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"A Silvia" di Giacomo Leopardi: Andrea Cortellessa legge e commenta il testo

Voto

durata 13:14

Materia: italiano Relatore: Andrea Cortellessa In collaborazione con Oilproject
Nel 1828 Leopardi ritorna alla poesia inaugurando il ciclo dei suoi componimenti più famosi. L'episodio cui si associa il personaggio di Silvia risale a dieci anni prima della stesura dell'omonima poesia. La donna cui l'autore fa riferimento è Teresa, figlia del cocchiere della famiglia Leopardi e morta all'età di ventun anni, che il giovane poeta amava ascoltar cantare. La figura si trasforma nell'emblema del destino di morte e dissoluzione che attanaglia l'intero genere umano: la poesia è un'interrogazione sul senso della speranza e della felicità terrena ingannevole e illusoria. Il personaggio emblematico di Silvia diviene, così, perfetto specchio del poeta: Leopardi vede la propria vita come una composizione continua di attività che non si riescono a filare in una stessa maglia e considera quella a Recanati una "morte in vita". Il canto è anche una rapsodia funebre sulla fine di un modo poetico: "A Silvia" è infatti il primo esempio della "canzone libera" in cui i versi della tradizione petrarchesca e retorica non sono piu chiusi in una struttura ma alternati liberamente. La stessa libertà, negata all'individuo nella sua vita biologica, viene vissuta dal poeta nel laboratorio di scrittura, grazie al quale vive l'esperienza della dissoluzione dei legami (formali, metrici) verso un mondo nuovo ed aperto.

Nel 1828 Leopardi ritorna alla poesia inaugurando il ciclo dei suoi componimenti più famosi. L'episodio cui si associa il personaggio di Silvia risale a dieci anni prima della stesura dell'omonima poesia. La donna cui l'autore fa riferimento è Teresa, figlia del cocchiere della famiglia Leopardi e morta all'età di ventun anni, che il giovane poeta amava ascoltar cantare. La figura si trasforma nell'emblema del destino di morte e dissoluzione che attanaglia l'intero genere umano: la poesia è un'interrogazione sul senso della speranza e della felicità terrena ingannevole e illusoria. Il personaggio emblematico di Silvia diviene, così, perfetto specchio del
poeta: Leopardi vede la propria vita come una composizione continua di attività che non si riescono a filare in una stessa maglia e considera quella a Recanati una "morte in vita". Il canto è anche una rapsodia funebre sulla fine di un modo poetico: "A Silvia" è infatti il primo esempio della "canzone libera" in cui i versi della tradizione petrarchesca e retorica non sono piu chiusi in una struttura ma alternati liberamente. La stessa libertà, negata all'individuo nella sua vita biologica, viene vissuta dal poeta nel laboratorio di scrittura, grazie al quale vive l'esperienza della dissoluzione dei legami (formali, metrici) verso un mondo nuovo ed aperto.
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