L'esame del ddl università slitta al 14 ottobre ma non è solo una questione di calendario. A metà ottobre in Parlamento iniziano le sessioni di bilancio, l'analisi della riforma potrebbe essere posticipata addirittura a Gennaio e
questo potrebbe portare addirittura all'affossamento del provvedimento -presentato quasi un anno fa- a causa dell'alto rischio elezioni a cui si va incontro.
Appare ormai certo che al ddl saranno apportate delle modifiche ed in seguito a queste dovrà tornare al Senato per il terzo passaggio parlamentare.
Lo slittamento è stato deciso dalla Conferenza dei capigruppo dopo l'appello rivolto da Franceschini, presidente dei deputati del Pd,
al presidente della Camera, Gianfranco Fini, affinché il dibattito sul provvedimento non venisse

strozzato. I tempi inizialmente previsti, infatti, erano strettissimi: consegna degli emendamenti entro il 30 settembre e ddl in aula il 4 ottobre).
GELMINI. "SONO RAMMARICATA. ABBIAMO RIFORMA E RISORSE" "
Sono rammaricata, ma rispetto qualunque scelta farà il Parlamento" ha dichiarato irritata Mariastella Gelmini:
"Il governo più che proporre un testo di riforma e trovare le risorse altro non può fare. Per mesi mi sono sentita dire che non si possono fare le riforme senza risorse, che non si fanno le nozze coi fichi secchi. Oggi abbiamo la riforma e le risorse. Questo, però, pare non bastare".
DECLEVA, PRESIDENTE CRUI: "SIAMO ALLA ROTTAMAZIONE DEL PROVVEDIMENTO"
Per
Enrico Decleva, presidente CRUI, la conferenza dei Rettori delle Universita' Italiane, "
la calendarizzazione in aula per il 14 ottobre del ddl di riforma dell'Universita' alla vigilia cioe' dell'inizio della sessione di Bilancio, se confermata, equivale molto probabilmente, nella situazione politica che stiamo attraversando, alla rottamazione del provvedimento".
Decleva aggiunge: "
Forse non ci si rende conto degli effetti che ne verrebbero anche rispetto alla protesta dei ricercatori in quel che essa ha di legittimo e di giustificato, ma che puo' trovare soddisfazione all'interno della legge in discussione, modificata nei termini condivisi ampiamente emersi, non certo nel suo tracollo".
ESULTANO LE ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE"
La Gelmini si rammarica per tale ritardo che mette a rischio la riforma" -ha dichiarato LINK Coordinamento Universitario, "
i rettori, dopo aver barattato l'università pubblica e il suo futuro con qualche spicciolo e i maggiori poteri previsti dalla riforma, oggi stanno "rosicando", noi studenti, insieme ai ricercatori speriamo e ci impegniamo, con l'obiettivo di fermarli.
Il Governo e la maggioranza avevano cercato di accelerare i tempi per spegnere sul nascere le proteste. Dopo l'indisponibilità dei ricercatori, nonostante il rinvio dell'inizio delle lezioni, hanno iniziato a esplodere di partecipazione decine di assemblee. La mobilitazione sta crescendo e ottiene i suoi primi risultati: la paura del Governo e il risveglio dell'opposizione. (...)
il Governo è precario almeno quanto la nostra generazione, possiamo vincere".
L'Unione degli Universitari si mobilita affinchè il ddl università venga cancellato e intanto annuncia le prossime manifestazioni nelle piazze di tutto il paese: il 4, 5 e 6 Ottobre, l’8 Ottobre insieme agli studenti medi e il 16 Ottobre insieme alla Fiom-CGIL.
Riforma Gelmini
Sarebbe l'ora che questa RIDICOLA riforma slittasse...purtroppo però la Gelmini il male che doveva fare, e cioè finire di distruggere l'università coi tagli, l'ha già fatto in questi due anni...
R: Riforma Gelmini
Veramente io penso il contrario, penso che se l' Università rimarrà così mi ritirerò, non mi serve a niente avere una laurea che non mi insegna le cose che servono per lavorare.
Magari mi trasferirò all' estero.
