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"Aboliamo il valore legale delle lauree". Fa discutere la proposta di un deputato del Pdl

Il valore legale della laurea mette ovviamente tutti i "dottori" sullo stesso piano. Questo, secondo Garagnani, non premia adeguatamente la qualità dei più bravi. In tal modo, secondo questa tesi, non si sostiene una concorrenza virtuosa tra gli atenei e l'offerta formativa si schiaccia verso il basso. Chissà se si tratta di una proposta che avrà seguiti concreti oppure è soltanto una boutade di mezza estate. L'università, nel frattempo, è costertta ad affrontare problemi molto più impellenti: i tagli alla ricerca della riforma Gelmini

di andrea maggiolo 19 luglio 2010
Una laurea ha un valore diverso a seconda di quale sia l'ateneo che la rilascia? E' destinata a far discutere la proposta del deputato del Pdl Fabio Garagnani. "Il problema - dice l'esponente del centrodestra a Repubblica - è che le università preparano in maniera diversa, ma la legge afferma che tutti sono preparati in maniera eguale, con una forzata parificazione del titolo rilasciato dai diversi atenei, a prescindere dal contenuto formativo che sta dietro quel titolo".

Il valore legale della laurea mette ovviamente tutti i "dottori" sullo stesso piano. Questo, secondo Garagnani, non premia adeguatamente la qualità dei più bravi. In tal modo, secondo questa tesi, non si sostiene una concorrenza virtuosa tra gli atenei e l'offerta formativa si schiaccia verso il basso.  "A differenza di quel che accade in altri Paesi - spiega il parlamentare - in Italia la laurea non è un semplice titolo accademico, ma un vero e proprio certificato pubblico, che consente la partecipazione a concorsi o l'esercizio di determinate professioni". Si tratta di una scelta sapienzapresa nel 1993 e poi confermata anche dalla riforma universitaria del 2004.

Il deputato del PDL è convinto che i giovani studenti siano portati a pensare che "in qualunque università investano le proprie risorse, le possibilità di impiego successive alla laurea siano le medesime. Ciò è, artificialmente, valido solo per la pubblica amministrazione, ma è falso per il settore privato che, attraverso i ranking internazionali, conosce bene il differente valore delle università".

La proposta di abolire il valore legale della laurea significherebbe "ottimizzare la gestione delle risorse, eliminare sprechi, distorsioni e lauree facili". Chissà se si tratta di una proposta che avrà seguiti concreti oppure è soltanto una boutade di mezza estate. L'università, nel frattempo, è costretta ad affrontare problemi molto più impellenti: i tagli alla ricerca della riforma Gelmini. Si preannuncia un autunno caldissimo.

Fonte: Repubblica

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16
Commenti

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anita sabato, 18 giugno 2011

educatrice professionale

Vorrei tanto che venisse proposto, magari a suon di referendum, un bel contro-controllo sulle lauree dei nostri acculturatissimi parlamentari, per annullare le loro, ammesso che ne abbiano!

n° 7
sonia sabato, 18 giugno 2011

laureanda in legge

ammetto di aver fatto un errore a votare per qs governo che negli ultimi tempi si è rivelato il peggiore di tutti. l'intento di qs signori è palese! vogliono "azzerarci"ma io proporrei di "abolire"qs gente....mandiamoli tutti a casa e ai lavori forzati così che si ridimensionino...

n° 6
tania sabato, 18 giugno 2011

R: laureanda in legge

> ammetto di aver fatto un errore a votare per qs governo che negli ultimi tempi si è rivelato il peggiore di tutti. l'intento di qs signori è palese! vogliono "azzerarci"ma io proporrei di "abolire"qs gente....mandiamoli tutti a casa e ai lavori forzati così che si ridimensionino...

Allora mettiti subito a votare comunista come ho sempre fatto io: è l'unico modo per cambiare veramente le cose in questo paese!

