Studenti, non voci di bilancio. Con questo slogan è partita la campagna dell'UDU Bari che protesta contro i tagli all'università.
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A distanza di un anno dalla Finanziaria 2009 e la contestatissima legge 133 - dichiara l'associazione studentesca -
le Università italiane cominciano a sentire il peso dei tagli:
678.000.000 euro in meno per il 2010, 316.000.000 in meno per l’anno 2011, circa 417.000.000 in meno per l’anno 2012".
L'Università degli Studi di Bari, già colpita dalla riduzione per il 2009 a causa della ripartizione che penalizza gli atenei del sud italia, secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni versa in una difficile situazione economica."
52 milioni di euro di disavanzo di bilancio. 52 milioni di euro di spese non coperte dalle entrate. Un buco di bilancio causato in parte dai tagli del Governo nazionale, 21 milioni di euro per il 2010 ridotti a 12 dalla ripartizione degli introiti dello scudo fiscale, ed in parte da una cattiva gestione del passato" hanno ribadito gli studenti.
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Lo scorso anno l'Amministrazione universitaria tagliò del 54% i fondi per il part-time agli studenti, un importante risorse sia per l'Università, impossibilitata nelle assunzioni, sia per gli studenti che, in una regione che ancora non assicura la copertura totale delle borse di studio, vedono riconoscersi una, seppur esigua, somma in denaro. A tale taglio si è, in parte, intervenuti grazie alle risorse provenienti dalla Regione Puglia permettendo di fatto ulteriori 400 contratti part-time (a fronte di un taglio di 1200)."
Quello che ora gli studenti dell'Università di Bari temono è un aumento delle tasse, una riduzione dei servizi per gli studenti, ritorno ad una riduzione dell'orario di apertura delle biblioteche, ulteriore riduzione dei contratti part-time, taglio a borse di studio e provvidenze agli studenti, oltre che sottofinanziamento per didattica e ricerca.
In particolare gli studenti contestano la scelta dell'Università di far continuare ad insegnare 13 docenti universitari ultrasettantenni, anzichè mandarli in pensione, come fatto da altre università, con un costo per l'ateneo di 766.000 euro.
Come aderire alla protestaSul nostro sito internet
www.udubari.it è possibile scaricare il cartello con cui fotografarsi e inviare la foto a
iononsonounospreco@linkbari.it o taggando il contatto facebook Link udubari
Raccoglieremo centinaia di foto di studenti che dichiarano come noi "io non sono uno spreco: siamo studenti, non voci di bilancio".
Evento: io non sono uno spreco
Su Facebook: album "
io non sono uno spreco"
sempre in tema di bamboccioni ...
bamboccioni = voce di bilancio, in perdita
http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1830363
ammirate i disastri del diritto di famiglia troppo garantistico...
Buongiorno
Quello che veramente non si capisce è che tutti questi tagli vengono mirati a ridurre le già esigue conoscenze degli studenti. Potete dirmi che gli studenti già ora sanno poco. Bene, allora togliamogli anche quel poco alle generazioni future, perchè noi non ce lo siamo meritato. Togliamo soldi all'istruzione, così anche quei pochi che intendono veramente studiare non ne avranno la possibilità. Sarebbe come bocciare tutta una classe perchè dieci studenti su venti non sono riusciti a promuovere. Mi sembra sensato. Quello che la gente non vuole capire è che chi fa questi tagli mira a rendere più incapaci gli italiani, una massa di idioti -e ci siamo vicini- più facile da controllare tramite un paio di stronzate dettate dal dio televisione, mentre i figli dei ricchi andranno alle scuole private con rette che non pagheranno mai. Volete anche un esempio? L'anno scorso in classe mia eravamo in venti. Sono bocciati in cinque, anche se avrebbero dovuto essere più o meno dieci, visto il livello di classe mia. Di quei cinque, tre sono andati ad un'altra scuola, di livello "più basso" rispetto alla mia. Attualmente, questi che non riuscivano neanche a fare un'equazione di primo grado, hanno nove a matematica. Se vogliamo arrivare a questi livelli ovunque, perfetto, continuiamo a tagliare selvaggiamente a tutto e tutti e ce la faremo entro l'anno nuovo. Forza e coraggio, anche se tocchiamo in fondo possiamo sempre mettere mano ai badili.