R: R: Riforma Gelmini
> Veramente io penso il contrario, penso che se l' Università rimarrà così mi ritirerò, non mi serve a niente avere una laurea che non mi insegna le cose che servono per lavorare.
>
> Magari mi trasferirò all' estero.
Eh già: se non ci saranno ulteriori tagli sarà il caso di andare all'estero!
R: R: R: Riforma Gelmini
No, non dico tagli, magari anche più soldi, ma spesi bene, corsi di laurea fatti bene, professori che ti trattano bene e che siano veramente preparati,
ricercatori che diventano ricercatori perchè veramente lo meritano, ora sembra che le Università siano fatte per i professori e non per gli studenti, sembra che gli dia anche fastidio che uno studi, non fanno altro che trattarti come se loro fossero i signori e gli altri i servi, proprio come facevano i nobili una volta.Proprio vero il Gattopardo.
Io se devo trattare da signore un signore vero lo faccio, un principe vero lo faccio, ma essere serva di pseudonobili no.
R: R: R: R: Riforma Gelmini
si può fare un referendum per abolire questa riforma?(cioè il D.L. 133),mi dicono di no xké è un decreto e nn una legge,ma i decreti non hanno valenza 60 giorni dopo di che decadono?e nn vengono emanati in casi di emergenza?Allora abroghiamolo!!!
R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
penso più un referendum per chiedere agli italiani se vogliono un' Università pubblica o meno
R: R: R: R: Riforma Gelmini
> No, non dico tagli, magari anche più soldi, ma spesi bene, corsi di laurea fatti bene, professori che ti trattano bene e che siano veramente preparati,
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> ricercatori che diventano ricercatori perchè veramente lo meritano, ora sembra che le Università siano fatte per i professori e non per gli studenti, sembra che gli dia anche fastidio che uno studi, non fanno altro che trattarti come se loro fossero i signori e gli altri i servi, proprio come facevano i nobili una volta.Proprio vero il Gattopardo.
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> Io se devo trattare da signore un signore vero lo faccio, un principe vero lo faccio, ma essere serva di pseudonobili no.
Ma sinceamente: tu credi che questo governo abbia intenzione di risolvere questi problemi perché è realmente interessato al bene della scuola e dell'università italiana (diciamo pure dell'Italia in generale)?
R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
E sinceramente: tu credi che ai protestanti stia a cuore la formazione degli studenti?
R: R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
> E sinceramente: tu credi che ai protestanti stia a cuore la formazione degli studenti?
OMG... OK, ho capito: qui ci vuole il classico sputttanamento degli arroganti ignoranti:
"come al solito si vuole oscurare quelle migliaia di studenti e genitori che sanno esattamente perche' scioperare contro questa pseudo riforma rispetto ad altri sicuramente di minoranza.. che come ho potuto vedere in questi giorni sui canali "del capo"..
vengono intervistati e messi sul grande schermo per far risultare che la maggioranza di questi sono i soliti fannulloni..
Stasera ero alla riunione di classe di mia figlia e tra le varie cose le maestre hanno accennato a cosa cambiera' con la riforma gelmini .. in quell'istante un papa' ha commentato ad alta voce :
" QUESTO è IL RISULTATO DI ANNI DI SPRECHI ORA SI DEVE INTERVENIRE "
Io non essendo capace di stare zitto su temi di questo genere soprattutto in questo periodo di Slogan politici ho semplicemente replicato dicendogli che non è questo il modo di "bonificare la scuola" purtroppo non era il contesto adatto e non c'era il tempo per discutere di questo.
Se ne avessi avuto modo avrei spiegato il mio "NO" alla pseudo-riforma Gelmini spiegando come secondo me bisognerebbe riformare la scuola.
