personificazione della Verità. Il riferimento ad Agostino più diretto si trova, però, in una tarda lettera del poeta in cui si interroga sulla scelta di farsi monaco intrapresa dal fratello Gherardo. Nel momento di più alta tensione, Petrarca scrive di aver aperto le Confessioni agostiniane.

Francesco Petrarca può essere considerato precursore e iniziatore dell'Umanesimo, movimento culturale nato a partire dal '300 e che si evolverà, in seguito, nella corrente del Rinascimento. I tratti caratteristici degli umanisti sono la ricerca di manoscritti negli antichi monasteri affiancata da un lavoro di correzione, diffusione ed edizione stampata degli autori antichi che inaugura il metodo filologico moderno. I poli culturali di tali ricerche e studi sulla classicità sono Firenze e Padova: in entrambe le città Petrarca fu la figura di riferimento. Il poeta mostra tutta la propria componente umanistica con il bilinguismo utilizzato nelle sue opere: a differenza di
Dante, che alternava, sullo stesso piano, latino e volgare, Petrarca considera il latino lingua poetica per eccellenza, mentre il volgare avrebbe dovuto riguardare scritture private e di ristretta circolazione. Con il poema epico in latino "Africa", dedicato a Scipione l'Africano, Petrarca si presenta come erede di Virgilio, mentre cerca una continuità di stile ricalcando il modello di Cicerone e Seneca per le lettere, esempio di scrittura morale. Nell'opera "Secretum", invece, il poeta si confronta con Sant'Agostino: si tratta di un dialogo tra Petrarca, il Santo e la personificazione della Verità. Il riferimento ad Agostino più diretto si trova, però, in una tarda lettera del poeta in cui si interroga sulla scelta di farsi monaco intrapresa dal fratello Gherardo. Nel momento di più alta tensione, Petrarca scrive di aver aperto le Confessioni agostiniane.
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