R: Buongiorno
> Quello che veramente non si capisce è che tutti questi tagli vengono mirati a ridurre le già esigue conoscenze degli studenti. Potete dirmi che gli studenti già ora sanno poco. Bene, allora togliamogli anche quel poco alle generazioni future, perchè noi non ce lo siamo meritato. Togliamo soldi all'istruzione, così anche quei pochi che intendono veramente studiare non ne avranno la possibilità. Sarebbe come bocciare tutta una classe perchè dieci studenti su venti non sono riusciti a promuovere. Mi sembra sensato. Quello che la gente non vuole capire è che chi fa questi tagli mira a rendere più incapaci gli italiani, una massa di idioti -e ci siamo vicini- più facile da controllare tramite un paio di @#?*%$ate dettate dal dio televisione, mentre i figli dei ricchi andranno alle scuole private con rette che non pagheranno mai. Volete anche un esempio? L'anno scorso in classe mia eravamo in venti. Sono bocciati in cinque, anche se avrebbero dovuto essere più o meno dieci, visto il livello di classe mia. Di quei cinque, tre sono andati ad un'altra scuola, di livello "più basso" rispetto alla mia. Attualmente, questi che non riuscivano neanche a fare un'equazione di primo grado, hanno nove a matematica. Se vogliamo arrivare a questi livelli ovunque, perfetto, continuiamo a tagliare selvaggiamente a tutto e tutti e ce la faremo entro l'anno nuovo. Forza e coraggio, anche se tocchiamo in fondo possiamo sempre mettere mano ai badili.
Eh, vallo a spiegari ai vari pirLoli di turno, anzi, solo a lui dato che è solo lui a cogliere ogni occasione buona e non per gettare fango addosso all'università e agli universitari, quasi fosse pagato dal ministero stesso visto che del mondo universitario ha la stessa considerazione!
R: Buongiorno
Quel che dici è giusto.
L'attuale governo ha il solo scopo di fare cassa tagliando i fondi all'istruzione, che, evidentemente, non è tra le priorità di questo esecutivo.
Il solo problema è che questo governo ha anche buon gioco a demolire l'istruzione perché effettivamente questa non funziona.
Ti sei già reso conto da solo che dei dieci che meritavano di essere bocciati in classe tua solo 5 sono stati effettivamente segati, si sono reiscritti in un'altra scuola e miracolosamente i due ed i tre sono diventati otto e nove.
Questo è un disastro educativo, pagato coi soldi di tutti.
Ci sono visibilmente ragazzi che di studiare non hanno e non avranno mai voglia, ed è inutile insistere a spende soldi nella loro istruzione che sono loro stessi i primi a rigettare.
Meglio indirizzarli direttamente verso il lavoro: se poi ci ripenseranno ci saranno sempre le scuole serali.
In questo modo si risparmierebbero risorse e si potrebbero concentrare su quei pochi che hanno veramente voglia di imprare qualche cosa e che oggi sono soffocati da una marea di mediocrità.
Questo shifo, tra l'altro, non finisce certo con la scuola ma prosegue anche all'università.
C'è gente con la laurea che non sa scrivere né interpretare brani di italiano che sarebbero da scuola media.
L'istruzione va riformata anche per togliere a questo governo la scusa che "l'istruzione non funziona".
Un sistema dell'istrzuione come quello di oggi non serve più a nessuno.
R: R: Buongiorno
Il problema, pirrolo, è che non è QUESTO il modo di agire, perchè togliere i fondi per tagliare fuori i dieci su quindici che non vogliono studiare è come prendere un kalashikova e sparargli addosso pregando dio che indirizzi i proiettili verso i colpevoli. La vera soluzione è mettere in riga tutti quei prof che danno i nove agli idioti perchè gli stanno simpatici, DARE fondi invece che toglierli per creare istituzioni contro il bullismo e per creare iniziative che attirino gli studenti verso il loro dovere. Faccio l'esempio della mia scuola, che ha creato un gruppo di break dance (non so neanche se si scrive così), e di pallavolo. L'anno scorso c'era anche giocoleria, ma eravamo in tre ed è stato chiuso purtroppo. Ma se continuano a togliere fondi alla fine non sarà più possibile fare nessuna iniziativa di nessun genere, anzi sarà già duro fare quel che per ora si fa normalmente. Non prendimoci in giro dicendo che i tagli avvengono perchè c'è chi non vuole studiare. I tagli avvengono per ragioni politiche ed economiche. Chi è l'idiota che pensa "Voglio incentivare lo studio.... bene, gli tolgo i soldi che ha!"? E chi è l'idiota che gli da ragione?
