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Piccola introduzione per matricole veneziane

Venezia è una di quelle città che o si amano o si odiano. Non esistono mezze misure. Di conseguenza si hanno due possibili approcci: completo ed incondizionato sacrificio o totale rifiuto

di Serena Zampolli 1 dicembre 2005

a cura di Serena Zampolli


Perché Venezia, diciamocelo, è scomoda: lunghe camminate per raggiungere qualsivoglia luogo, affollamento di turisti ad ogni angolo, prezzi esorbitanti per gli affitti, case fatiscenti e la famigerata acqua alta. Ma Venezia non è solo questo. Se siete (come me) del primo tipo, le prime cose che vi vengono in mente sono i canali, l'atmosfera antica ed affascinante, il piacere di camminare in un oasi lagunare priva di traffico (se si escludono le gondole). Perché è impossibile non innamorarsi di Venezia. Colpisce fin dal primo sguardo, arrivando in treno o in macchina dal ponte della Libertà e scorgendola all'orizzonte, raggomitolata nell'acqua e con decine di campanili che svettano fieri nell'aria. Venezia è magica.

Lo studente veneziano tipo, perciò, deve innanzitutto saper amare la città. E' fondamentale. Solo l'affetto incondizionato per essa gli da la forza di 'scarpinare' per le calli nel tentativo di coprire distanze inaudite in un quarto d'ora di tempo. Un quarto d'ora è il lasso di tempo che gli studenti Ca' Foscari hanno per spostarsi fra le varie sedi e se state pensando 'oh beh speriamo di avere tutte le lezioni nello stesso posto' sappiate che è un evento più unico che raro. Le aule sono innumerevoli, spesso non raggruppate e sparse un po' dovunque. Preparatevi perciò a camminare. Ma non spaventatevi. Il tragitto a piedi è un'ottima occasione per arieggiare un po' il cervello, sgranchirsi le gambe e magari sulla strada potete fermarvi a prendere un caffè in uno dei tanti bar disseminati per tutta la zona universitaria di Dorsoduro, oppure ammirare l'ultima installazione della Biennale in campo Santa Margherita o dare un'occhiata alle vetrine dei tanti negozietti che, nel buio delle calli, a volte nascondono veri tesori.

Comunque sia, l'Università sta lavorando per creare quattro grandi poli intorno cui raggruppare tutte le sedi di lezione delle quattro facoltà: Economia a San Giobbe, l'ex macello a Cannaregio; Lingue e Letterature Straniere alle Zattere; Lettere e Filosofia a Dorsoduro ; Scienze Matematiche, fisiche e naturali a Santa Marta. Se e quando questo progetto verrà ultimato le cose saranno molto più facili e gli spostamenti più agevoli. Per ora bisogna adattarsi, ma bisogna ammettere che, anche se più che passeggiate sembrano maratone di corsa, le camminate per Venezia sono sempre piacevoli esperienze.

Un elemento negativo, spesso traumatizzante per i nuovi studenti, è la difficoltà ad orientarsi nel dedalo di calli e campi che formano il reticolato della città. Capita anche ai veterani di perdersi, figuriamoci alle povere e sperdute matricole. A tutto, però c'è rimedio.
Quando vi andate ad immatricolare al Giustinian, cercate in sala d'aspetto o in portineria le mappe che la Pastorale Universitaria stampa e distribuisce gratuitamente. Sono abbastanza dettagliate e soprattutto corredate da indicazioni precise sull'ubicazione delle varie sedi e dei vari palazzi. Se non la trovate, cercate una cartina pieghevole color rosso bordò che viene fornita dall'università e, anche questa, distribuita gratuitamente. Non dovrebbe essere difficile da reperire. E' probabile che ve la diano col materiale di immatricolazione o comunque riuscirete a scovarla al Giustinian. Altrimenti compratene una al primo baracchino. L'importante è avere una cartina, date retta a chi c'è già passato. Non è bello ritrovarsi in una calle minuscola e senza sbocco e non avere la minima idea di dove si è. Una cartina è la vostra migliore alleata dei primi giorni. Poi, col passare del tempo e col consumarsi delle scarpe, vi orienterete sempre meglio e alla fine calli e scorciatoie non avranno più segreti per voi. Basta perseverare.

E se avete un po' di tempo, concedetevi di fare un po' i turisti. Come studenti universitari godete anche di sostanziosi sconti. Inoltre, le zone universitarie sono relativamente tranquille in quanto il turista vi capita solo quando si perde e in quel caso potrete mettere alla prova il vostro inglese con complesse spiegazioni stradali.

Per il momento è tutto. Ritornate su queste pagine per altri consigli utili da una 'vecia de Venessia'.

Steme ben bei!

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