Possono sei mesi cambiarti la vita? Prima del 2000
pensavo sinceramente di no, ma guardando indietro ora la mia risposta
è senz'altro affermativa. Merito di Alicante e di
quella straordinaria esperienza che è l'Erasmus,
programma che a Benevento sono stato tra i primi ad affrontare e che in
poco tempo ha letteralmente trasformato la vita di quello che
era, allora, un ragazzino di 22 anni.
Estate 9 mesi l'anno
Alicante è un'importante città balneare della
Spagna, una delle più dinamiche del paese. Come
città in sé non è un
granchè, ma sicuramente è a misura di studente.
Qui gli studenti erasmus possono considerarsi cittadini onorari e la
città sembra fatta apposta per loro, con mare,
sole e temperature miti a fare da contorno ad una vita notturna
animatissima.
Casa,
facile cambiarle
Ho affrontato quest'esperienza insieme al mio amico Giulio, il quale
aveva già dei contatti ad Alicante. Tuttavia fu
l'Università locale ed il suo funzionalissimo ufficio
erasmus a fornirci un primo alloggio temporaneo.
Proprio il reperimento dell'alloggio è stato uno dei
problemi principali, risolto dopo ben 3 appartamenti cambiati, con un
attico in centro che sembrava fatto apposta per ospitare feste erasmus.
Nel mezzo un appartamento per 9 con un solo bagno in cui noi, ragazzi
alla prima esperienza lontano da casa, ci siamo ritrovati catapultati
come pesci fuor d'acqua.
Lingua: la vera scuola è sul campo
Non parlavo un'H di Spagnolo ed a migliorarlo non ha di certo
contribuito il corso di appena 20 ore organizzato
dall'Università di Benevento. Una volta in Spagna ho capito
che se non hai l'esigenza di parlare una lingua, difficilmente si
affronta la sfida al massimo. Le difficoltà
linguistiche però in poco tempo diventarono un semplice
ricordo. Allo stesso tempo, senza neanche accorgermene, mi
ritrovai a parlare o quanto meno abbozzare altre 4-5 lingue. Infatti
con gli altri studenti erasmus si viveva sempre in comunità,
formando un vero e proprio melting pot, con italiani, tedeschi,
inglesi, francesi, olandesi, svedesi etc etc sempre insieme, con
differenze culturali praticamente ridotte a zero. Nel corso di questi
sei mesi ho visto di tutto, aprendo i miei orizzonti. Sono diventato
un'altra persona, riuscendo a conoscere luoghi, lingue persone, modi di
essere completamente diversi da quello che ero, abbattere pregiudizi e
aprirmi al mondo.
Ecco perchè un corso di lingua non è nulla a
confronto a quanto ho imparato vivendo quest'esperienza.
Università:
sorprese su sorprese
Sono rimasto sorpreso dall'università: organizzatissima e
soprattutto orientata agli studenti. Se un professore ritardava per
più di 15 minuti, i ragazzi si alzavano in blocco e andavano
via chiedendo spiegazioni alla facoltà. La metodologia di
insegnamento è basata fondamentalmente sul principio della
trasversalità, presupponendo che il sapere non si trasmette
attraverso uno schema gerarchico, ma è un mutuo scambio tra
docente e alunno. Era un piacere entrare in classe.
Di professori "Baroni" non ne ho incontrati, tutte persone alla mano,
uomini o donne di quarant'anni con una mentalità
progressista, aperti al confronto e capaci di stimolare gli studenti
per sviluppare una coscienza ed un livello culturale importanti per chi
affronta un cammino come quello universitario. Praticamente, l'esatto
contrario della realtà italiana. Altra grande differenza
è legata sempre alla metodologia di studio, abbondano i casi
pratici e si sviluppano i programmi suddividendoli sempre in una parte
teorica e in una pratica. Sorprende il fatto che ogni
professore presentasse un'ampia bibliografia all'inizio del suo corso,
per dare un ventaglio di opzioni agli studenti e fornire una serie di
libri che trattavano in maniera completa tutti i temi assegnati nel
programma.
Oltre lo studio
L'Università però non era solo studio. Sono
infatti per me indimenticabili le giornate passate al campus, dove ci
fermavamo a mangiare paella e poi a prendere il sole nei grandi
giardini in mezzo ad enormi e frondose palme.
Questa concezione dell'università come luogo da vivere non
solo come luogo di studio era qualcosa di straordinario. Anche
perchè poi da lì ci si muoveva per andare in
spiaggia, alla Playa de Postiguet, dove si poteva stare già
dalla fine di febbraio. Molto gettonate era anche la spiaggia di San
Juan, a pochi chilometri dal centro della città.
Vita notturna
Era bello il modo di concepire la vita notturna. Si facevano enormi ed
interminabili botellones o si finiva fino alle quattro del mattino nel
barrio di Santa Cruz girando in tutti i locali dove ci sono tanti
sconti ed agevolazioni per gli studenti. La tappa fissa era al
Coscorrón per bere un freschissimo Mojito.
Più di una volta abbiamo cercato di avere la ricetta, ma i
proprietari non ne hanno mai voluto sapere nulla. Dopo essere stati al
Desafinado o all'Astronomo, ci riversavamo nelle discoteche del Porto
di Alicante per ballare come dei forsennati fino alle sei e mezza del
mattino. C'è chi continuava a bere fino al collasso, chi
andava a vedere l'alba in riva al mare. Insomma a ognuno il suo senza
mai creare problemi. ¡Todo con buen rollo!
Benevento e Alicante: prezzi a confronto
Benevento
Alicante
| 10/15 € | Cena completa | 15/20 € |
| 0,10 o 0,15 € | Un minuto al cellulare | |
| 0,80/1,50 € | Birra | 4,50 € |
| gratis | Serata in discoteca | 15 € |
| 180 € | Una stanza singola | 150/200 € |
| 150 € | Una stanza doppia | 150 € |
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