R: R: R: Buongiorno
> Il problema, pirrolo, è che non è QUESTO il modo di agire, perchè togliere i fondi per tagliare fuori i dieci su quindici che non vogliono studiare è come prendere un kalashikova e sparargli addosso pregando dio che indirizzi i proiettili verso i colpevoli. La vera soluzione è mettere in riga tutti quei prof che danno i nove agli idioti perchè gli stanno simpatici, DARE fondi invece che toglierli per creare istituzioni contro il bullismo e per creare iniziative che attirino gli studenti verso il loro dovere. Faccio l'esempio della mia scuola, che ha creato un gruppo di break dance (non so neanche se si scrive così), e di pallavolo. L'anno scorso c'era anche giocoleria, ma eravamo in tre ed è stato chiuso purtroppo. Ma se continuano a togliere fondi alla fine non sarà più possibile fare nessuna iniziativa di nessun genere, anzi sarà già duro fare quel che per ora si fa normalmente. Non prendimoci in giro dicendo che i tagli avvengono perchè c'è chi non vuole studiare. I tagli avvengono per ragioni politiche ed economiche. Chi è l'idiota che pensa "Voglio incentivare lo studio.... bene, gli tolgo i soldi che ha!"? E chi è l'idiota che gli da ragione?
Eh, vallo a spiegari ai vari pirLoli di turno, anzi, solo a lui dato che è solo lui a cogliere ogni occasione buona e non per gettare fango addosso all'università e agli universitari, quasi fosse pagato dal ministero stesso visto che del mondo universitario ha la stessa considerazione!
R: R: R: Buongiorno
Io non ho mai detto che "i tagli ci sono perché la gente non studia".
I tagli ci sono perché il governo vuole fare cassa e l'istruzione non è certo una priorità di Berlusconi & Co.
Ma il fatto che scuola e università funzionino molto male, dà un alibi a questi signori che sono al governo, che possono così dire: "vedete? la scuola non funziona! l'università neppure! facciamo una riforma per dare fondi in modo più mirato a quegli istituti che se lo meritano!"
Ovviamente questa è una presa per i fondelli da parte del governo: non si vogliono affatto dare i fondi con criteri di merito, si vogliono tagliare e basta.
Ma lo sfascio dell'istruzione li autorizza a fare qualunque cosa e loro hanno buon gioco a spacciare per redistribuzione dei fondi quelli che sono solo tagli indiscriminati.
Andate ad esempio al PoliMI: in tutte le graduatorie è uno dei primi atenei italiani.
Ha ricevuto fondi ed incentivi speciali proprio per questo.
Ebbene, questo tempio della cultura ingegneristica italiana, se andate a vedere, prende meno fondi statali oggi (pur con tutti i bonus e gli incentivi che ha e che gli altri atenei non hanno!) rispetto ad anche solo tre anni fa.
I tagli sono stati maggiori degli incentivi anche per chi è al top.
E' su questo che andrebbe attaccato l'operato della Gelmini.
Quello che servirebbe sarebbe una vera riforma della scuola fatta per migliorare il sistema dell'istruzione e non per fare cassa.
R: Buongiorno
> Quello che veramente non si capisce è che tutti questi tagli vengono mirati a ridurre le già esigue conoscenze degli studenti. Potete dirmi che gli studenti già ora sanno poco. Bene, allora togliamogli anche quel poco alle generazioni future, perchè noi non ce lo siamo meritato. Togliamo soldi all'istruzione, così anche quei pochi che intendono veramente studiare non ne avranno la possibilità. Sarebbe come bocciare tutta una classe perchè dieci studenti su venti non sono riusciti a promuovere. Mi sembra sensato. Quello che la gente non vuole capire è che chi fa questi tagli mira a rendere più incapaci gli italiani, una massa di idioti -e ci siamo vicini- più facile da controllare tramite un paio di @#?*%$ate dettate dal dio televisione, mentre i figli dei ricchi andranno alle scuole private con rette che non pagheranno mai. Volete anche un esempio? L'anno scorso in classe mia eravamo in venti. Sono bocciati in cinque, anche se avrebbero dovuto essere più o meno dieci, visto il livello di classe mia. Di quei cinque, tre sono andati ad un'altra scuola, di livello "più basso" rispetto alla mia. Attualmente, questi che non riuscivano neanche a fare un'equazione di primo grado, hanno nove a matematica. Se vogliamo arrivare a questi livelli ovunque, perfetto, continuiamo a tagliare selvaggiamente a tutto e tutti e ce la faremo entro l'anno nuovo. Forza e coraggio, anche se tocchiamo in fondo possiamo sempre mettere mano ai badili.
