Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro: trama e analisi

Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro: trama e analisi A cura di Daniel Raffini.

Va' dove ti porta il cuore: riassunto, analisi e frasi più belle - tra cui quella finale - del celebre romanzo di Susanna Tamaro

1Va' dove ti porta il cuore: nozioni introduttive

Copertina del libro "Va' dove ti porta il cuore"
Copertina del libro "Va' dove ti porta il cuore" — Fonte: ansa

Va’ dove ti porta il cuore è uno dei romanzi di più grande successo degli anni Novanta. È una storia sulla vita e sulla morte, su una donna che avvicinandosi alla fine della sua vita decide di aprire il suo cuore alla giovane nipote, che invece nella vita sta entrando, confessando verità anche scomode, nascoste per la sua intera esistenza. Lo scopo è quello di lasciare alla ragazza un insegnamento, quello espresso nel titolo del romanzo, di farsi guidare dal proprio cuore senza aver paura della strada che questo ci porterà a percorrere, a non lasciarsi trascinare dagli eventi.

2L'autrice di Va' dove ti porta il cuore: Susanna Tamaro

  • 1957. Nasce a Trieste.
  • 1976. Si trasferisce a Roma dove si diploma in regia cinematografica.
  • 1989. Esordisce con il romanzo La testa fra le nuvole.
  • 1991. Pubblica la raccolta di racconti Per voce sola.
  • 1992. Pubblica il libro per bambini Cuore di ciccia.
  • 1994. Esce Va’ dove ti porta il cuore, il suo libro di maggior successo.
  • 1997. Pubblica Anima mundi.
  • Anni 2000. Pubblica un gran numero di romanzi, l’ultimo è Un cuore pensante (2015)

3Genesi e storia editoriale

Va’ dove ti porta il cuore viene pubblicato per la prima volta nel 1994 dalla casa editrice Baldini e Castoldi e diventa subito un best-seller, con due milioni e mezzo di copie vendute solo nel primo anno e circa quindici milioni fino ad oggi in tutto il mondo. Nel 1995, sull’onda del grande successo del libro, Cristina Comencini ne fece un film dallo stesso titolo.

4La trama di Va' dove ti porta il cuore

Olga, un’anziana signora della borghesia triestina, dopo un malore decide di scrivere una lunga lettera alla nipote Marta, che da poco è partita per l’America. Il medico ha fatto capire alla donna che non le rimane molto da vivere e che sarebbe meglio che lei si trasferisse in una casa di cura, ma Olga gli risponde: «Preferisco cadere a faccia in giù tra le zucchine del mio orto che vivere un anno ancora inchiodata a un letto, in una stanza dalle pareti bianche». Olga decide comunque di non avvertire Marta per non rovinare il suo soggiorno, ma le scrive questa lunga lettera. 

Il racconto inizia dalla rievocazione del rapporto con Marta, che inizialmente era stato affettuoso per poi rovinarsi con l’arrivo dell’adolescenza della ragazza. Racconta di come Olga le abbia letto da bambina Il piccolo principe e Marta abbia voluto una rosa tutta per sé e un cane, Buck. Riguardando quella rosa e con la compagnia di quel cane ormai grande, ora Olga rievoca le fasi della sua vita e decide di raccontare a Marta ogni suo segreto, di aprirle il suo cuore come ultimo gesto prima di andarsene, sia per la ragazza che per sé stessa.  

Copertina di "Va' dove ti porta il cuore"
Copertina di "Va' dove ti porta il cuore" — Fonte: ansa

Dal rapporto con Marta si passa a quello decisamente conflittuale con Ilaria, figlia di Olga e madre di Marta, morta quando la bambina era ancora piccola. Ilaria ha avuto Marta da un’avventura con un uomo che non vedrà mai più, cade nella truffa di un finto medico che dovrebbe curare la sua depressione, perde la casa che i genitori le regalano e continua a chiedere soldi alla madre. Olga si dimostra rigida nei confronti della figlia, anche se alla fine cede a tutte le richieste di lei. Per giustificare tale rigidità e questo modo di essere Olga inizia a raccontare a Marta la sua vita fin dall’infanzia

Olga è nata da una famiglia benestante ma alquanto chiusa di vedute, che soffoca ogni desiderio della bambina, ad esempio quello di diventare un’entomologa. La donna identifica il momento della fine della sua infanzia con quello in cui le dissero che il suo amato cane se ne era andato, perché stanco dei suoi dispetti, mentre invece era morto. Fin da piccola Olga è avviata sulla strada di un buon matrimonio borghese. Verso i venti anni il padre le presenta Augusto, più grande di lei e già vedovo. I due si sposano e vanno a vivere insieme. All’inizio il rapporto sembra andare bene, ma con il passare del tempo Augusto si dimostra sempre più monotono e distante e Olga inizia a soffrire di depressione.   

Foto di Susanna Tamaro
Foto di Susanna Tamaro — Fonte: ansa

Per curare i suoi mali decide di fare un soggiorno alle terme di Porretta, in provincia di Bologna. Qui incontra Ernesto, un giovane e affascinante medico, con il quale vive la sua unica vera storia d’amore e concepisce Ilaria. Con Ernesto, Olga si sente per la prima volta viva e infatti scrive: «Sai come si comportano le piante quando non le annaffi per qualche giorno? Le foglie diventano molli, invece di levarsi verso la luce cascano in basso come le orecchie di un coniglio depresso. Ecco, la mia vita negli anni precedenti era stata proprio simile a quella di una pianta senz’acqua».

Il primo segreto di Olga, mai confessato è che Augusto non è il vero padre di Ilaria. C’è da dire che lo stesso Augusto aveva presentito questo tradimento, senza mai farne parola, se non quando in punto di morte guardando le mani di Ilaria dirà: «Così non ce l’ha nessun altro in famiglia». 

