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Weekend in Corsica

Un weekend lungo in Corsica:rocce, distese sabbiose, montagne, neve, cibo e vino

a cura di Verena Gioia

redatto venerdì 31.08.2007
La Corsica è una passione fatta di rocce, distese sabbiose, montagne, neve, cibo e vino.
E' un posto ruvido, con una bellezza antica, povera. L'incanto dell'isola si unisce con la durezza della vita in montagna.
Per secoli le popolazioni si sono rifugiate in piccoli paesi collocati tra gole e monti per fuggire alla malaria e ai pirati.

Ora del binomio mare/monti resta l'apetto più piacevole: la possibilità di fare il bagno in mare guardando le cime innevate.
Oppure di fare una gita in montagna fra laghetti ghiacciati e vedere tra i monti uno spicchio di mare azzurro.
A raccontarlo sembra banale, a viverlo toglie il respiro.

Passando ad informazioni più utili e meno poetiche: le mie conoscenze si limitano ad un pezzo di costa orientale vista in un weekend prolungato, quindi solo un assaggio per un viaggio vero, lungo e pigro.

Per arrivare sull'isola nel modo più economico possibile bisogna partire da Livorno (ci sono traghetti anche da Savona e Genova): ci sono tre o quattro traghetti al giorno.
Se partite con l'automobile vi conviene prenotare con largo anticipo, almeno in alta stagione. Invece se siete a piedi, troverete sempre posto.
Unica scomodità: coordinare il treno con il traghetto. Considerate che la stazione centrale dista circa 1/2 ora dal porto.
Davanti alla stazione bisogna prendere o l'autobus 7 che porta direttamente alla zona traghetti oppure l'1 e cambiare a Piazza Grande per prendere il bus elettrico.

Un'ora prima dell'arrivo accaparratevi un posto in poppa, godetevi vento e sole e aspettate di veder emergere Bastia dalle onde.
Prima di partire qualcuno mi aveva detto che è la fotografia dell'anima. Giudicate voi, è straodinariamente emozionanante vedere questa piccola città attaccata alla montagna, che sta lì da secoli aspettando coloro che vengono dal mare.

Bastia merita un soggiorno prolungato. Io le ho dedicato poco tempo: il vecchio porto, i cafè, le chiese (con l'esterno tutto sciupato dal sole e dalla salsedine, e con l'interno ricco di legni intarsiati, statue d'argento e lampadari di cristallo che brillano nel buio), un incrocio fra cultura e pigrizia
. Merita un soggiorno più lungo.

Scendendo con l'automobile verso sud, si riesce ad acchiappare qualche impressione sulla Corsica e sulla sua voglia di indipendenza.
Le insegne stradali sotto tutte modificate: cancellata la scritta francese, resta solo quella corsa che assomiglia tantissimo all'italiano, un incrocio fra genovese e sardo. Almeno a me sembra così. Per 80 km si corre ad una velocità spopositata (tutti guidano stile rally), il paesaggio resta lo stesso: a sinistra il mare, a destra un po' di pianura con frutteti e le montagne scoscese e ripide. Colori abbaglianti: giallo, verde, azzurro.

Nessuna sfumatura solo colori netti, purissimi. Arrivati al mare arriva la rivelazione. Pur non avendo la fama di spaiggia bellissima, la costa di Ghisonaccio è divina. Davanti si ha il mare, alle spalle lagune, pinete e montagne.
Si può camminare per ore, in mezzo ad una solitudine preziosissima
. Ogni tanto si vede la casa di qualche fortunato che vivi in riva al mare, per chilometri si cammina in compagnia dei gabbiani. E la sera quando stracotti dal sole si ha voglia di civiltà e gente altrettanto bruciacchiata dal sole, è comodo rintanarsi in qualche ristorante a basso prezzo. Si mangiano cozze in quantità industriali, carne d'agnello, salsicce e formaggi: il tutto annaffiato da vino rosè freddissimo e alcolico. L'incrocio monti e mare risulta sempre più gradevole. Stufi del mare con mezz'ora di macchina si arriva in montagna, ai primi laghetti freddissimi, circondati da abeti.
Da un momento all'altro ti aspetti che dal bosco esca Heidi con la sua capretta! Ovviamente una di queste gite si conclude degnamente davanti alla birra corsa dai nomi di donna: Petra, Serena... con il lororetrogusto di castagne. Le castagne sono il prodotto nazionale: con garbo si trovano ovunque.

Pochissimi giorni per conoscere solo qualche aspetto di un'isola che, a dispetto della sua apparente povertà, nasconde una bellezza inquietante.
La Corsica è davvero una passione feroce che ti lascia la malinconia dei viaggi che cambiano il viaggiatore e la voglia di venirne adottato.
La musica perfetta per accompagnare il viaggio, a parte i canti popolari del luogo sono a mio avviso i Madredeus, malinconia, bellezza, uniti insieme.

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