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Guida al test sicuro: dall'Unione degli Universitari tutte le informazioni per difendersi e fare ricorso

Il sindacato studentesco Udu ha pubblicato un opuscolo che permette agli studenti di tutelarsi dalle eventuali irregolarità riscontrate durante la prova d'ammissione. Perché "ogni imbroglio non verbalizzato è come se non fosse mai avvenuto". La guida al test sicuro dell'Udu prende spunto dalle polemiche sul test di accesso a Medicina del 2007. Da anni l'Unione degli Universitari si è fatta promotrice di ricorsi collettivi

di andrea maggiolo 2 settembre 2010
Pronti, partenza, via. I test d'ammissione alle facoltà a numero chiuso sono iniziati oggi. Il sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari), ha pubblicato un opuscolo che permette agli studenti di tutelarsi dalle eventuali irregolarità riscontrate durante la prova d'ammissione.

Nella "guida al test sicuro"non mancano i consigli per fare ricorso in caso di esito negativo del test. Un vero e proprio vademecum, disponibile on line e distribuito anche davanti alle università. In questi giorni il dibattito intorno all'inadeguatezza della selezione dei test d'ingresso per alcuni corsi di laurea imposta dalla legge si è arroventato.

Guida al test sicuro
La "guida al test sicuro" dell'Udu prende spunto dalle polemiche sul test di accesso a Medicina del 2007. Già negli anni precedenti (test del 2004 e del 2005) c'erano stati casi di domande mal formulate, ma nel 2007, afferma l'UdU, è sucesso di tutto: "Dopo il test scoppia il caso: il quesito n° 71 ha due risposte esatte, il n°79 addirittura nessuna, e questo basta a farsi venire seri dubbi sulla regolarità del test, anche senza considerare altre domande di imprecisa formulazione".

All'indomani del test il Ministero aveva emesso un decreto per risolvere rapidamente la situazione: le graduatorie sarebbero state stilate ignorando i due quesiti incriminati. L'Udu fu molto critica: "E' un tentativo inaccettabile: non viene premiato chi a quelle domande sapeva rispondere e non viene garantita la parità nella competizione. Nel frattempo le anomalie nelle graduatorie degli anni precedenti avevano messo in allarme anche le forze dell'Ordine". Le intercettazioni e le indagini hanno poi messo in luce modalità irregolari presso alcuni Atenei italiani con testuduannullamento locale dei test.

Ricorsi collettivi
Da anni l'Unione degli Universitari si è fatta promotrice di ricorsi collettivi per gli studenti che vedono messe in dubbio le loro aspirazioni universitarie a causa del cattivo funzionamento del meccanismo Università. A settembre 2007 il decreto di annullamento del Ministero era un provvedimento insufficiente a ristabilire la giustizia del test, così l'UdU decide di procedere promuovendo un ricorso collettivo al TAR del Lazio.

L'Avv. Michele Bonetti curò la vicenda, raccogliendo la documentazione di ben 2000 studenti; ottenne una sentenza storica: il Tar affermò: "Il sistema italiano dei test a risposta multipla è meno adatto di altri sistemi adottati in Europa a operare una selezione su criteri di merito universitario, basandosi su una preparazione precedente [...] L'Università italiana deve dotarsi di un sistema di selezione più equo ed efficace per gli aspiranti studenti di Medicina".

La "guida al test sicuro" dell'UdU contiene le informazioni indispensabili per chi vuole fare ricorso. Dalla pubblicazione delle graduatorie ci sono 60 giorni di tempo per fare il ricorso al tribunale amministrativo Regionale e 120 giorni per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Nella guida ci sono accurate spiegazioni di cosa deve accadere in aula perché il test si svolga in modo regolare. L'obiettivo dichiarato è di fornire maggiore consapevolezza di eventuali comportamenti sospetti o evidentemente non corretti da parte di candidati o di componenti della Commissione. Perchè come dice l'Udu: "Ogni imbroglio non verbalizzato è come se non fosse mai avvenuto".

Perché i test non convincono più?
Sono tanti gli aspetti che non convincono dei test d'ammissione alle facoltà a numero chiuso. E sono in tanti a sostenere l'assurdità della mancanza di una graduatoria nazionale degli ammessi. Ma anche la scelta delle domande suscita qualche perplessità. Beppe Severgnini si chiede oggi sul Corriere della Sera: "Ogni professione richiede predisposizione e passione, e con i quiz non si vedono. È fondamentale sapere come morì Gandhi, per chi desidera diventare oculista? (attentato? avvelenamento? incidente aereo? infarto?). Tutti conosciamo bravi medici che a diciott'anni, a quella domanda, non avrebbero saputo rispondere".

L'Udu, per concludere, ritiene inadeguato e lesivo del diritto allo studio l'attuale sistema del numero chiuso: "È una selezione che ha fallito sotto tutti i punti di vista. Ci sono molti modi per superarlo, ma per farlo dobbiamo guardare all'interesse collettivo e staccarci dagli interessi particolari degli ordini professionali, gli unici che hanno tratto vantaggio dal numero chiuso".

SCARICA LA GUIDA AL TEST SICURO DELL'UDU

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