tratta di un calcare tenero biancastro o giallognolo, facilmente lavorabile, che nell’aria indurisce e assume col passare del tempo un caldo colore dorato.
Se andate a sinistra, in via Libertini, vi imbattete nelle chiese di Sant’Anna e Santa Teresa ed infine nella bellissima chiesa di San Giovanni Battista o del Rosario (1691-1728), altro gioiello della decorazione barocca ed infine Porta Rudiae costruita nel 1703, sormontata dalle statue di Sant’Oronzo, San Domenico e Santa Irene.
Tornando in Piazza Duomo e proseguendo per Corso Vittorio Emanuele, ci imbattiamo nella chiesa di Santa Irene (santa patrona della città fino all’avvento di Sant’Oronzo) costruita con l’annesso monastero dei Teatini tra il 1591 ed il 1639. Il corso sfocia in Piazza Sant’Oronzo. Sulla sinistra Palazzo Carafa, sede del Comune, sulla destra proseguendo su via Augusto Imperatore troviamo prima la chiesa di Santa Chiara edificata da Giuseppe Cino nel 1687 e da poco tempo svestita dalle impalcature che l’hanno avvolta per lunghi anni, poi proseguendo in via dei Perroni la chiesa di San Matteo (1700) esempio di barocco più semplice e scarno, con l’alternarsi di linee concave e convesse della facciata. Proseguendo troviamo la terza ed ultima porta ancora in piedi. Porta San Biagio. La più giovane delle tre costruita nel corso del XVIII secolo.
Dall'Anfiteatro al palazzo di Carlo V
Abbiamo parlato nel corso dell’excursus storico della Lecce Romana, riemersa dopo secoli di oblio. L’Anfiteatro, in Piazza Sant’Oronzo, fu eretto secondo alcuni studiosi nella prima metà del secondo secolo dopo Cristo, nel periodo degli Antonini.
Misurava m. 102x83, con l’arena di m.53x34 con una capienza massima di circa 20 mila spettatori.
Il Teatro costruito grosso modo nello stesso periodo dell’anfiteatro, sorge alle spalle della chiesa di Santa Chiara, nascosto tra i vicoletti della città, da poco restaurato. Poteva ospitare circa sei-sette mila spettatori. Un fatto notevole se si pensa che il primo teatro stabile a Lecce (il Teatro Nuovo) fu costruito nel 1758 e poteva ospitare circa 300 spettatori.
Tornando in piazza Sant’Oronzo troviamo il Sedile, eretto nel 1592 e sede del Comune fino al 1851. E’ adibito oggi ad ambiente per mostre d’arte ed esposizioni. Ad esso è attigua l’ex chiesetta di San Marco eretta nel 1543 dai veneziani, con un magnifico portale, ravvivato da un evidente leone alato.
La colonna di S.Oronzo, eretta da Giuseppe Zimbalo, nel 1666 per un voto espresso dalla cittadinanza durante la peste nel 1656, è sormontata da una grande statua in rame del patrono.
Imboccando Via Templari (quella della Upimmi per intenderci) e proseguendo oltre via Matteotti, ad un certo punto ed all’improvviso appare sulla vostra destra la chiesa simbolo della città di Lecce: la basilica di Santa Croce. L’edificio iniziato nel 1549 dall’architetto e scultore leccese Gabriele Riccardi, fu completato nel 1689 da Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna. Misurata e sobria nella parte inferiore, la facciata è occupata, nella parte superiore da un tale fasto di decorazione che non puoi fissare lo sguardo senza sentirti smarrito. Adiacente alla basilica sorge il palazzo della Provincia, ex convento dei celestini costruito dallo stesso Zimbalo tra il 1659 e 1695. Di fronte troviamo Palazzo Adorno (1572) ora sede di alcuni assessorati provinciali.
Nelle vicinanze di Piazza Sant’Oronzo potrete visitare anche il Castello Carlo V costruito nel 1539-1548, dall’architetto Giangiacomo dell’Acaia.
L'ex monastero degli Olivetani
Consigliamo anche la visita dell’ex Monastero degli Olivetani, oggi sede universitaria, e della chiesa di San Niccolò e Cataldo, posti accanto al Cimitero comunale.
Il monastero fu eretto nel corso del 500, ma anche in questo caso furono molti i rifacimenti nel corso dei secoli.
Abbiamo tralasciato per problemi di spazio, sia numerose chiese e palazzi che ornano il nostro centro storico, sia alcuni reperti della periferia.
Lo scrivente, poco competente in materia d’arte si permette di essere ancora un po’ opprimente: non guardate Lecce, ma osservatela, ogni angolo, ogni vicolo può riservare una sorpresa, un portale, un balcone, una colonna, una finestra. Tutto sembra fatto per essere ammirato e per destare meraviglia.