Finito il soggiorno a Porretta, i due amanti devono dividersi e Olga torna a Trieste, ma riusciranno a continuare a vedersi per un certo periodo, anche dopo la nascita della bambina, sempre di nascosto. Olga ama profondamente la bambina, che le dà una nuova ragione di vita. Ma quando Ilaria ha quattro anni, Ernesto muore in un incidente stradale. Olga lo scoprirà solo mesi dopo. La donna cade allora in un profondo sconforto e in questo momento inizia il progressivo distacco dalla figlia, che, nonostante i successivi tentativi di riavvicinamento da parte di Olga, si trasformerà in aperto conflitto nel corso degli anni, tanto che ormai grande Ilaria rinfaccia alla madre di non essere mai riuscita a volerle bene. 

Foto di Susanna Tamaro
Foto di Susanna Tamaro — Fonte: ansa

Un giorno Ilaria va a fare visita alla madre con Marta ancora bambina, le chiede dei soldi, la madre rifiuta e scoppia un litigio. Ilaria provoca Olga, le chiede come fa ad essere sempre così integerrima, se la sua vita è stata sempre così perfetta come vuole far credere dall’esterno. Olga allora in un momento di rabbia rivela a Ilaria che Augusto non era il suo vero padre. Ilaria, sconvolta, scappa con Marta, sale in macchina e l’agitazione per la scoperta la porta ad avere un incidente stradale, nel quale muore. Marta invece si salva e andrà a vivere dalla nonna. Siamo così tornati all’inizio del racconto e abbiamo scoperto il secondo terribile segreto, che Olga confessa alla nipote: lei stessa è in parte colpevole della morte di Ilaria.

Le ultime pagine della lettera sono occupate dal racconto della visita nella soffitta della casa, dove Olga non entrava da anni e nella quale trova vecchi oggetti che aveva dimenticato. 

4.1La vita di Olga

  • Nasce da una famiglia borghese, nella quale le sue passioni vengono soffocate.
  • A vent’anni sposa Augusto, ma la monotonia del matrimonio la porta alla depressione.
  • Per curarsi, compie un viaggio alle terme di Porretta, dove conosce Ernesto, che diventerà suo amante e padre di sua figlia Ilaria.
  • La morte di Ernesto determina una nuova crisi, che allontana Olga dalla piccola Ilaria.
  • Olga si riprende e cerca di recuperare il rapporto con Ilaria, che ormai risulta irrecuperabile.
  • Ilaria va via di casa e nasce Marta.
  • Morte di Augusto, che in punto di morte fa capire che sa che Ilaria non è sua figlia.
  • Morte di Ilaria, dopo che ha saputo che Augusto non era suo padre.
  • Marta va a vivere con Olga.
  • Marta parte per l’America, Olga le scrive una lettera.

Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.

Susanna Tamaro, Va' dove ti porta il cuore

5Struttura del romanzo

Il romanzo Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro riassume in sé, nei suoi temi e nella sua struttura, diversi tipi di scrittura. Vediamo quali sono:  

  • Lettera. Si tratta di uno scritto rivolto direttamente alla nipote Marta, momentaneamente assente, anche se non destinato ad essere spedito ma ad essere letto dalla ragazza al suo ritorno o comunque quando la nonna sarà morta.
  • Autobiografia. Olga ripercorre infatti, in Va' dove ti porta il cuore, le tappe della sua vita, raccontando al lettore e alla nipote Marta le fasi principali e riflettendo sulle circostanze che hanno formato il suo carattere, sulle motivazioni di determinate scelte.
  • Confessione. Olga apre per la prima volta il suo cuore a qualcuno e per la prima volta confessa alcuni episodi della sua vita che non ha mai avuto il coraggio di raccontare prima.
  • Diario. Va' dove ti porta il cuore è diviso in vari capitoli, ognuno dei quali è segnato da una data, facendone una narrazione di tipo diaristico.
  • Testamento. Si tratta di una narrazione compiuta quasi in punto di morte, la cui motivazione è quella di lasciare qualcosa, non un bene materiale ma un insegnamento. Scrive Olga a Marta, in una delle frasi più belle di Va' dove ti porta il cuore: «Questa lettera avrei dovuto scriverla a tua madre, invece l’ho scritta a te. Se non l’avessi scritta per niente allora sì che la mia vita sarebbe stata davvero un fallimento. Fare errori è naturale, andarsene senza averli compresi vanifica il senso di una vita».

Questa struttura, così come la commovente tematica, ci rimanda a un'altra grande lettera-confessione della recente letteratura italiana: Lettera a un bambino mai nato (1975) di Oriana Fallaci. Mentre la Tamaro in Va' dove ti porta il cuore ci racconta la confessione di un’anziana donna alla nipote, Fallaci scriveva a un ipotetico figlio mai nato circa il mondo in cui avrebbe vissuto se fosse nato. La prospettiva è invertita, ma il senso e la struttura sono simili.   

6Lingua e stile

La forma di lettera-confessione di cui abbiamo parlato determina la presenza di un narratore in prima persona. Olga ci racconta i fatti dal proprio punto di vista. Questo è fondamentale perché è proprio attraverso l’adozione del suo punto di vista che molti fatti ed episodi della vita di Olga, Ilaria e Marta acquisiscono un senso.
Per quanto riguarda la lingua e lo stile di Va' dove ti porta il cuore, l’autrice usa i dialoghi nei momenti maggiormente narrativi, affidando il discorso diretto ai personaggi della sua vita; tuttavia la maggior parte della narrazione avviene attraverso l’uso del monologo interiore e del linguaggio dell’io, che dà voce ai pensieri e alle riflessioni di Olga.