Eh, vallo a spiegari ai vari pirLoli di turno, anzi, solo a lui dato che è solo lui a cogliere ogni occasione buona e non per gettare fango addosso all'università e agli universitari, quasi fosse pagato dal ministero stesso visto che del mondo universitario ha la stessa considerazione!
Post Scriptum: sai che alla prima occhiata al tuo commento mi sembrava di aver letto "Mike Bongiorno"? ^_^
R: R: Buongiorno
Io non è che voglia spalare sterco sull'università a priori, è che quando avevo 19 anni e sono entrato per la prima volta in ateneo mi ero fatto certe idee su cosa dovesse essere l'università.
Lo studio, la voglia di sapere e di scoprire cose nuove, l'idea di essere in un vero e proprio "tempio della conoscenza".
Questo è quello che immaginavo & speravo.
La realtà è stata diversa.
Professori svogliati, che insegnano controvoglia.
Metà del mondo studentesco che sta lì solo (solo!) per rimorchiare fìca e basta, a loro volta divisi tra i fighetti di destra tipici di Giurisprudenza ed i fricchettoni di sinistra di Lettere e Scienze Politiche: all'apparenza così diversi, all'apparenza divisi dall'ideologia politica, ma in realtà uguali visto che che stanno lì solo per recitare la loro parte (fighetti o fricchettoni, appunto) ed il loro unico scopo comune è raccattare un po' di fìca.
L'altra metà del mondo studentesco che vede la laurea solo come un pezzo di carta e che sta in ateneo come ad un esamificio, nessuna voglia di imparare, solo di raggiungere una meta ad ogni costo (anche passando esami solo a colpi di fortuna... l'importante è passare e basta).
I voti sono tutti livellati verso l'alto, un 27 non si nega neppure al seminalfabeta di turno e alle tesi non si ricorda più il voto di chi si è laureato con meno di 105: se siamo tutti livellati verso l'alto, vuol dire che il sistema non è meritocratico perché non è in grado di differenziare il meritevole dal mediocre.
Se quelle erano le speranze che avevo a 19 anni, questa è la realtà che ho visto fino a 25 anni quando ho preso anch'io il "pezzo di carta".
Ed in questi sei anni di studio, devo dire, sono cambiato. Se a 19 anni avevo ideali, adesso ho idee ed una idea che ho insistente è che l'università non può continuare così, ad essere un esamificio di gente svogliata che vuole campare a fare nulla sulle spalle dello stato e dei genitori che pagano.
E siccome però poi in fondo sono rimasto un cretino, sto rimandando io stesso l'inevitabile impatto col mondo del lavoro con un dottorato di ricerca (perché l'idea che ci sia qualcosa di nuovo da scoprire, in realtà, continua ad affascinarmi), che mi mostrerà anche l'altro lato oscuro dell'università: quello dei baroni, dei concorsi truccati, del nepotismo e della mafia degli incarichi.
Sono disilluso, e se sembro strònzo è solo per questo.
Ma sono disilluso perché ho toccato con mano le cose che non vanno.
