Home Page » Universita » Riforma » Riforma dell'università: via libera del Consiglio dei Ministri

Universita

Riforma dell'università: via libera del Consiglio dei Ministri

a cura di Marta

redatto venerdì 23.10.2009

Tante le novità, tra cui la presenza di soggetti esterni nel consiglio di amministrazione degli atenei. Ecco, punto per punto, tutta la riforma e le ragioni della contestazione studentesca

gelmini_fun_1La riforma dell'università del Ministro Gelmini è stata approvata dal Consiglio dei Ministri. Ora le università avranno 6 mesi di tempo per adeguarsi ai  provvedimenti contenuti nel testo di legge.
Gli studenti hanno promesso battaglia ma dal Ministero arriva un documento che motiva ogni singola scelta di cambiamento e che spiega come è organizzato attualmente il sistema universitario e come sarà dopo la riforma.

Il ddl afferma il principio che l’autonomia delle università deve essere coniugata con una forte responsabilità: finanziaria, scientifica, didattica. Le università sono autonome ma risponderanno delle loro azioni. Se saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti. Soldi solo in base alla qualità. Fine dei finanziamenti a pioggia. Si riforma il reclutamento del personale e si riforma la governance delle università secondo criteri meritocratici e di trasparenza.

Ecco punto per punto la riforma voluta dalla Gelmini e, di seguito, le contestazioni degli studenti.

Adozione di un codice etico
Come è: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell’amministrazione;
Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.

Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.
Come è: ogni università decide il numero dei mandati;
Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni, con valenza retroattiva.

Distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d’Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.
Come è: attualmente vi è una confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione di responsabilità nelle scelte;
Come sarà: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.

Il CdA non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA potrà essere esterno.
- Presenza qualificata degli studenti negli organi di governo.
- Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo.
Come è: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;
Come sarà: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.

Nucleo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna.
Come è: molti nuclei di valutazione sono oggi in maggioranza composti da docenti interni;
Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

Gli studenti valuteranno i professori
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero

Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).
Come è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico-disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;
Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro-settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

Riorganizzazione interna degli atenei

Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro

Reclutamento giovani studiosi
Il ddl introduce l’abilitazione nazionale come condizione per l’accesso all’associazione e all’ordinariato. L’abilitazione è attribuita  da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.

Gestione finanziaria
Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra MIUR e Tesoro.
Come è: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;
Come sarà: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio. Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.

Valutazione degli atenei
Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia.
1.obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie.
2.valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti da parte dell’Anvur.

I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei.

Scatti stipendiali solo ai professori migliori.
Come sarà: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.
Diritto alla studio e aiuti agli studenti meritevoli
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità.
Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.

La riforma contestata dagli studenti

zebra40% di privati nel CDA
I consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del Senato e saranno composti dal Rettore, da un solo rappresentante degli studenti e da massimo altri nove componenti. Il 40 % del CDA dovrà essere composto da esterni. Il CDA non deciderà più solo per quanto riguarda il bilancio e le risorse dell'ateneo, ma anche in merito a scelte didattiche come l'apertura o la chiusura di singoli corsi di laurea. Tali scelte non verranno effettuate sulla base della necessità didattica, bensì in funzione di interessi economici e di profitto.


Chiusura delle facoltà
I dipartimenti avranno i poteri che oggi sono affidati alle facoltà e potranno decidere se organizzarsi in strutture di coordinamento chiamate facoltà o scuole

Riduzione della rappresentanza studentesca
Oltre a decadere le attuali rappresentanze studentesche, nei nuovi organi di rappresentanza ci sarà solo uno studente.

Gli atenei in stato di dissesto economico potranno federarsi con altri atenei o con enti (non si specifica se pubblici o privati)
E' una soluzione di facciata al problema reale degli “atenei sotto casa” proliferati in molti centri minori dell'Italia e che rappresentano spesso uno spreco insostenibile. La federazione finge soltanto di risolvere questo problema.

Delega al Governo a trasformare, senza passare dal Parlamento il sistema nazionale di diritto allo studio
Modificando le fasce di reddito degli aventi diritto e rafforzando il ruolo dei privati negli appalti delle case dello studente e implementando il prestito d'onore, che trasformerebbe generazioni di studenti in un esercito di indebitati cronici.

Nuove norme sul reclutamento
Peggiora la situazione dei precari all'interno dell'università con le nuove norme sul reclutamento.