Innanzitutto, partiamo dall'aspetto gestionale, dato che è l'unico modo di vedere la scuola da parte di Gelmini e Tremonti. Da questo punto di vista la scuola ha molti problemi, sia come moltitudine di sprechi, sia come carenza di investimenti dove servono. Tuttavia, certo non possono essere una soluzione gli 8 miliardi di tagli del Governo, sia perchè sono una cifra spropositata rispetto al problema reale, sia perchè sono tagli indifferenziati, orizzontali, non mirati: ovvero, non andranno a colpire lo spreco, ma colpiranno in maniera indifferenziata sia lo spreco che la spesa utile. Invece, se si vuole rendere efficiente la scuola, bisogna partire dai bisogni: ovvero stabilire, possibilmente in maniera condivisa, i criteri di spesa. Ovvero quanti edifici scolastici sono necessari, quanti alunni può contenere una classe, quanti docenti sono necessari per ogni classe, quante materie sono necessarie, quante ore, quanti bidelli per numero di alunni, quanto personale per numero di alunni, eccetera eccetera, e sulla base di questi criteri assegnare i soldi alle scuole, lasciando un margine del 5-10%, e licenziando il personale superfluo (o assumendone altro se necessario). Tutte le cose aggiuntive, come insegnanti di sostegno, progetti, manutenzione, eccetera, dovranno essere finanziati con fondi aggiuntivi rilasciati dallo Stato previa verifica del reale bisogno e/o del loro utilizzo per quegli scopi.
E poi, se proprio si deve tagliare, si cominci dal tagliare i finanziamenti pubblici alle scuole private, che anzi la Gelmini vorrebbe aumentare in nome di una "maggiore libertà di scelta per le famiglie". Le scuole private devono sostenersi con i propri soldi e non sottrarre soldi alla scuola pubblica; e le famiglie, se non si possono permettere la privata, che vadano alla pubblica ... Lo so che è un'utopia, visto che la stragrande maggioranza delle scuole private è legata alla Chiesa, però bisognerebbe farlo. Anche perchè spesso quelle scuole sono dei "diplomifici".
E qui veniamo all'altro problema della scuola, ovvero il merito. Se infatti i giovani d'oggi hanno scarsa considerazione per la scuola è anche perchè il merito ha ben poca importanza in una società dove dilaga la raccomandazione, dove è più facile diventare qualcuno e/o stare bene economicamente facendo la velina, il tronista o partecipando ad un reality che studiando sodo e/o contando sulla proprie qualità. Certo, è molto difficile cambiare questa mentalità, però possiamo fare in modo di compiere una rivoluzione meritocratica. Innanzitutto con maggiori incentivi, anche economici, agli studenti meritevoli, a tutti i livelli. Poi attraverso un sistema di valutazione dei docenti, che vada a valutare il programma svolto, la qualità dell'insegnamento (magari attraverso un test di valutazione dell'apprendimento), le presenze, eccetera, e su questo basare aumenti di stipendio e licenziamenti. Poi rivedere i concorsi pubblici, di qualunque tipo, cercando di eliminare quanto più è possibile le valutazioni soggettive a favore di quelle oggetive, prendendo a modello il test d'ingresso per Medicina, che anno per anno sta riducendo significativamente il problema della raccomandazione.
Infine, ridare alla scuola il suo ruolo di punto di riferimento per la società. In una società dove sta venendo meno lo spirito partecipativo, dove attività come volontariato, partecipazione politica, sport, impegno nello studio, stanno lasciando il passo all'isolamento, alla centralità delle cose materiali (telefonini, vestiti alla moda), all'ignavia, alla vita da "Uomini e Donne" o "Amici", e dove quindi la scuola perde l'importanza che aveva prima, bisogna ripristinare il rapporto fra studente ed alunno. Ovvero cambiare l'offerta formativa, "svecchiare" un po' la scuola: incentivando il dibattito in classe (magari con delle ore di "discussione" sulle tematiche più varie), aumentando le strutture sportive sco"
R: R: R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
Mi riferivo alle Università, non alle altre scuole, che sono cose ben diverse.
A me dispiace per i buoni professori che pur ci sono nelle Università,
però oltre ai buoni professori ci sono anche gli arroganti non buoni che non meriterebbero di stare dove sono(oltre agli scansafatica che si realizzano trattando male gli studenti), e causano danni ai buoni.