Julius giovedì, 16 giugno 2011

Laurea uguale controllo della società

premesso che sono laureato e postlaureato, constato che ora la laurea è in mano ad un'oligarchia di famiglie che seleziona esclusivamente i futuri oligarchi o poveri schiavi in gergo ''ILOI'' secondo la direttiva massonica del 1905. la laurea ora è divenuta l' espressione di una società
controllata. I più non se ne rendono conto e farebbero carte false pu di entrare nella cerchia dei servi al fine di guadagnare di più. Il denaro è il motore, non l' amore di sapere, tranne che per una sparuta schiera di poveri illusi destinati alla schiavitù se possono essere utilizzati. Quelli che sono nella cerchia sono agguerritissimi nel difendere i loro privilegi di casta e questa è la situazione! W ROLLERBALL 1975

n° 5
Alessandra giovedì, 16 giugno 2011

Esame di Stato

Mi sono laureata in chimica (laurea triennale) all'università del Piemonte Orientale, ho lavorato per un periodo dopo la laurea in un'industria chimica, presso un laboratorio analisi, e ho ripreso gli studi per la laurea magistrale. La preparazione personale è frutto di tanti sacrifici, di volontà di imparare e sicuramente della disponibilità dei professori nel rispondere alle richieste di chiarimento. Non mi sento in competizione con quelle persone che per vari motivi possono essere meno preparate di me. Non avrebbe senso, proprio perchè non ci sarebbe competizione che tenga. L'industria presso la quale ho lavorato vuole valutare personalmente ogni candidato, anche con test valutativi pre-assunzione. Ora, questo sistema non avrebbe luogo di esistere se tutto il sistema "università italiana" funzionasse alla perfezione e fosse perfettamente efficiente. Sicuramente qualcosa da sistemare c'è. Tuttavia ritengo che abolire il valore legale delle lauree porti poco lontano, visto che i problemi sono a monte. Ricordo che esiste l'Esame di Stato che è obbligatorio per chiunque volesse esercitare la professione per la quale si è laureato (badate che non è obbligatorio in assoluto, ci sono ambiti per i quali non è richiesta l'iscrizione all'albo, ma di fatto, nel caso dei chimici, se si vuole ad esempio diventare responsabili di un laboratorio di analisi finché non si è iscritti all'albo dei chimici, ovvero finché non si è superato l'Esame di Stato, non si potrà diventare responsabili di nulla.). Quindi l'Esame di Stato rappresenta una tutela e nei confronti degli esercenti e nei confronti dei clienti. Il problema dell'abolizione del valore legale della laurea sta nel fatto che senza questo noi non potremo accedere ai concorsi, ma quindi nemmeno all'Esame di Stato? Questo non lo so, ma, se così fosse, la proposta di Garagnani non avrebbe proprio alcun senso.

n° 4
eleonora mercoledì, 15 giugno 2011

commento

non dovrebbero esistere a prescindere LAUREE DI SERIE A o SERIE B... un titolo acquisito in un'università (ovviamente a parità di curriculum) dovrebbe essere equivalente allo stesso titolo acquisito in un'altra università. il tutto senza voler fare distinzioni sud/nord ecc
un ateneo puo offrire un'offerta formativa particolare, ed è scelta di uno studente spostarsi per accedervi o meno, ma se due atenei offrono lo stesso piani di studi dovrebbe essere garanzia di medesime competenze e opportunità lavorative.
non è questione, secondo me, di "valore della laurea" ma della serietà dei singoli docenti che lavorano all'interno dei vari atenei: se le modalità d'esame fossero parificate e vi fosse un maggior controllo sull'obiettività delle valutazioni, il problema non si porrebbe nemmeno! un tempo,almeno, era maggiore la certezza di avere obiettività almeno in ambienti quali gli esami di abilitazione e simili...adesso, a quanto pare, nemmeno quello. basta far annusare profumo di soldi e nessuno sa cosa significhi la correttezza!!!

n° 3
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