AUTONOMIA STATUTARIA
Con la legge Ruberti ogni università ha avuto il potere di scrivere "da sola" la propria mini-costituzione, ovvero il suo Statuto. Questo vuol dire che nei singoli atenei, i rappresentanti dei docenti, i presidi (i "boss" di ogni singola facoltà) ed il Rettore, più eventualmente i rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo, hanno scritto le regole, i nuovi consigli ed il funzionamento dei singoli consigli all'interno di quelle università.
AUTONOMIA FINANZIARIA
Il primo passo dell'autonomia come sappiamo si è effettuato nei primi anni novanta con la responsabilizzazione dei centri di spesa, meglio nota come autonomia finanziaria degli atenei. Più che a responsabilizzare l'autonomia finanziaria è servita a tagliare i fondi del ministero rivedendo i contributi che il governo trasferisce agli atenei tramite il Fondo di finanziamento ordinario. I suoi effetti si sono visti nel '94 con l'aumento generalizzato delle tasse in tutti gli atenei, quando il carico sugli studenti è passato dal 3% al 20% e il gettito proveniente dalla tassazione da 400 a 1200 miliardi. L'autonomia finanziaria ha anche significato in questi anni un impegno sfrenato delle università nel "rastrellare" finanziamenti dai privati interessati finalizzati a condizioni circostanziate e immediate.
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