R: R: R: Buongiorno
> Io non è che voglia spalare sterco sull'università a priori, è che quando avevo 19 anni e sono entrato per la prima volta in ateneo mi ero fatto certe idee su cosa dovesse essere l'università. Lo studio, la voglia di sapere e di scoprire cose nuove, l'idea di essere in un vero e proprio "tempio della conoscenza". Questo è quello che immaginavo & speravo. La realtà è stata diversa. Professori svogliati, che insegnano controvoglia. Metà del mondo studentesco che sta lì solo (solo!) per rimorchiare fìca e basta, a loro volta divisi tra i fighetti di destra tipici di Giurisprudenza ed i fricchettoni di sinistra di Lettere e Scienze Politiche: all'apparenza così diversi, all'apparenza divisi dall'ideologia politica, ma in realtà uguali visto che che stanno lì solo per recitare la loro parte (fighetti o fricchettoni, appunto) ed il loro unico scopo comune è raccattare un po' di fìca. L'altra metà del mondo studentesco che vede la laurea solo come un pezzo di carta e che sta in ateneo come ad un esamificio, nessuna voglia di imparare, solo di raggiungere una meta ad ogni costo (anche passando esami solo a colpi di fortuna... l'importante è passare e basta). I voti sono tutti livellati verso l'alto, un 27 non si nega neppure al seminalfabeta di turno e alle tesi non si ricorda più il voto di chi si è laureato con meno di 105: se siamo tutti livellati verso l'alto, vuol dire che il sistema non è meritocratico perché non è in grado di differenziare il meritevole dal mediocre. Se quelle erano le speranze che avevo a 19 anni, questa è la realtà che ho visto fino a 25 anni quando ho preso anch'io il "pezzo di carta". Ed in questi sei anni di studio, devo dire, sono cambiato. Se a 19 anni avevo ideali, adesso ho idee ed una idea che ho insistente è che l'università non può continuare così, ad essere un esamificio di gente svogliata che vuole campare a fare nulla sulle spalle dello stato e dei genitori che pagano. E siccome però poi in fondo sono rimasto un cretino, sto rimandando io stesso l'inevitabile impatto col mondo del lavoro con un dottorato di ricerca (perché l'idea che ci sia qualcosa di nuovo da scoprire, in realtà, continua ad affascinarmi), che mi mostrerà anche l'altro lato oscuro dell'università: quello dei baroni, dei concorsi truccati, del nepotismo e della mafia degli incarichi. Sono disilluso, e se sembro strònzo è solo per questo. Ma sono disilluso perché ho toccato con mano le cose che non vanno.
Scusa la domanda, ma come hai fatto a cambiare i caratteri del testo che hai scritto? Se mi dai una risposta non ti rompo più... Ad ogni modo, dal messaggio che hai scritto emerge il fatto che consideri gli universitari tutti la stessa mer-da, senza distinzioni: è un po' come chi considera i mussulmani tutti terroristi ed estremisti pericolosi, e mi ricordi tanto il nostro amato (nel senso che speriamo che se ne vada in Paradiso al più presto, visto che nemmeno all'Inferno non ce lo vorranno) presidenze quando dà dei "comunisti" (come se fosse un insulto, al contrario di "fascisti") a tutti i suoi oppositori... Pensaci.
Non si vuole ammettere che...
Non si vuole ammettere che in realtà buona parte degli studenti sono effettivamente uno spreco per le casse pubbliche.
Quando vedi un diplomato o un laureato che non sanno scrivere e parlare in un italiano corretto, ecco, allora vuol dire che lo stato ha versato quattrini nostri nella formazione di uno che è andato avanti senza imparare niente.
Uno studio di qualche settimana fa evidenziava come le matricole universitarie avessero problemi enormi già a capire il significato di un semplice articolo di giornale: lo stato ha investito nella formazione scolastica di quelle matricole e ci investirà ancora all'università.
Ma sono soldi buttati via, perle ai porci.
Questo è il primo e più grave esempio di come certi studenti siano un peso, per esclusiva colpa loro (perché scuola ed università danno a tutti la possibilità di imparare e capire... ma se lo studente non ne approfitta è colpa sua).
Ma non è il solo: anche tutti quei ragazzi, laureati, che svolgono professioni non conformi ai loro curricula hanno buttato tempo (il loro) e soldi (sia loro che nostri) nel prendere un pezzo di carta che non servirà loro a niente.
Se un laureato in Lettere sta in un call center o un laureato in Scienze Politiche fa lo spazzino, questo è un fallimento per tutti: soldi investiti in una formazione che non dà niente in cambio alla società.
La soluzione è una sola: selezione.
Test di accesso, vincoli più rigidi all'università... se ne può discutere le modalità, basta che ci sia selezione e che tenga conto dell'offerta di lavoro.
Invece attualmente le facoltà più affollate sono proprio quelle che danno meno sbocchi, come psicologia. Un terzo di tutti gli psicologi d'Europa è italiano: come sperano di trovare lavoro?
R: Non si vuole ammettere che...
Ma perché ogni volta che scrivi una cosa sensata (quella sul sondaggio sulla religione) poi devi per forza risput-tanarti da solo con un'altra cosa tipo questa? Mi viene il dubbio che a te non importi nulla d'idee od opinioni varie che attacchi o difendi, ma che t'importi solamente far in@#?*%$are gli altri generando flame war. E sono quasi certo di non sbagliarmi più ormai, dato che ti conosco da tanto ma tanto tempo! (PS: "Anche se non so se mostrerei più pietà verso di te impedendoti di suicidarti o lasciandotelo fare")