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Viaggio in India, 2° parte

La seconda parte del racconto di Chicca

di Chicca 28 giugno 2007

Il terzo giorno ci siamo trasferiti nel "paesino" di Jaipur. Dico "paesino" perchè ufficialmente ci sono "solo" 5 milioni di abitanti, confronto ai numeri "spaventosi" delle altre città; qui si può veramente capire come vivono le persone povere in India: Ci sono intere famiglie che vivono per strada, che vivono con le elemosina lasciate dai turisti, le donne non sono segragate in casa, possono uscire anche se, ad essere sinceri, non c'è molto da vedere!

Non esistono luoghi di divertimento collettivo come discoteche, pub... Ci sono pochi ristoranti ed i clienti sono in prevalenza turisti. A Jaipur c'è la "rappresentanza" di tutte le specie di animali che esistono sulla terra: ho visto mucche che giravano libere per strada (non dimentichiamo che in India la mucca è sacra), scontri di topi in mezzo alla strada, intere famiglie in sella a dei motorini simili alle nostre Vespe, tutti naturalmente con il "casco" che solitamente era un secchio di ferro arruginito! Insomma confusione, confusione e ancora confusione!

Quando sono scesa dal pullman per entrare in albergo mi sono detta: "Quando aprirò la porta di casa bacerò per terra": Molte volte (io prima di tutti) ci lamentiamo di ciò che non abbiamo e che vorremmo avere... Ritengo di essere una ragazza viziata, non lo nego nè a me stessa nè agli altri, se chiedo una cosa, anche per scherzo la ottengo, so che non è un bene ma tante volte dovremmo ricordare che non lontano da noi ci sono milioni di persone che ogni mattina si svegliano e non sanno se la sera si potranno ancora addormentare oppure se il loro sonno sarà eterno.

Quest'estate mi sono rimboccata le maniche e ho detto a mamma e a papà che volevo lavorare anche io, solo per un mese, quello di luglio quando i miei amici erano in Inghilterra a studiare. La mia proposta è stata accettata con molto piacere dai miei genitori: Ho mandato 50€ in India e gli altri soldi li ho spesi in vestiti.
Ho fatto una promessa a me stessa: Ci devo tornare, non ora, tra un po'di anni quando sarò un po'più grande e potrò capire seriamente il grave problema della povertà.
Noi occidentali possiamo fare molto per il popolo indiano ma non imporre la nostra cultura, i nostri usi e le nostre tradizioni: Ogni Paese ha la sua che è derivata da anni ed anni di storia antica.

Questo è il mio parere che può essere condiviso oppure no, vorrei avere anche la tua opinione al più presto.

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Tag: viaggio, india
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