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La Galleria Borghese

Un viaggio alla scoperta dei capolavori di uno dei Musei più belli presenti nella Città Eterna

di Simona Martelli 16 agosto 2007

La Galleria Borghese, situata in una delle più belle ville nobiliari romane e immersa nell'omonimo, famoso e immenso parco di Roma, rappresenta oggi uno dei fiori all'occhiello del patrimonio museale della capitale. Non smisurato come il Louvre né conosciuto come il National Museum di Londra, si presenta nel silenzio dei tanti giardini all'italiana che lo circondano, come un prezioso forziere del quale vi invitiamo a scoprirne i tesori.

Da pochi anni restaurata nei minimi dettagli, la galleria, una volta dimora della famiglia dei Borghese il cui stemma del drago è visibile in più ambienti, oltre a raccogliere nella vasta pinacoteca moltissime opere delle diverse scuole pittoriche italiane e alcune tra le più belle sculture del Canova e del Bernini, è di per sé un' opera d'arte contenitore di tante altre.

Soffermatevi ad esempio sulla ricchezza dei soffitti con gli affreschi dai colori vivaci ritornati al loro antico splendore dopo il restauro: non a caso Carlo Giulio Argan nella "Storia dell'arte italiana" afferma che i soffitti di Villa Borghese sono una specie di antologia della pittura di fine settecento praticata a Roma da artisti italiani e stranieri.
Vi stupirà il livello raggiunto dalll'effetto "trompe l'oeil", tecnica pittorica che sfruttando al massimo prospettiva e volumi, ci illude otticamente che sul piano pittorico bidimensionale si aprano ulteriori spazi, tanto che personaggi e paesaggi rigorosamente a dimensioni reali, appaiono tutti convincenti nella loro falsa tridimensionalità: i putti si affacciano dalle cornici dei soffitti dando l'illusione di essere veri e sembrano spiarci furbescamente per tutto il nostro percorso.

La storia

Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633)
, figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce.

L'attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell'oro. Non particolarmente interessato all'arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica.

Ma l'ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche: evidente quindi nel percorso l'assenza di opere dell'età medievale e interessante la comparazione che voi stessi potrete fare tra le sculture "moderne" del Bernini e quelle appartenenti al II e III secolo dopo cristo. Di notevole pregio sono i quattro pannelli pavimentali a mosaico siti al pian terreno, ritrovati nell'ottocento sulla via consolare Casilina a Roma raffiguranti importanti gladiatori del tempo.

Le sculture

Attraversando le otto sale che prendono il nome dalle opere presenti, potrete riconoscere i capolavori scultorei dei grandi maestri Canova e Bernini. Abili restauratori hanno riportato le vesti di Paolina Borghese distesa su un triclinio, al loro originario candore: la statua in marmo bianco raffigura la donna in un atteggiamento rilassato, audace per l'epoca (basti pensare ai piedi nudi, scoperti agli occhi di chi l'osserva) ma mantiene allo stesso tempo una compostezza di inattaccabile regalità.
La nobile Paolina ci appare un poco vezzosa in quell'atteggiamento da indossatrice di altri tempi nei quali le forme erano ricche ed esibite.

Pensata come "Venere vincitrice" dall'autore, quasi ci fa invidia per la bellezza che emana e per il comodo materasso su cui è adagiata: fate caso al delicato lenzuolo ricamato che lo ricopre (sembra vero) e ai realistici avvallamenti creati dal peso del corpo di Paolina.

Se la nobile Borghese vi ammalierà con il suo erotismo di primo ottocento la Proserpina rapita da Pluto vi stupirà tutti. Opera del Bernini, imponente nelle dimensioni e toccante per la sua drammaticità, si fruisce dal basso in alto facendoci sentire maggiormente impotenti di fronte al ratto operato dal forzuto Pluto e incapaci di salvare la fanciulla inerme.

La bella Proserpina aggredita dal dio degli inferi, non ha scampo: i due corpi coinvolti in questa lotta impari s'intrecciano vorticosamente aumentando così l'effetto "pathos"; incredibile il senso che la vittima sia fatta di carne , che sia viva, basta soffermarsi sulle abili mani di Pluto le cui dita affondano sicure nei morbidi fianchi della donna.

Altra atmosfera invece quella vissuta da Apollo e Dafne: la grande abilità del Bernini è tutta nei particolari dei rami e delle foglie che prendono verosimilmente vita dal corpo della giovane ninfa.

Questi personaggi di altri tempi sono circondati da altri preziosi capolavori pittorici come alcune famose tele di Michelangelo da Merisi (per gli amici Caravaggio) di cui però non intendiamo parlarvi per lasciare a voi la possibilità di scoprirne da soli il fascino che hanno e le emozioni che danno.

La pinacoteca della Galleria Borghese

Accedendo al primo piano del palazzo ci si inoltra invece nelle ampie stanze che raccolgono opere appartenenti tutte ad un vasto periodo che va dal XVI al XVIII secolo ovvero dal pieno rinascimento della pittura della scuola fiorentina, senese, lombarda e veneta al barocco romano, dal manierismo al romanticismo.

Tra queste opere dalle misure e dai colori più diversi, vi consigliamo di soffermarvi e di giocare confrontando le identiche pale dei fratelli Zuccari: il più giovane Taddeo copiò "ad arte" l'opera del fratello Federico ma lasciamo a voi la caccia alle poche e sfuggevoli differenze.

Concludiamo poi con l' invito a rendere omaggio al magico sorriso di una delle tante ninfe presenti nella bellissima tela del Domenichino datata 1617, nella quale, le tante presenze femminili adagiate sul prato, intente nell'arte della caccia di cui Diana sembra esserne la maestra, ci riportano ad un mondo matriarcale dove il femminile, madre natura in primis, godevano di un potere incontrastato. Tutte le donne sono estranee alla nostra presenza ma in primo piano, proprio nella nostra direzione ce ne è una che ci guarda: immersa nelle acque di un fiume ci invita alla festa con il suo sguardo di maliziosa lolita.

La "teen-ager immortale" ci lega ad un mondo irreale mai esistito, ci rende partecipi a quello che noi oggi definiremo "party": siamo sicuri che molte di voi utenti- fanciulle di Studenti.it si riconosceranno negli occhi e nel sorriso di questa giovinetta.

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