Voto


Commenti dal 23 al 27
(27)

Pagina 1 di 6:
1 2 3 4 5 6 > »
daniele mercoledì, 27 gennaio 2010

si

una riforma del sistema universitario andava fatta indubbiamente e come si presenta mi sembra molto buona e sono sicuro venga attuata totalmente..
in risposta a berlusfan dico che è solo un poverino e che il suo intervento è fuori luogo e senza nessun collegamento.

n° 27
danito mercoledì, 27 gennaio 2010

R: si

1) Quando mai una riforma è peggiorativa rispetto alle norme precedenti? Come si può parlare di riforma, parlando del guazzabuglio Gelmini? Meno risorse per le infrastrutture, meno risorse per gli strumenti didattici, meno personale specializzato ect., e hanno il coraggio di chiamarla riforma? Ma riforma de che? L'unica a dover essere riformata è questa cerebrolesa ignorante che si chiama Gelmini. L'unico obiettivo di questa signora e del suo mandante Silvio Berlusconi è di far passare impunemente capitali pubblici dalle casse dello stato alle tasche dei privati speculatori loro amici!

2) Il fatto che tu abbia tirato in ballo "Berlusfan" scrivendone con tutta la pochezza di cui disponi significa che non sei che un altro poveretto dalla mente semplice rimbecillito da Berlusconi tanto da difenderlo anche a mesi di distanza da chi ha osato portare delle prove video che dimostrnino tutti i suoi difetti e l'assenza di virtù ai quali però non sei in grado di rispondere: buon per noi che ora sappiamo ancora meglio chi sono quelli che col diritto di voto ci hanno fatto precipitare in fondo all'Europa ed al resto del mondo occidentale...

jessica lunedì, 9 novembre 2009

jess

...fate entrare all'università, e parlo delle professioni sanitarie persone che meritano-......no i raccomandati!!!!!!!!!!!!!!!aumentate i posti di accesso...............

n° 26
vale domenica, 8 novembre 2009

università

a me nn interessa niente io nn ci vado all università!

n° 25
Alex domenica, 8 novembre 2009

R: università

Certo se dovesse continuare così come è stato fino ad ora fai benissimo,anche io avendolo saputo prima non ci sarei andata e sono indecisa se lasciare.

Dulcebeso venerdì, 13 novembre 2009

R: R: università

Ma ragazzi sù,ma che senso ha dire "io nn ci vado o io ho intenzione di lasciare?" Ma vi rendete conto di ciò ke dite? Capisco che pensiate a voi stessi e mi sembra giusto,parla una studentessa che non è in una situazione migliore purtroppo,ma pensate di dargliela vinta così? Qui si parla di tutta la società e se non di voi personalmente un domani anche dei vostri figli o al momento familiari,se si vuole essere attivi al giorno d'oggi bisogna partecipare attivamente,se si crede in qualcosa bisogna perseguirla con impegno,ricordate volere è potere! riguardo alla riforma al momento ho un pò di confusione in mente non sò se sia una cosa buona per l'università,ma leggendo noto che molte cose son ottime e altre no,sta parlando una studentessa che è al suo 3° anno di università con entrambi i genitori disoccupati e per questo i sacrifici sono enormi,ma sto lottando per il mio futuro e non mi lascio buttar giù da nessuno! Chiedo solo da parte del governo più comprensione e rispetto per la popolazione in difficoltà,ormai studiare è diventato un lusso,date la possibilità alla popolazione italiana di specializzarsi,di migliorarsi e non solo lavorativamente per non lasciarla nell'ignoranza!

Berlusfan venerdì, 6 novembre 2009

Perchè voto Berlusconi:

