Gli
studenti dai giorni scorsi hanno
iniziato ad organizzare con dibattiti, assemblee e propaganda
su internet, le prossime manifestazioni. Gli universitari
hanno deciso di scendere in piazza insieme ai
ricercatori e ai lavoratori precari degli atenei di tutta
Italia. La Sapienza in Onda ha lanciato un appello a tutti gli
studenti di tornare in piazza,
per difendere il futuro dell'istruzione. E molti studenti sono pronti a
riprendere le manifestazioni per difendere l'istruzione. Alioscia
Castronovo dell'Onda di Lettere dell'Università La Sapienza
di
Roma ha dichiarato la sua preoccupazione per il futuro
dell'istruzione universitaria: "Le conseguenze dei tagli del
governo si vedono già: è stato
annunciato il
prossimo aumento delle tasse e del numero chiuso". Isabella,
dottoranda a Torino, così racconta la situazione nel suo
ateneo: "in molte facoltà non usciranno i nuovi
bandi
di dottorato e noi dell'Onda torinese aspettiamo anche
l'appuntamento del 24 marzo, quando il senato accademico
discuterà
il bilancio e si materializzeranno le conseguenze dei tagli".
Ed
anche se, come alcuni ipotizzano, la mobilitazione sarà meno
numerosa rispetto a quelle dello scorso autunno, l'importante per i
rappresentanti dell'Onda è di continuare la protesta, come
sottolinea Dana Lauriola dell'Onda di Torino "Sarebbe ingenuo
pensare di essere ancora così tanti, ma
è
importante che scendiamo in piazza insieme a lavoratori e precari"
o Alioscia di Roma "Il problema non è avere un corteo
numeroso come quello di novembre ma rilanciare i temi, risvegliare un
livello di consenso". "Il mondo della conoscenza scenderà
in piazza per una mobilitazione nazionale che si articolerà
principalmente in manifestazioni regionali".
L'Unione
degli Studenti sostiene lo sciopero del 18 marzo promosso
dall'FLC-Cgil e
sarà in piazza in tutta Italia per le numerose
iniziative territoriali
promosse, ricordando che "ancora una volta gli studenti saranno a
fianco dei lavoratori nello sciopero per chiedere
più fondi per scuola, università e ricerca,
più democrazia nei luoghi del sapere, migliore
qualità della didattica disastrata dalla riforma Gelmini e
per porre un rifiuto netto al progetto di legge Aprea".
Anche
l'Unione degli Universitari aderisce e
promuove lo sciopero dell’FLC perché
"siamo convinti che, soprattutto in questa fase di crisi,
l’investimento, economico e politico, sul mondo della
formazione, sull’università e sulla ricerca siano
indispensabili ed altrettanto indispensabile sia ampliare la platea di
coloro che accedono ai più alti livelli della formazione
attraverso un reale sistema di diritto allo studio. Parteciperemo alle
iniziative indette in questa giornata al fianco dei lavoratori di
scuola e Università per difendere il carattere pubblico del
sistema formativo italiano, perché lo studio deve rimanere
un diritto da garantire e non un debito da contrarre, perché
l’Università non può diventare
un’impresa privata, perché gli Atenei sono e
devono rimanere a carattere pubblico".
Nella giornata di oggi l’Unione degli Universitari
parteciperà all’iniziativa
“Giovani:
il
futuro del Mezzogiorno” organizzata dalla Cgil
nazionale a Palermo, portandovi alcune delle proposte relative
allo sviluppo dell’Università, in particolare nel
Mezzogiorno, in questo tempo di crisi. L’iniziativa si
inserisce nel percorso che l’Unione degli
Universitari sta realizzando negli Atenei italiani per
riportare
l’attenzione sul tema della formazione e per
preparare la partecipazione alla grande manifestazione nazionale della
Cgil il 4 aprile.
La
Rete degli Studenti ha scelto di aderire allo
sciopero perchè "
nelle scuole i tagli fanno
già sentire i loro effetti sulla didattica e
sull'aumento dei costi delle attività integrative e delle
gite. Scompaiono i corsi di recupero pubblici mentre aumenta il numero
dei debiti formativi, con il conseguente aumento del ricorso alle
lezioni private.Aumentano i costi per studiare, e in un momento di
crisi questo si traduce nell'aumento della dispersione scolastica e
dell'abbandono. Nel frattempo il governo prosegue sulla strada dei
provvedimenti legislativi imposti dall'alto, che mirano uno dopo
l'altro a distruggere la scuola pubblica e il suo ruolo costituzionale.
Per venire infine al
voto in condotta, provvedimento
mediatico dal sapore nostalgico, che dietro la veste vintage
nasconde un modo approssimativo e dannoso di affrontare i veri problemi
della scuola pubblica, che finisce per scaricarli al di fuori di essa".
La Rete degli Studenti chiede quindi "più diritto
allo studio, più investimenti e provvedimenti seri
per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un ruolo
fondamentale per uscire dalla crisi; il coinvolgimento pieno e
reale di chi nella scuola vivi e lavora, studenti, docenti e ATA, e
rifiutiamo il bullismo legislativo del governo". Per i prossimi mesi
sono diversi gli
appuntamenti
che gli studenti e precari vogliono utilizzare per rilanciare la
protesta:
28 marzo, sciopero generale dei sindacati
di base; 4 aprile, grande manifestazione per lo sciopero
generale della Cgil; 18 e 19 maggio, G8 delle
Università a Torino.
Tutti gli appuntamenti di oggi:
- a Roma: partenza alle ore 9:00 dal piazzale della Minerva e presidio
in piazza SS Apostoli, interverranno studenti medi e universitari;
- a Bologna: partenza alle ore 11:00 da piazza Verdi;
- a Milano: partenza alle ore 9:00 da Porta Venezia;
- a Genova partenza dalle ore 9:00 da piazza Caricamento;
- a Palermo: assemblea nazionale dalle ore 10:00 al teatro Politeama
con la CGIL sulla condizione dei giovani nel mezzogiorno, interverranno
studenti della Rete e dell'UdU;
- a Torino: corteo regionale con partenza dalle ore 9:00 da piazza
Arbarello, studenti universitari e medi saranno in piazza con lo
striscione "Non sulla nostra pelle!";
- a Padova: corteo regionale da piazza Eremitani a partire dalle ore
9:00;
- a Firenze: corteo studentesco unitario da Piazza San Marco alle ore
9:00;
- a Modena: corteo alle 9:30 da piazza Sant'agostino;
- a Bolzano: mob action di "studenti consapevoli" alle ore 17:30 in
piazza Theiner.
Oltre a questi appuntamenti sono previste iniziative, presidi e
assemblee anche a Brescia, Verona, Parma, Ferrara, Forlì,
Siena, Ancona, Perugia, L'Aquila, Teramo, Bari, Lecce, Cosenza,
Palermo, Catania, Cagliari, Reggio Emilia, Trento, Napoli, Genova e La
Spezia.
Gli scontri alla Sapienza del 18
marzo 2009