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Scontri alla Sapienza: le testimonianze

Mentre i sindacati si dividono sugli scontri avvenuti ieri alla Sapienza di Roma tra studenti e forze dell'ordine, uno studente di Scienze Politiche racconta come è stato travolto dalla carica della polizia

di Barbara Leone 19 marzo 2009

scontri alla sapienzaDurante gli scontri avvenuti ieri all'Università La Sapienza di Roma tra i manifestanti, che volevano continuare la protesta per le vie della città, e le forze dell'ordine, che volevano garantire che non venissero infrante le nuove norme del protocollo sui cortei approvato lo scorso 10 marzo, diversi studenti sono rimasti feriti. Ecco il racconto di Emanuele, uno studente della Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza: "L'idea era di raggiungere in corteo il ministero dell'Economia di via XX Settembre e tirare le scarpe contro l'edificio, ricalcando il gesto del giornalista iracheno che mesi fa lanciò la sua scarpa contro il presidente Bush. Quando siamo usciti dal cancello principale, siamo stati bloccati da un massiccio schieramento di forze dell'ordine. Abbiamo tentato di concordare un percorso per raggiungere il ministero. Avevamo le braccia alzate, nessuna arma in mano. Ma d'improvviso polizia e carabinieri ci hanno caricato e nel tentativo di scappare sono inciampato e sono caduto a terra".

Alcuni amici dello studente hanno provato ad aiutarlo, ma non ci sono riusciti. E continua il racconto: "Non hanno fatto in tempo a portarmi via. Ho sentito dei colpi violenti sulla schiena, gli agenti hanno girato il manganello e mi hanno colpito con il manico per farmi più male. Ho sentito dei colpi fortissimi, una fitta pazzesca e dolore su tutto il corpo. Mi sono coperto il volto con le mani per evitare botte in testa. Non capisco perchè ci abbiano caricato con tanta violenza, eravamo tutti a mani alzate, senza casco e senza armi. Volevamo solo manifestare il nostro dissenso, come avviene in tutti gli Stati democratici del mondo".

E i sindacati sono divisi sulla questione degli scontri di ieri alla Sapienza e sulle modalità di attuazione del nuovo protocollo sui cortei. Da un lato Claudio di Berardino, segretario della Cgil di Roma e Lazio, ha dichiarato che "nessuno deve permettersi di nascondersi dietro il protocollo sui cortei per colpire il diritto di sciopero e la libertà di manifestare. Quelle norme hanno il preciso compito di regolamentare le manifestazioni, non di vietarle e per questo motivo non capisco perchè alla Sapienza ci sia stato un così ingente schieramento di forze dell'ordine e gli studenti siano stati costretti a restare all'interno della città universitaria. Invece dei manganelli, bisognava usare il dialogo, il buon senso e la mediazione, perchè le regole esistono ma è poi importante trovare alternative all'uso della forza per garantire così il diritto di manifestare nel rispetto delle esigenze dei cittadini e di Roma".

Dall'altro lato, Luigi Scardaone, segretario della Uil di Roma e Lazio, ha commentato: "le forze dell'ordine hanno solo fatto rispettare regole che i sindacati hanno sottoscritto liberamente e dunque non comprendo le critiche strumentali a un documento che, di fatto, ribadisce il diritto inalienabile a manifestare e a scioperare, purché si evitino conflitti con la cittadinanza e dunque si rispettino le regole stabilite nel protocollo".

Eri presente ieri mattina alla Sapienza? Inviaci la tua testimonianza sugli scontri.

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