Secondo me all' interno delle università un organo di controllo e di responsabilità sulla qualità, sui percorsi formativi, sull' impatto che gli studenti hanno nel mondo del lavoro e sulle spese delle Università ci vuole, un organo che sia staccato dai professori e ne sia responsabile.
Poi ovvio che il governo fa politica, deve per forza fare il bene degli studenti altrimenti non prenderanno più voti se le Università non rimarranno pubbliche. Le Università devono essere pagate con i soldi pubblici perchè tutti i cittadini vogliono questo, vogliono che i loro figli possano studiare in Università pubbliche, si potrebbe fare un referendum.
Ma Università di qualità,e soprattutto non giovani laureati che devono inventarsi un lavoro e studiare eternamente dopo la laurea perchè all' Università gli fanno studiare tutto tranne quello che gli serve.
R: R: R: R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
> Mi riferivo alle Università, non alle altre scuole, che sono cose ben diverse.
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> A me dispiace per i buoni professori che pur ci sono nelle Università,
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> però oltre ai buoni professori ci sono anche gli arroganti non buoni che non meriterebbero di stare dove sono(oltre agli scansafatica che si realizzano trattando male gli studenti), e causano danni ai buoni.
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> Secondo me all' interno delle università un organo di controllo e di responsabilità sulla qualità, sui percorsi formativi, sull' impatto che gli studenti hanno nel mondo del lavoro e sulle spese delle Università ci vuole, un organo che sia staccato dai professori e ne sia responsabile.
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> Poi ovvio che il governo fa politica, deve per forza fare il bene degli studenti altrimenti non prenderanno più voti se le Università non rimarranno pubbliche. Le Università devono essere pagate con i soldi pubblici perchè tutti i cittadini vogliono questo, vogliono che i loro figli possano studiare in Università pubbliche, si potrebbe fare un referendum.
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> Ma Università di qualità,e soprattutto non giovani laureati che devono inventarsi un lavoro e studiare eternamente dopo la laurea perchè all' Università gli fanno studiare tutto tranne quello che gli serve.
Ho un sacco di altro materiale... Se non basta a farti desistere, ne aggiungerò ogni volta; per ora un assaggino poco tecnico:
"Quando mai una riforma è peggiorativa rispetto alle norme precedenti? Come si può parlare di riforma, parlando del guazzabuglio Gelmini? Meno risorse per le infrastrutture, meno risorse per gli strumenti didattici, meno personale specializzato ect., e hanno il coraggio di chiamarla riforma? Ma riforma de che? L'unica a dover essere riformata è questa cerebrolesa ignorante che si chiama Gelmini. L'unico obiettivo di questa signora e del suo mandante Silvio Berlusconi è di far passare impunemente capitali pubblici dalle casse dello stato alle tasche dei privati speculatori loro amici!"
R: R: R: R: R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
Viva Berlusconi, Viva Berlusconi, Viva Berlusconi, Viva Berlusconi, Viva Berlusconi.
Berlusconi salvaci, togli tutti i corsi di laurea lasciane una ventina, togli tutti gli altri, togli tutti i vagabondi, imbroglioni, parassiti pubblici dall' Università, non preoccuparti ti voteremo sempre sarai il nostro presidente per sempre, viva Berlusconi.
Approva la riforma in 10 minuti il 14.
Togli tutte quelle materie e quei corsi di laurea che non servono a niente che servono solo a mantenere parassiti.
R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: Riforma Gelmini
> Viva Berlusconi, Viva Berlusconi, Viva Berlusconi, Viva Berlusconi, Viva Berlusconi.
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> Berlusconi salvaci, togli tutti i corsi di laurea lasciane una ventina, togli tutti gli altri, togli tutti i vagabondi, imbroglioni, parassiti pubblici dall' Università, non preoccuparti ti voteremo sempre sarai il nostro presidente per sempre, viva Berlusconi.
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> Approva la riforma in 10 minuti il 14.
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> Togli tutte quelle materie e quei corsi di laurea che non servono a niente che servono solo a mantenere parassiti.
