La
riforma dell'Università, già approvata dal
Senato, passerà all'esame della
Camera dei deputati durante la prossima settimana. Per giorni si era parlato di uno
slittamento, ma per ora il
calendario non si tocca.
Riforma vicina all'approvazione
Senza successo le mosse dell'
opposizione: i rappresentanti del
Partito Democratico e dell'
Italia dei Valori, insieme anche a parte della maggioranza (i
finiani), sono ancor'oggi contrari a una calendarizzazione della riforma prima della
verifica sul Governo prevista in Parlamento il
14 dicembre.
Cicchitto: "Una riforma importantissima"L'
Udc invece sta con il
Governo e sostiene che la maggioranza ha tutto il diritto di
approvare la riforma prima del voto di fiducia sul governo. Il presidente dei deputati del Pdl
Fabrizio Cicchitto è soddisfatto è fiducioso:
"Abbiamo apprezzato molto la convergenza anche del gruppo dell'Udc sul nostro diritto a poter vedere approvata una riforma così importante con il voto della Camera prima delle votazioni sul futuro del Governo".
Franceschini: "E' una forzatura"
Il capogruppo del Pd
Dario Franceschini parla di "forzatura":
"Non ci siamo potuti opporre anche se avevamo espresso chiaramente le nostre contrarietà. Le ragioni politiche mi sembrano evidenti: è una grave forzatura da parte della maggioranza che impone alla Camera di esprimersi su una riforma così importante prima ancora di verificare se il Governo, proprio in questa Camera, ha i numeri". L'Italia dei Valori aveva anche sollevato, per bocca del deputato Borghesi,
un altro problema. La riforma arriverà in Aula senza la
necessaria copertura economica. Osservando le date infatti la discussione sul
ddl Gelmini inizierà prima che siano approvati dal Parlamento legge di Bilancio e ddl Stabilità che copriranno il
costo della riforma. Ad essere discusse e votate dovrebbero quindi essere solamente quelle norme che riguardano l'ordinamento universitario.
Rassicurazioni dalla Gelmini: "Ok definitivo soltanto dopo la finanziaria"
Ma il ministro Gelmini assicura che l'ok definitivo alla riforma avverà
dopo l'approvazione della legge finanziaria. ''L'approvazione definitva della riforma dell'Università avverrà solo dopo l'ok alla legge di stabilità. Quindi il provvedimento non dovrà essere "alleggerito" delle norme di spesa che trovano la copertura nella legge di stabilità'''.
Nessuna riforma "svuotata" quindi. Il ddl stabilità infatti certificherà l'annunciato incremento delle risorse per l'Università di ben 800 milioni di euro. E la
riforma Gelmini si avvicina a grandi passi all'
approvazione definitiva.Link: "Tema troppo delicato per essere discusso da un governo in difficoltà"Rischiano di restare a questo punto inascoltate le
proteste degli studenti universitari, i quali speravano che le
centinaia di migliaia di persone scese in piazza il 17 novembre, per la giornata internazionale di mobilitazione studentesca, avessero dato un segnale sufficentemente forte al ministro Gelmini. Il
Coordinamento Link sostiene che
"il Governo è già stata sfiduciato nei fatti: 200mila studenti in piazza in tutta Italia sono significativi. Un governo a termine - affermano da Link in una nota
- non può riformare l'università. Se le forze politiche hanno dichiarato una tregua sulla finanziaria, il governo non può approfittarne per far passare di nascosto il ddl Gelmini". Gli studenti, in un appello che appare quasi come un urlo disperato, diffidano il governo "dall'approfittare della tregua pre-crisi per far approvare dalla Camera il ddl Gelmini". Chiedono lo stop alla calendarizzazione.
"Può - concludono dall'associazione studentesca -
un governo tenuto in piedi solo dall'appello di Napolitano sulla finanziaria mettere mano a un tema delicato e discusso come la riforma dell'università?".
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