Perchè voto Berlusconi:
www.youtube.com/view_play_list?p=12D6EBB8347D096D

n° 24
francesco venerdì, 6 novembre 2009

studente

Una riforma andava fatta...e andava fatta per mettere un pò di ordine soprattutto economico. Il problema è che quando ci sono di mezzo soldi, in Italia scatta subito un sistema di "sinonimi" come meritocrazia, amministrazione, pulizia, uguaglianza, necessità, DIRITTO ALLO STUDIO e tanta altre belle parole che da tempo i governi in Italia ripropongo in diverse salse e in importantissimi problemi (scusate se non faccio l'elenco ma risulterei ancora + noioso). Di fatto, però, la prendiamo sempre nel sedere...le tasse devono essere pagate questo è certo...intanto però pago già 100 euro in + da quest'anno (vediamo se con la riforma i conti "tornano"!!!!).
Se ho capito bene i corsi meno "utili" o spariscono oppure, perchè possano esistere, lo studente dovrà pagare di + per frequentarli!..ciò significa che: ho soldi o sono benestante di famiglia e quindi posso permettermi sto benedetto " diritto allo studio " oppure sono COSTRETTO a "scegliere" un' altra facoltà che magari neanche mi interessa ma, siccome ormai l'università sembra una moda (e lò è: perchè il lavoro a partire da quello a livello di manodopera è considerato roba da clandestini) mi sento in dovere di studiare.....quindi siamo punto e a capo, il cosidetto magna magna: poche alternative e aspettative di vita, tanti studenti e pochi soldi...ma dico!? con tutti sti studenti, tutti questi giovani dovremmo essere un paese innovativo, intelligente, informato e se necessario ribelle...e invece siamo l'esatto contrario. Mi sembra che il problema siamo proprio NOI STESSI perchè SIAMO NOI A VOTARE, SIAMO NOI A STUDIARE E A RAPPRESENTARE IL LIVELLO INTELLETTUALE DEL PAESE, E QUESTO TRAMITE LE NOSTRE SCELTE. Per fare un esempio ho + di un amico che studia scienze motorie (e contemporaneamente lavora per mantenersi gli studi) e che da quest'anno paga ancora di + dei 100 euro aggiuntivi e questo perchè i soldi SONO GESTITI DALLA FACOLTà DI MEDICINA CHE POI LI DISTRIBUISCE ,IN BASE ALLE NECESSITà, AI CORSI MINORI...come ROMA LI GESTISCE PER TUTTA ITALIA. Io non ho nulla in contrario contro i medici (mia mamma è medico) e contro Roma, ma mi sembra che in Italia vogliano diventare "tutti" medici...facciamo decidere alla facoltà di medicina quello che deve fare il mio amico?! (questo è per fare un esempio...questo meccanismo vale per tutte le facoltà + frequentate e che hanno maggiore ritorno economico). Ognuno di noi può fare quello che vuole nella vita ma non sopporto che nello studio sia il denaro o qualcun' altro a decidere per me. Sono d'accordo sulla meritocrazia, ma non credo che il voto dello studente al professore cambi la situazione(anche perchè c'è sempre stato ma i professori sono sempre gli stessi)...questo perchè il voto è un giudizio assolutamente soggettivo e molto spesso di CONVENIENZA!(ricordate? siamo in Italia). Sono d'accordo che molti corsi siano un pò inutili, ma non trovo giusto negare il futuro di qualcuno, nè la diversità intellettuale del paese (cosa facciamo?...diventiamo tutti avvocati?!). Sicuramente ci sono fondi spesi male nella ricerca...ma mi sembra che non molto tempo fà siano stati tagliati a parecchie università tipo chimica e biologia...non credo siano facoltà di poco conto. Non sono d'accordo sulla privatizzazione ma se serve a risolvere almeno in parte il problema dei bilanci allora farò stò sforzo!...solo una cosa PRIVATIZZAZIONE = RITORNO ECONOMICO!!!!!! (PENSATECI BENE!!). In linea generale i problemi trattati nella riforma sono sempre gli stessi da dieci anni e che TUTTI I GOVERNI HANNO CERCATO DI RISOLVERE IN SALSE DIVERSE SENZA CONCLUDERE NIENTE, questo detto in modo riassuntivo da un mio professore di facoltà. Sui consigli di facoltà non sò molto a riguardo e non saprei che dire, probabilmente ci sono studenti che non sanno neanche della loro esistenza, come io non sò di molti meccanismi della gestione dell'università...Provate voi a chiedere a uno studente STUDIOSO ad esempio di ingegneria cosa ne pensa dei consigli amministrativi della riforma ecc...vi risponde parlandovi di pompe idrauliche:) e questo perche non c'è il tempo, nè l'informazione veloce per farsi un idea di queste cose e sicuramente nemmeno la voglia di leggerle tra un integrale doppio e un'equazione differenziale. Insomma un ordine deve essere fatto ma il problema stà + alla base...LA GELMINI RESTAURA LA FACCIATA E LASCIA LE FONDAMENTA MARCE. Tra le cose che però condivido c'è quella del cambio dei rettori dopo 8 anni...per il resto il 40% delle condizione universitaria sarà deciso da ESTERNI!!! e ATTENZIONE il Cda NON SARà ELETTIVO!!! Sono stato dispersivo ma questa è la mia opinione da studente della facoltà di Ingegneria civile di Padova...PER CAMBIARE LE COSE DOBBIAMO PRIMA CAMBIARE NOI!

n° 23
FRANCESCA domenica, 8 novembre 2009

R: studente

hai troppo ragione dobbiamo cambiare NOI o nn si arrivera mai a cambiare realmente le cose!

Pagina 1 di 6:
1 2 3 4 5 6 > »
Siamo 2.328.535 iscritti Iscriviti