Secondo me stavolta non sei tu: sei una persona che la pensa esattamente come me e che fa finta di essere la deficiente di sopra per farla apparire agli occhi di tutti come una demente ancor peggiore di quel che è; davvero non riesco a credere che un essere umano con un cervello possa uscirsene con sortite come questa, anche perché si renderebbe sicuramente conto che sono controproducenti... Ad ogni modo, per sicurezza, inserirò un ulteriore contributo con tanto di dati e fatti, in risposta agli slogan di Fede:
"1. Meno ore di scuola = più qualità
Dicono che taglieranno le ore superflue e che in questo modo gli studenti saranno più preparati. In realtà tutto dipende da cosa e come si taglia: tagliare le ore di laboratorio nei tecnici e professionali, ad esempio, non aiuta di certo gli studenti a imparare meglio le materie pratiche! A fare le spese di questa scelta sono le ore che riguardano gli interessi degli studenti, il motivo per cui hanno scelto un tipo di scuola anziché un altro. In questo modo viene meno la funzione di orientamento che dovrebbe svolgere la scuola, cioè farci scoprire che cosa ci piace studiare, quali argomenti e campi ci appassionano, ecc.
2. Voto in condotta = rigore
“Per risolvere il problema del bullismo è necessario dare alle scuole strumenti efficaci per intervenire, per questo con il 5 in condotta si può tornare a bocciare” dice la Gelmini. Ma gli strumenti le scuole li hanno già, si chiamano Statuto degli studenti e Regolamento d’istituto. Lo Statuto prevede sanzioni disciplinari per tutte le infrazioni delle norme di convivenza civile, che possono anche portare alla bocciatura nei casi più gravi.
3. Grembiule= uguaglianza sociale
Per rendere gli studenti uguali a scuola serve prima di tutto una legge nazionale sul diritto allo studio, perché chi è svantaggiato possa permettersi di raggiungere la scuola, comprarsi i libri, continuare a studiare senza dovere, per provvedere al reddito della sua famiglia, entrare anzitempo nel mondo del lavoro, magari in nero.
4. Tagli = efficienza
L’idea che per la scuola si spende troppo è una balla gigantesca. Il nostro Paese spende molto meno del resto d’Europa per garantire un’istruzione di qualità a tutti. Meno fondi significa meno corsi di recupero, meno laboratori, meno gite, meno progetti studenteschi, meno sperimentazioni, meno borse di studio, meno sostegno per il costo dei libri di testo, scuole più brutte e meno sicure.
5. Scuola = futuro
La possibilità di assolvere l’obbligo scolastico anche in formazione professionale, quindi di andare a lavorare a 16 anni potrebbe significare che coloro che continueranno a studiare saranno i ricchi, mentre ai poveri rimarrà poca scuola e di pessima qualità.
6. Meno anni di scuola = più lavoro
La Gelmini lo ha detto: forse gli anni di scuola superiore passeranno da 5 a 4, con un anno aggiuntivo solo per chi vuole andare all’università. La Gelmini dice che nel nostro Paese i laureati restano disoccupati, mentre c’è richiesta di tecnici e professioni pratiche. La verità è un’altra: perché l’economia italiana possa essere competitiva c’è bisogno di più ricerca, cultura e innovazione.
7. Libertà di scelta = diritto allo studio
Noi parliamo di diritto allo studio, la Gelmini traduce con libertà di scelta. Il diritto allo studio è il diritto costituzionale inalienabile di poter accedere ai più alti gradi di istruzione indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Anche un povero, cioè, può provare a prendere il diploma o la laurea, e lo Stato deve aiutarlo a sostenere le spese dello studio. La libertà di scelta dovrebbe essere il diritto che viene dato alle famiglie di scegliere per i figli la scuola considerata migliore. Lo Stato deve finanziare il diritto allo studio per tutti. Poi viene anche la libertà di scelta.
8. Meno democrazia = più ordine
La Gelmini, nel suo discorso di insediamento, ha parlato di relazioni eccessivamente sindacali tra studenti e professori, che devono essere sostituite da un sano clima di amicizia e collaborazione.
