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Sarajevo, un lungo viaggio nella storia

Sarajevo è speciale. E' la sua storia che affascina: moschee, sinagoghe, chiese cattoliche e ortodosse a poche centinaia di metri l'una dall'altra. Una convivenza lunga secoli, che ha resisitito fino alla barbarie della guerra. Oggi la città è rinata e sempre più turisti la visitano anno dopo anno

di andrea maggiolo 5 maggio 2009
Se siete alla ricerca di una meta tutt'altro che banale per un nuovo viaggio, ma relativamente vicina all'Italia, Sarajevo è quel che fa per voi.

Dopo la guerra degli anni novanta, e i tre anni di assedio e di morte che portarono la città sotto gli occhi disattenti del mondo, Sarajevo è lentamente rinata, fino a diventare una meta di nuovo visitata dai turisti di tutta Europa.

Perchè Sarajevo è speciale. E' la sua storia che affascina: moschee, sinagoghe, chiese cattoliche e ortodosse a poche centinaia di metri l'una dall'altra. Una convivenza lunga secoli, che ha resisitito fino alla barbarie della guerra.

E' difficile guardare Sarajevo e non pensare alla guerra. Sono ancora tanti i muri che portano il segno dei fori di proiettili, la guerra è storia di soli quindici anni fa.

Il vecchio quartiere di Bascarsija è molto bello. Recentemente restaurato, con i piccoli negozi e i bar caratteristici dove fermarsi a mangiare un boccone, è sempre vivace e pieno di giovani. Non è insolito imbattersi nella bottega di un artigiano intento a forgiare oggetti in rame e ottone.

L'ostello della gioventù, proprio in una delle vie centrali, offre una sistemazione comoda ed economica. Ferhadija è invece la via più elegante della città, con il suo stile tipicamente mitteleuropeo e i caffè alla moda.

Sarajevo è da sempre al centro di alcuni eventi che hanno cambiato la storia; infatti proprio l'assassinio in questa città dell'arciduca Francesco Ferdinando, il 28 giugno 1914, diede inizio alla Prima Guerra Mondiale. Nel 1984 la città ospitò poi le Olimpiadi invernali, tornando a richiamare l'attenzione del mondo intero.

Una passeggiata sul rinnovato lungofiume (proprio lì avvenne l'omicidio che fece scoppiare il conflitto del 1914-18) permette di osservare le sconfinate e verdi colline che circondano la città. Le cupole, i minareti e i campanili di Sarajevo e il fiume Miliačka che taglia letteralmente in due la città affascinano ogni anno un maggior numero di turisti.

Nei dintorni di Sarajevo, vale la pena visitare Mostar. Ci si arriva spendendo pochi euro in treno o in autobus. Il tragitto in treno tra le montagne lungo il corso del fiume Neretva è uno dei più affascinanti viaggi su strada ferrata in tutta Europa. A Mostar c'è il Ponte Vecchio (Stari Most) distrutto nel 1993 e divenuto simbolo della guerra dei Balcani, e ora completamente ricostruito.

La Bosnia non è certo una delle mete più scontate e comode per una vacanza, ma un viaggio a Sarajevo è un'esperienza indimenticabile.

Link utili
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Ostelli a Sarajevo
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