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A cura di Giulia
Serventi Longhi
Lavori e desideri studiare? Studi ma hai bisogno di lavorare e non
sai come fare? Hai poco tempo da dedicare a lezioni, ricerca di materiale
e informazioni nella tua università?
Una possibilità, sempre più concreta di realizzare il tuo
sogno è la nuova frontiera dell'apprendimento: l'e-learning.
Niente aule affollate, file agli sportelli per pagare le tasse o attese
estenuanti per parlare con i prof. L'apprendimento a distanza permette
agli studenti di scaricare materiale, comunicare con i docenti e addirittura
seguire le lezioni direttamente da casa.
Ciò vuol dire non dover dipendere dalle strutture accademiche
e potersi organizzare lo studio nei tempi e nei modi più adatti
alla propria occupazione.
In America questo tipo di didattica è già una realtà
consolidata.
Il Europa il mercato dell'e-learning è la metà di
quello statunitense. Francia, Gran Bretagna e Spagna però
se la cavano bene. Gli universitari iscritti a corsi a distanza sono rispettivamente
350mila, 200mila e 57mila. E l'Italia? Il principe dell'e-learning
da noi è il Consorzio
Nettuno con 19mila iscritti, per lo più studenti
lavoratori, 27 corsi di laurea e 5.200 docenti video e tutor telematici.
Da noi si è appena concluso il primo corso di laurea a distanza
in "Ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni"
e sta terminando quello triennale in "Lingua e cultura italiana
per gli stranieri", organizzato da un altro consorzio di 24
atenei per l'e-learning, l'Icon.
Il nostro paese presenta un'anomalia essendo, dopo la Gran Bretagna,
il paese con un più alto numero di atenei che praticano l'e-learning,
ben 77. Ma rimanendo quello con il minor numero d'iscritti. Il motivo
è che di questi 77 solo 24 riescono a dare una reale formazione
a distanza. Tra le più preparate il Politecnico
di Torino, L'Università
di Milano, Genova,
Bologna
e Tor Vergata
a Roma.
Si prevede però anche in Italia un ampliamento del mercato
dell'e-learning, a cui faranno ricorso sempre più atenei come
soluzione ai problemi di mancanza fondi, strutture inadeguate e sovraffollamento
di iscritti.
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