La Rete degli Studenti crede invece che il disordine che regna spesso nelle scuole sia dovuto non di certo a chi vuole sostenere discussioni democratiche con gli insegnanti, ma piuttosto ai diritti negati, alle persone trattate come vasi da riempire.
9. Bullismo = emergenza numero uno
Il bullismo, di cui si parla tanto, è davvero la prima emergenza che la scuola deve affrontare? Secondo la Rete degli Studenti le emergenze vere sono l’edilizia scolastica, che rende molte scuole pericolose e sgradevoli da vivere, la valorizzazione dei docenti, l’assenza di un sistema di formazione per tutti i professori, la mancanza di fondi per laboratori, sperimentazioni, ecc.
10. Meno insegnanti = più qualità
Si comincia a tagliare dalla più che funzionante scuola elementare italiana: ma i tagli non si limiteranno alle elementari e alle medie, riguarderanno anche le superiori. In particolare verrà ulteriormente ridotto il numero di ore dei tecnici e dei professionali a scapito di laboratori e attività pratiche, che sono quelle maggiormente qualificanti in questo tipo di scuole. Verrà penalizzata anche la terza area dei professionali, cioè gli stage formativi e l’alternanza scuola-lavoro."
R: Riforma Gelmini
Infatti è stata la mia amica a scrivere per farmi un dispetto perchè non voglio andare in disco. Vuole farsi vedere dal suo ex con un altro, è fuori di testa, vuole farlo ingelosire ed io non voglio portarcela per evitare danni.Diciamo che è una situazione estrema da capire.
R: R: Riforma Gelmini
> Infatti è stata la mia amica a scrivere per farmi un dispetto perchè non voglio andare in disco. Vuole farsi vedere dal suo ex con un altro, è fuori di testa, vuole farlo ingelosire ed io non voglio portarcela per evitare danni.Diciamo che è una situazione estrema da capire.
Certo... Per intanto:
"Elementari:
Il “tempo pieno” permane nelle formula opzionale delle 40 ore settimanali, ma le ore pomeridiane sono una sorta di bonus, mentre i programmi didattici si svolgono solo nelle ore mattutine. In sostanza, le 40 ore diventano un parcheggio per i bambini, non più una delle due possibilità (tempo pieno e mattina) che si distinguevano per la diversa organizzazione dei tempi nel quadro un progetto didattico uniforme e coeso. La questione del maestro unico è fortemente legata a questa, sia per l’organizzazione dei tempi sia per la gestione della crescita dei ragazzi affidata ad un solo insegnante, che sostituisce le possibilità di valutazione e di offerta formativa di un team.
Medie:
Obbligo scolastico: sempre fino ai 16 anni (in Europa si parla di arrivare ai 18); introdotta la possibilità di svolgere gli ultimi due anni presso i corsi regionali di formazione professionale.
Istituti paritari: “l’istruzione è pubblica anche quando è svolta dalle scuole paritarie. Penso che si debba andare incontro alle famiglie che chiedono di poter esercitare la propria scelta educativa.”
Ogni commento è superfluo.
Tagli: 8 miliardi di euro tagliati ai fondi destinati alla scuola pubblica, impoverimento del livello di insegnamento e incentivo alle scuole private per chi può se lo può permettere.
Voto in condotta: fatto per ovviare al “bullismo”, potrebbe rivelarsi invece un elemento di limitazione e di controllo repressivo sugli studenti.
Ulteriore aumento del divario tra istituti tecnici (con i suddetti corsi di avviamento al lavoro) e licei: l’apertura al mondo universitario è riservata quasi esclusivamente a questi ultimi.
Università:
Gli atenei, già troppo simili a laureifici ed impostati secondo una logica concorrenziale di mercato (utenza, crediti formativi, caccia alle matricole con continue nuove offerte formative, etc.), rischiano con la legge 133 la chiusura. Il taglio di 1,5 miliardi di euro destinati all’università comporterà la chiusura di svariati corsi di laurea o la trasformazione in “fondazioni di diritto privato”. Conseguenze: aumento illimitato delle tasse di iscrizione, fine dell’”università pubblica” e taglio dei posti destinati alla ricerca, ormai a uso e consumo di privati."